Ciao, ti do il benvenuto in questo nuovo articolo del blog di Efficacia Fiscale per condividere insieme a te il contenuto di un Podcast (questo articolo è la trascrizione di un mio audio) realizzato per portare chiarezza su un argomento in cui regna ancora parecchia confusione: come compilare correttamente una ricevuta delle royalties del know how quando incassi i soldi dalla tua S.r.l. .

Si tratta di un argomento che attira molto l’attenzione degli imprenditori che hanno, o intendono costituire, una S.r.l. e che, pur essendo molto trattato nel Web, è “trattato male”, in un modo superficiale che spesso genera confusione, ingenera incertezze o, peggio, certezze sbagliate che portano a vanificare l’efficacia fiscale di questo strumento e, a volte, a costose liti con il Fisco.

Sono un commercialista ma sono anche un imprenditore. Sia perché provengo da una famiglia di imprenditori che per il modo in cui ho strutturato e conduco il mio Studio.

Ripeto ciò nei miei articoli sul blog www.efficaciafiscale.com , nei video e nelle dirette su YouTube perché reputo che questo sia fondamentale per farti comprendere il mio modo di affrontare le tematiche fiscali di maggiore interesse, in modo proattivo, concreto, in grado di fornirti soluzioni fiscali pratiche.

Avere sempre più soldi non solo aumentando il fatturato ma anche risparmiando imposte e contributi, evitando di buttare soldi in liti con il Fisco ed evitando sanzioni.

Sei pronto a fare chiarezza nella terminologia e a conoscere come compilare correttamente una ricevuta per royalties?

Bando alle ciance and let’s go…

 

Qual è la differenza tra know how e royalties?

Caro imprenditore, ti do il benvenuto in questo nuovo podcast del blog di Efficace Fiscale, il blog con le soluzioni fiscali specifiche per tutti gli imprenditori che hanno una S.r.l. o che ne vogliono aprire una nuova.

Oggi andiamo ad affrontare insieme come compilare correttamente una ricevuta di know how, ossia quelle famose ricevute per le royalties.

Prima di andare avanti a comprendere questa cosa, è importante sapere la differenza tra know how e royalties.

Quando noi facciamo delle ricerche su internet per ottimizzare il carico fiscale delle S.r.l., uno dei principali strumenti che può avere una S.r.l. sono queste famose royalties.

Le royalties altro non sono che un canone mensile, volendo anche annuale, un canone di affitto che una persona riceve perché dà in sfruttamento economico un proprio know how a un’altra persona, o comunque un’altra società.

In questo caso, dunque, il know how è quella proprietà intellettuale che rientra in qualche modo in quelle proprietà, in quel possesso di un diritto, ovviamente immateriale, che può essere un marchio, che può essere un brevetto, una formula, una ricetta, un libro, un contenuto informativo, cioè in cui c’è un contenuto, un sapere, una elaborazione e così via. E, quello, è il know how.

Tutte le volte che tu permetti ad altre persone di poter utilizzare questo know how e tu in cambio chiedi soldi, ecco che, quei soldi che tu ricevi in affitto, si chiamano royalties.

In un certo senso è un po’come dare in affitto la propria casa.

La casa è l’immobile, ossia il bene, mentre quello che tu ricevi per questo affitto, in sostanza il canone di locazione.

Ecco, per quello che riguarda un know how, tutti quei beni materiali che abbiamo visto prima, quello che tu ricevi si chiama royalties.

Il vantaggio fiscale che hanno le royalties in Italia è il fatto che, quello che tu incassi come canone, è detassato ai fini fiscali del 25% o di un 40% e, lì sopra inoltre, non ci paghi i contributi Inps e la S.r.l. non paga neanche l’Irap.

Però, tratterò questo argomento successivamente, perché l’obiettivo di questo podcast è comprendere con te come compilare correttamente la ricevuta di lavoro occasionale.

Non è qui il mio obiettivo mostrarti quando applicare questo strumento al meglio, perché penso di aver già fatto un podcast in questione, o comunque ne farò uno successivamente.

L’obiettivo di questo podcast è il fatto di fare in modo che tu, a livello contabile, metta le cose a posto con questa ricevuta di incasso delle royalties.

Ti dico questo perché, quando noi emettiamo una fattura, questa fattura è elettronica, quando noi riceviamo una fattura questa fattura è elettronica, però quando noi prendiamo dalla nostra S.r.l. delle royalties ecco che, lì, non c’è sopra una fattura elettronica, quindi, questa cosa è una delle problematiche che possono nascere in capo agli imprenditori quando utilizzano questo strumento.

 

Qual è il valore “giusto” delle royalties da attribuire al know how?

Prima di proseguire voglio fare una piccola premessa.

Per applicare al meglio il know how e queste royalties, il know how, ossia il bene, deve essere vero, il valore delle royalties deve essere un valore di mercato.

E, dunque, posto queste caratteristiche, tu ogni mese, oppure ogni anno, prendendo questo canone di royalties dovrai rilasciare una ricevuta alla tua S.r.l. .

La struttura tipica che ti permette di dare maggiore vantaggio è quella in cui tu hai un marchio storico, perché molte volte capita che noi imprenditori partiamo con un determinato marchio, che facciamo sviluppare nel corso degli anni, e facciamo crescere una specifica azienda.

Poi, nel tempo, questa azienda potrebbe diventare una S.r.l., ma continuerebbe a sfruttare economicamente il vantaggio di quel logo, di quel marchio aziendale.

Dunque, io potrei continuare a dare in affitto questo mio marchio personale alla mia S.r.l. in cambio di un canone di affitto (che si chiama royalties).

Quando ricevo i soldi io non devo ricevere il lordo stabilito, devo ricevere un importo un po’ più basso in base alle caratteristiche che ti elenco qui di seguito.

Inoltre, quando io ricevo l’importo a titolo personale non posso emettere una fattura elettronica perché lì, sopra le royalties, non devo emettere una fattura elettronica ma una ricevuta che devo far mettere alla società in contabilità.

In sostanza, io privato, quando incasso delle royalties do in cambio, alla S.r.l., una ricevuta che può essere di carta, o documento in Word, che ha determinate caratteristiche.

E le vediamo ora.

Prima di tutto devi sapere che tutto parte dal valore lordo.

Se tu stabilisci, con la tua S.r.l., che il valore dello sfruttamento economico di questo tuo marchio è di un tot del fatturato, tu sai che questo importo lo puoi prelevare anche ogni mese.

 

Esempio di calcolo (e di beneficio fiscale)

Adesso proviamo a fare dei calcoli per chiarire, con un esempio, ipotizzando il fatto di prelevare una cifra tonda ogni mese a titolo di royalties per lo struttamento economico di un know how concesso ad una S.r.l. .

Se tu vuoi prelevare 100,00 € di royalties ogni mese dalla tua S.r.l., perché hai concesso in sfruttamento economico il tuo marchio alla società, tu sai che devi fare, comunque, un contratto scritto, tra te, persona fisica proprietaria del know how, e te, amministratore della S.r.l., in cui concedi alla S.r.l. lo sfruttamento economico di questo know how.

Lo firmi, gli applichi la data certa (probabilmente anche solo utilizzando la Pec va benissimo) e, da quel momento in poi, ogni mese, prelevi i soldi a titolo di royalties relative al know how.

Se tu prelevi 100,00 € al mese, non è che puoi farti un bonifico di 100,00 € al mese dall’ S.r.l. a te stesso.

No.

Essenzialmente funziona così: ipotizzando un lordo di 100,00 € tu sai che il know how, in Italia, è detassato o di un 25% o di un 40%.

Posso dirti che, se tu hai meno di 35 anni, questo importo tu lo puoi detassare di un 40%, se invece hai 35 o più anni, l’importo è diminuito, cioè il bonus fiscale, scende al 25%.

Dunque, ipotizzando che tu abbia meno di 35 anni, tu hai 100,00, sai che è detassato per il 40%, quindi, l’imponibile fiscale diventa 60,00 (che è la differenza 100-40% fa 60). Su quell’importo ricordati che devi applicare una ritenuta del 20%.

In quel caso, tu sai che il 20% devi applicarlo solo sull’importo che tu devi, in qualche modo, assoggettare a tassazione l’anno dopo (che, in questo caso, è 60,00 €), perciò, la ritenuta d’acconto è del 20% su 60, cosa che torna a essere 12,00 €.

Pertanto, tu sai che se hai un imponibile di 60,00 €, allora 12,00 € sono di ritenuta e, comunque, tu ricevi questo importo totale di 100,00 €, meno la ritenuta di 12,00 € (che, ripeto, è calcolata sul 60%) e, sul tuo conto corrente personale, come proprietario del know how, riceverai in totale 88,00 €, sapendo che la ritenuta d’acconto di 12,00 €, appunto si chiama d’acconto e, quindi, non è che la perdi perché è come se fossero imposte anticipate.

La ritenuta d’acconto è un anticipo dell’imposta perché tu, l’anno dopo, dovrai andare dal tuo commercialista e dovrai riferirgli tutti i redditi che tu hai precipito in un anno.

Dunque, in quell’anno, tu gli dirai che, oltre ad eventuali altri redditi, hai percepito un po’ di compenso come know how, come royalties.

Dovrai mostrare il lordo da assoggettare ad imposte che, in questo caso, non sono i 100,00 € che tu hai preso mensili, ma è il 60%, perché a livello fiscale la tassazione, per quello che riguarda le royalties, cade solo sul 60%.

In sostanza, essendo detassato il 40%, è come se tu prendessi dei soldi su cui non paghi imposte.

 

La certificazione unica

Può sembrarti strano ma è così, perché in Italia le royalties sul compenso relativo al know how hanno un enorme beneficio fiscale.

Dunque, al tuo commercialista, porterei tutte le ricevute che hai emesso a favore della S.r.l. .

Su queste il tuo commercialista considererà solo il 60% dell’imponibile concordato sul contratto e tu dovrai pagare le imposte con l’aliquota Irpef più alta su tutto il 60% che ricevi.

Ovviamente tu sai che, durante l’anno, hai subito delle ritenute d’acconto a livello personale che la società ha versato, quindi, tu dovrai prendere, dal tuo cassetto fiscale, la certificazione unica, che ti invia la tua S.r.l., in cui vai a testimoniare quante ritenute, a titolo d’acconto, hai subito, perché quelle per te sono già delle imposte già pagate.

La certificazione unica, in poche parole, è un riepilogo dei compensi ricevuti come royalties del know how e delle ritenute subite.

 

La marca da bollo da 2,00 €

Ricordati anche che, per fare una ricevuta fiscale per le royalties incassate perfetta, se il valore dell’importo che tu ricevi è superiore a 77,48 € devi mettere anche un’imposta di bollo di 2,00 €.

Si tratta, praticamente, di quei “piccoli francobolli” che tu puoi acquistare presso una Tabaccheria e si tratta di un obbligo di legge.

L’imposta di bollo deve essere applicata tutte le volte in cui c’è una transazione in cui non c’è Iva ed è superiore a 77,47 €.

Un po’ come hanno i forfettari.

Nel momento in cui emettono una fattura che è superiore a 77,47 € ecco che, lì sopra, loro devono mettere un’imposta di bollo di 2,00 €.

Dunque, anche tu che hai questo know how, queste royalties, è bene che utilizzi, se possibile, l’imposta di bollo nel momento in cui tu incassi denaro per un valore complessivo superiore a 77,47 €, dove non applichi Iva.

Queste sono, in breve, le informazioni principali, i punti che devi tenere a mente, quello che riguarda come emettere una ricevuta (consapevole che la puoi fare cartacea), sapendo che, prima ci sono degli adempimenti che ti consiglio di fare per proteggerti da eventuali attacchi dall’Agenzia delle Entrate.

Ricordati anche che, come ti ho accennato, il know how deve essere vero, cioè non deve essere inventato.

Altrimenti, lì sì che, in caso di controlli, rischiamo maggiormente una contestazione.

 

Se un terzo è disposto a pagarti per il tuo know how quello è il vero valore di mercato

Ad essere sinceri il valore vero è, molte volte, oggetto di dibattito perché è difficile quantificare un valore normale di mercato da attribuire alle royaltes del know how ceduto in affitto alla propria S.r.l. .

Il valore vero dovrebbe essere pari al valore a cui tu saresti disposto ad acquistare quel medesimo know how da una terza persona o, comunque, dovrebbe essere quel valore a cui, le altre persone, sarebbero disposte a comprare da te il tuo know how.

Molte volte, essendo un valore variabile, è difficile da quantificare.

 

Sei obbligato a fare la perizia di valutazione delle royalties del know how?

Potrebbe essere utile fare una perizia di valutazione prima di prelevare le royalties del know how dalla S.r.l., ma non è un obbligo di legge.

Ultimamente i prezzi stanno crescendo, per fare questa perizia potresti spendere dai 2.000,00 € più iva e arrivare anche a 5.000,00 € più Iva.

Pertanto, se ne hai possibilità, ti consiglio di fare questa perizia preventivamente, per quantificare al meglio il valore di questo tuo know how, il valore di queste tue royalties che potresti richiedere in base al know how che tu hai.

Questo perché, se tu dovessi andare in contestazione con l’Agenzia delle Entrate per qualsiasi motivo, ecco che tu hai già una perizia e porteresti al giudice le tue motivazioni, il perché hai applicato uno specifico valore di royalties, che hai sempre prelevato ogni mese, oppure ogni anno.

Questa è la cosa principale.

Però voglio anche aggiungere che molti imprenditori credono che sia un dato obbligatorio e che questa cosa li possa proteggere in maniera totale da eventuali controlli.

Non è, però, così.

La perizia non è obbligatoria perché tu potresti anche prendere le royalties adesso, proprio con un valore inventato, senza fare fatture, ma facendo delle semplici ricevute e, quindi, tu, l’anno dopo, potresti semplicemente e dichiarare il tuo reddito e le ritenute ed effettuare un calcolo preciso dell’imposta che dovresti pagare.

La perizia potresti anche farla fare successivamente, in caso di controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate, nel momento in cui devi andarti a difendere davanti ad un giudice tributario.

Ti porto un esempio.

Tu hai un know how, anche un marchio che è la cosa un po’ più facile da fare, oppure anche un software senza doverlo brevettare.

Quindi, oggi, prendi delle royalties e, tra quattro anni, ti contestano il valore di affitto di questo know how, ossia ti contestano l’importo delle royalties, perché, magari, è troppo alto, perché l’Agenzia delle Entrate presume tu abbia utilizzato questa cosa solo per prenderti degli utili in maniera indiretta, pagando meno imposte possibili.

Ecco che, se tu non hai fatto una perizia e reputi che quello che ti viene contestato dall’Agenzia delle Entrate sia sbagliato è, a questo punto, che devi far fare una perizia.

Per poterti, così, recare dal giudice e per fargli comprendere, portando appunto la perizia, che ciò che ti contesta l’Agenzia delle Entrate è sbagliato, che tu hai ragione e che il valore che tu hai applicato è quello di mercato.

Il giudice, a questo punto, farà fare una controperizia da un suo perito nominato dal tribunale.

In modo che il giudice controllerà quello che ha detto l’Agenzia delle Entrate, quello che dici tu con il tuo perito.

Lo confronterà con quello che dice il suo perito del tribunale e, quindi, stabilirà un valore tenendo, appunto, in conto anche quello che ha detto il tuo perito.

Di qui l’importanza della perizia, perché se sei certo che il tuo perito ha utilizzato la stessa metodologia che utilizzerebbe il perito del giudice di un tribunale, allora sei certo che avresti ragione in caso di contenzioso.

Ovviamente il tuo perito deve essere un soggetto esterno a te e deve fare la perizia nel rispetto dei canoni della prassi civilistica che seguono, appunto, i periti che valutano il marchio o, comunque, il know how.

Se ti risultasse oneroso far fare una perizia adesso, ricordati che la potrai fare successivamente, anche dopo anni, in caso di contestazione da parte dell’Agenzia delle Entrate o di qualche Ente.

Anche un valore che tu potresti usare in base ad una perizia potrebbe, però, essere contestato dall’Agenzia delle Entrate.

La perizia non ti proteggerà da un eventuale accertamento, semplicemente la perizia serve perché tu possa applicare un valore coerente con quello che ti ha detto il perito, valore che deve essere di mercato.

In caso di contestazione, potrai dimostrare al giudice di aver applicato un valore giusto, di mercato e facilmente potrai vincere contro la contestazione dell’Agenzia delle Entrate, perché dovrebbe essere lo stesso valore attribuito dal perito del tribunale nella sua perizia.

Un altro strumento che tu devi utilizzare per prenderti in maniera corretta le royalties è quello di avere un contratto.

 

Ricordati di redigere un contratto scritto per le royalties (con data certa tramite e-mail Pec)

Infatti, devi redigere proprio un contratto scritto tra te, anche in Word, proprietario del know how o almeno ideatore e creatore del know how, e te amministratore della tua S.r.l. .

In questo contratto quantifichi il valore di questa royalties, definisci al meglio cos’è il know how che tu dai alla tua S.r.l., definisci anche il metodo di pagamento, se vuoi questi soldi mensili, oppure annuali, così via.

Perché poi, in base a questo, verranno erogati i bonifici a te, persona fisica, a titolo di compenso come royalties.

Lì sopra quantificherai anche la percentuale ed è importante che questo contratto abbia una data certa per evitare che tu possa, ogni anno, in qualche modo modificare il valore delle royalties, della percentuale che probabilmente andrà in base al fatturato.

Questo è importante perché, in caso di contestazioni, hai un documento da presentare al giudice attestante che tu non hai cambiato il valore delle royalties che tu prendi dalla S.r.l. ogni anno in funzione degli utili della tua S.r.l. .

Dimostri che tu prendi queste royalties indipendentemente dall’andamento della S.r.l. e che non li cambi in modo da prosciugare millimetricamente l’utile accumulato nella società.

Questo è l’utilità vera di mettere una data certa al contratto delle royalties.

 

 

Puoi dimostrazione che il know how è reale registrandolo

Un’altra cosa a tuo favore è dimostrare che il know how sia vero.

Deve essere vero e questa cosa la puoi provare, a maggior ragione, se tu hai degli elementi di supporto per individuare che questo know how è stato registrato.

Ovvio che il know how può anche essere un qualcosa che non hai registrato, esempio un software, un libro.

Però, io consiglio sempre di registrare questo know how sul supporto fisico. Esempio, se hai un macchinario nuovo, se è possibile, cerca di utilizzare il brevetto.

Se hai un libro utilizza sempre il codice ISBN.

Anch’io ho registrato i miei libri.

Se fai un software, e non lo puoi brevettare, oppure un contenuto in PDF, un contenuto in cui dai informazioni, io consiglio, comunque, di portarlo alla SIAE per la registrazione perché, è vero che questo tuo contenuto può cambiare, però almeno tu hai un qualcosa che certifica che, in un determinato momento, luogo, tu hai un tuo know how a tuo nome.

Che sia, una formula, una ricetta, se ha veramente un valore, attribuisci una data certa, magari girandola tramite Pec, così potrai sempre dimostrare che il know how è tuo, con una certa data, in un certo luogo.

Se, però, non puoi registrare il marchio in Camera di Commercio, se non puoi brevettare questo bene, ti consiglio, comunque, di andare alla SIAE per poter dimostrare che quel know how è tuo ed è stato registrato presso l’ente.

Il know how che si utilizza nelle aziende, soprattutto nelle aziende storiche o di famiglia, può essere il famoso marchio e può essere nato anche 2, 3 generazioni prima. Anche qui ti consiglio di registrarlo in Camera di Commercio o, comunque, di applicare quelle tipologie di registrazione specifiche che ci sono per il marchio, che non sono neanche tanto onerose.

Anch’io ho registrato il marchio di Efficacia Fiscale.

Adesso stiamo aspettando sei mesi per avere la convalida definitiva, però sono procedure utili, che non sono neanche tanto costose, e servono proprio per proteggere il know how.

 

Il bonus fiscale varia in base all’età del beneficiario (che deve essere sempre una persona fisica e mai la S.r.l.)

Ricordati anche che, il bonus fiscale che tu hai, varia in funzione dell’età che tu hai, perché se tu ricevi queste royalties che hai meno di 35 anni paghi un carico fiscale ridotto del 40%.

Se, invece, hai 35 anni, o più, tu devi ridurre, in qualche modo, questo bonus scontando l’imposta di un 25%.

Quindi risparmio per te, ma solo per te persona fisica che lo ricevi e che varia in funzione dell’età che tu hai.

Ricordati anche che il bonus complessivo è del 40% oppure del 25% (oltre a questo risparmi il 4% di Irap in capo alla S.r.l. e gli eventuali contributi Inps come socio lavoratore).

Ti dico questo perché, quando tu emetti la ricevuta, tu sai che devi applicare la ritenuta d’acconto solo sul 20%, nella parte che è imponibile (e non della parte esente del 25% o del 40%).

La parte imponibile è praticamente la parte che deve essere assoggettata a tassazione, che è questo 60% oppure 75%, che è l’importo che residua dal bonus fiscale.

Se tu ricevi i soldi il giorno prima del tuo trentacinquesimo compleanno, tu hai ancora 34 anni, quindi, in quel momento, se tu ti fai un bonifico il giorno prima, ecco che lì tu devi fare una ricevuta in cui ti prendi il tuo bel lordo sicuro.

Tu vai a diminuire questo lordo di un 40% perché è il bonus fiscale riservato per le royalties. E su quello che rimane, ossia il 60%, applichi la ritenuta d’acconto.

Poi, l’anno dopo, ovviamente, pagherai le imposte sul 60% in base al tuo reddito complessivo, considerando anche che hai già versato un po’ di ritenuta d’acconto a titolo d’imposta.

Se, invece, tu ti fai un bonifico dalla tua S.r.l. per le royalties quando hai 35 anni, dal momento del tuo trentacinquesimo compleanno, ecco che lì cambia.

Devi fare una ricevuta in cui hai un lordo e poi lo “sconti”, cioè lo diminuisci di un 25% perché il bonus è diminuito.

Nel momento in cui hai 35, o più anni, in questo caso rimane il 75%, applichi il 20% di ritenuta a titolo sempre d’acconto, dunque tu incassi il netto, praticamente il lordo complessivo meno il valore della ritenuta d’acconto.

Quindi, tu ricevi questo valore sul tuo conto corrente personale e, l’anno dopo, insieme al tuo commercialista, farai calcoli precisi in cui considererai nella tua dichiarazione a livello fiscale solo il 75% delle royalties, sapendo che già una parte di queste imposte sono già versate grazie alla ritenuta d’acconto che deve essere inserita nella tua dichiarazione e che, ovviamente, troverai compilata nella certificazione unica.

 

Quanto incassi le royalties devi emettere una ricevuta fiscale (NON una fattura elettronica)

Tutto questo non viene fatto tramite fatture elettroniche, perché quando c’è di mezzo un privato non ci può essere una fattura elettronica ma lo fai tramite ricevutine in Word che tu compili per la tua S.r.l. .

Queste sono le principali cose che tu devi conoscere per emettere in maniera corretta la tua ricevuta di royalties, che deriva dal tuo know how e che serve per poi compilare, l’anno dopo, la tua dichiarazione dei redditi.

Faccio delle piccole precisazioni in ambito di S.r.l. e del vantaggio che si ha nell’utilizzare questa cosa a livello fiscale.

Perché, ricordati, il compenso delle royalties, in qualche modo è tassato tanto quanto il compenso di amministratore, ma, per quanto riguarda l’Irpef, questa è diminuita del 25% o di un 40% in funzione dell’età che tu hai.

Ma non solo, lì sopra, sulle royalties, non paghi contributi Inps, che sono come un minimo del 24% fino ad un 34,23%.

Quindi, il risparmio contributivo delle royalties del know how è enorme, in quanto, oltre a non pagare i contributi Inps e ridurre le imposte del 25% o del 40%, la S.r.l. non si paga l’imposta Irap del 4%.

Dunque, il risparmio fiscale tributario complessivo è veramente enorme, perché tu, come imprenditore, prendi dei soldi pagando molto meno rispetto a quello che pagheresti prendendo questi soldi come compenso da amministratore.

In più la tua S.r.l. paga meno contributi e paga meno imposte e, dunque, il risparmio è veramente importante (ricordandoti che con le royalties ti puoi scaricare l’Irap del 4%, mentre con il compenso dell’amministratore non te lo puoi scaricare).

Quello a cui, però, devi prestare attenzione è di utilizzare le royalties al meglio e ricordarti che deve essere una cosa vera e con un valore di mercato vero.

Detto questo, il know how e, quindi, anche il sistema di tutto, di tutte le royalties che prendi in generale, per te è un forte strumento di efficace fiscale.

 

Quali dati inserire nella ricevuta delle royalties?

Un’altra piccola precisazione: sulle ricevute che tu fai di royalties ti ricordo di mettere anche una data e un numero di successione e anche, ovviamente, il tuo codice fiscale e i dati della società.

La ricevuta per le royalties, che comunque è simile alla ricevuta del lavoro occasionale, deve essere molto simile a una fattura, però tu non devi mettere la partita Iva tua personale perché tu incassi queste cose a titolo di persona fisica.

Pertanto, come dati tuoi, tu inserirai, semplicemente, il tuo codice fiscale e il tuo indirizzo di casa.

Dall’altro lato metterai il soggetto che riceve questa ricevuta che è la tua S.r.l. con la partita Iva e le sue indicazioni.

Metterei anche un riferimento temporale di una data sulla tua ricevuta ed anche un numero di successione, che cambia di anno in anno (quindi, se tu parti quest’anno e incominci col numero 1, 2 e così via, l’anno dopo ripartirai sempre col numero 1).

In fondo metterai anche un luogo e, sempre volendo, ripeterai anche la data con la tua firma e, eventualmente, l’imposta di bollo di 2,00 € se, per caso, il valore di questo importo che ti bonifichi superasse i 77,47 €.

Nel mezzo devi mettere l’oggetto della prestazione, pertanto scriverai compenso di royalties relativo all’anno X, oppure relativo al mese X, questo perché le royalties ricordati tu le puoi prendere, in un certo senso, quando ti pare.

 

La S.r.l. scarica il costo per competenza, anche se non ha pagato le royalties, mentre tu paghi le imposte per cassa, ossia quando incassi i soldi nel conto corrente

Altra piccola precisazione utile.

Dal momento in cui tu hai un contratto di royalties, fra te, persona fisica e la S.r.l., la società si scarica tutti i costi di competenza.

Quindi, puoi anche non prenderti il compenso delle royalties per un anno ma, la tua S.r.l., se c’è il contratto, comunque, si scarica in contabilità il costo, perché i costi nelle S.r.l. si mettono per competenza.

Al contrario, invece, il socio, cioè la persona che ha il know how, va a pagare le imposte sulle royalties solo per cassa, cioè nel momento in cui proprio riceve l’incasso sul suo conto corrente.

Dunque, come funziona tutto questo?

La S.r.l., dal momento in cui c’è il contratto di royalties, si mette il costo per competenza, sempre, anche se non paga materialmente il proprietario del know how, mentre il socio pagherà, l’anno dopo, le imposte sulle royalties solo nel momento in cui andrà a ricevere le royalties sul conto corrente.

 

Con quale periodicità prendere le royalties dalla S.r.l.?

Un’altra domanda che mi viene rivolta riguarda ogni quanto prendere queste royalties.

Il discorso anche lì è arbitrario, cioè è una cosa che tu puoi liberamente scegliere insieme alla tua S.r.l. e puoi farlo anche annualmente, o puoi farlo quando hai bisogno.

Io ti consiglio di farlo mese per mese perché, comunque, riesci anche a monitorare se in qualche modo, prelevando tutto quanto con questo strumento, tu riesci ad ottimizzare al meglio il carico fiscale in modo che questa cosa sia sostenibile per la tua S.r.l., senza in sostanza portarla in perdita.

 

Riepilogo

Questo è tutto e, con questo podcast, direi che ho affrontato gran parte delle considerazioni, o delle problematiche, che possono avere gli imprenditori in merito al know how tutte le volte che devono applicare in concreto nella propria S.r.l. le royalties.

Magari non sarà completo al 100%, quindi, se per caso ci fosse qualche altra domanda a cui ti piacerebbe che io rispondessi, ti invito a metterti in contatto con me.

Ovviamente ci sono tanti altri strumenti di efficacia fiscale che tu puoi utilizzare e che ti permetteranno di tagliare le imposte contributi.

Ricordati che ti metto a disposizione gratuitamente un manuale con oltre 94 strumenti di efficacia fiscale sul mio blog www.efficaciafiscale.com che tu puoi scaricare e che, poi, puoi controllare e applicare insieme al tuo commercialista.

Ti dico questo perché, all’interno di questo manuale, troverai una checklist con vari strumenti di efficacia fiscale.

Sono più di 94, perché ogni tanto lo aggiorno, ho sempre novità, ho idee, spunti.

Tu puoi verificare anche da solo, senza il supporto di nessun esperto fiscalista, e comprendere quale strumento tu puoi subito utilizzare per diminuire il carico tributario e anche il carico contributivo, in modo da abbassare proprio i tributi che tu paghi come imprenditore.

Se, invece, vorrai lavorare insieme a me, magari anche con una consulenza diretta, sai che all’interno del manuale trovi tutto quello che devi fare per metterti in contatto direttamente con me.

Detto questo, ti ringrazio dell’attenzione e noi ci aggiorniamo alla prossima puntata.

Ciao, a presto.

 

Conclusioni

Grazie alle informazioni contenute in questa circolare, ora hai una idea più chiara di cosa è il know how e sarai a conoscenza di come compilare correttamente una ricevuta per royalties.

In tutti i casi in cui hai un’azienda sappi che, se tu vuoi veramente dormire sonni tranquilli, proteggere il tuo patrimonio personale, proteggere il tuo investimento imprenditoriale, tagliare le imposte ed i contributi, tutelare la tua famiglia e il tuo futuro, la soluzione migliore risiede nell’utilizzare una S.r.l. .

Ma non basta.

Devi infatti anche verificare di:

  1. produrre utili in abbondanza nella S.r.l.,
  2. avere sempre la liquidità necessaria per far funzionare la S.r.l. regolarmente e…
  3. utilizzare il più possibile strumenti di risparmio fiscale, riservati per legge alla S.r.l., nella tua società per ridurre le imposte e contributi dell’imprenditore.

Stai però attento, perché gestendo in modo inappropriato una S.r.l., rischi di pagare più del 70,72% di imposte e contributi (tanto quanto una ditta individuale).

Mentre, dal lato opposto, con una gestione fiscale efficace della S.r.l., le imposte possono essere ridotte fino al 28%.

Tra il 70,72% di carico tributario ed il 28%, ci sono vari strumenti di pianificazione fiscale che puoi utilizzare grazie alla tua S.r.l. per tagliare il più possibile le imposte ed i contributi Inps.

Più strumenti di risparmio fiscale specifici per la S.r.l. applichi e più riuscirai a ridurre le imposte ed i contributi avvicinandoti al 28%.

Strumenti di risparmio fiscale specifici per la S.r.l. che troverai scaricando il manuale che riceverai compilando il form qui in basso.

Tutte le volte che decidi di utilizzare una S.r.l. per la tua attività imprenditoriale, ricordati che puoi accedere al servizio della Contabilità Controllata.

Seguendo la procedura della Contabilità Controllata, puoi rendere la tua S.r.l. una macchina che ti genera costantemente, ogni anno, più soldi di quelli che spendi.

Ogni 12 mesi avrai una S.r.l. con più utili rispetto a prima, con più soldi in banca rispetto a prima e la possibilità di tagliare il carico fiscale della società dal 70,72% al 28%.

Tutto questo grazie all’applicazione dei principi di Efficacia Fiscale e al controllo mensile dei numeri del bilancio della S.r.l. utilizzando la procedura della Contabilità Controllata.

In questo modo crei sempre più ricchezza per te e ottieni tutto il successo che ti meriti insieme alle persone a te care.

Se non puoi applicare la procedura della Contabilità Controllata sulla tua S.r.l. con il tuo commercialista, non preoccuparti.

In alternativa puoi inviare una e-mail direttamente a me all’indirizzo info@efficaciafiscale.com, con oggetto “Contabilità Controllata” e richiedere maggiori informazioni, specificando nella e-mail di quali informazioni hai bisogno, ma sapendo che non ti faremo mai dei “preventivi per la tenuta della contabilità”.

Perché se vuoi collaborare con me (portando la contabilità della tua S.r.l. da me o per aprire una nuova S.r.l.) dovrai prima acquistare la consulenza di Efficacia Fiscale – http://bit.ly/2NceH5z -.

Solo dopo aver fatto la consulenza con me riceverai il prezzo per il servizio della Contabilità Controllata se reputiamo – io e te – che collaborare insieme sia utile per entrambi.

Invece, per ottenere gratuitamente altri strumenti di Efficacia Fiscale che ti consentono di diminuire le imposte della tua S.r.l., è sufficiente che compili il form qui sotto, inserendo la tua migliore e-mail.

Riceverai gratuitamente un manuale che comprende una check list dettagliata dei principali strumenti per ridurre il carico fiscale dal 70,72% al 28% utilizzando la tua S.r.l. (sono più di 94).

Vuoi aprire una S.r.l. e vuoi maggiori informazioni?

Se vuoi informazioni fiscali gratuite ma “lente” puoi mettere un commendo in fondo a questo articolo (rispondo a tutti i commenti del blog una volta ogni uno/due settimane).

Se, invece, hai fretta di ottenere migliori informazioni fiscali per la S.r.l. in minor tempo (risparmiando tempo e quindi denaro), allora segui in successione questi due passaggi che ti consentono di interagire ad un livello più alto con me:

1. Prima di tutto inserisci la tua migliore e-mail nel form qui sotto. Ciò ti permetterà di ricevere una e-mail con un link che ti consentirà di scaricare gratuitamente il manuale con oltre 94 strumenti di risparmio fiscale che puoi utilizzare con la tua S.r.l.

Al termine della lettura del manuale che scaricherai, potrai richiedere una consulenza gratuita per comprendere se puoi accedere ad un mese di Contabilità Controllata in omaggio per la tua S.r.l. (o la futura S.r.l.).

2. Per secondo acquista il libro “Come ridurre le imposte della S.r.l.” che trovi cliccando su questo link http://bit.ly/2mpvMva.

Prendere il libro da questo link ti permetterà di acquistare una consulenza con me ad un prezzo bonus (invece che € 497 + Iva, pagherai € 197 + Iva. Che corrisponde ad un risparmio del 60,36%).

Se non ti è chiaro qualcosa, ricorda che il team di Efficacia Fiscale è a tua disposizione!

Che cosa aspetti a contattarci?

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