Categorie: Soluzioni fiscali per l'imprenditore

Deduzione e detrazione: cosa sono e perchè è importante conoscerne le differenze

Quando si apre una nuova attività si è subito presi da mille impegni e si tende ad affidare al commercialista tutta la gestione fiscale, senza preoccuparsi del fatto che avere delle conoscenze di base sui concetti più comuni potrebbe portare a una migliore e più efficace pianificazione finanziaria e fiscale.

Con questo articolo, vogliamo rispondere a una domanda che interessa tutti noi contribuenti: qual è la differenza tra deduzione dal reddito e detrazione d’imposta?

Deduzione e detrazione sono concetti che spesso si equivalgono nella percezione delle persone.

In realtà tra deduzione e detrazione ci sono delle differenze di cui occorre tener conto quando ci apprestiamo a gestire il nostro carico fiscale.

Deduzione e detrazione hanno effettivamente un elemento in comune: possono essere considerate entrambe dei “bonus” fiscali, che vengono però applicati in modo diverso.

Se vogliamo pianificare e gestire al meglio le imposte future, è preferibile che conosciamo queste diverse modalità di applicazione.

 

I concetti base: il reddito e l’imposta

Per cogliere la differenza tra detrazione e deduzione, dobbiamo focalizzare la nostra attenzione sui due concetti di reddito e imposta.

Probabilmente conosciamo già cos’è il reddito e cosa sono le imposte ma un piccolo ripasso può sempre essere utile.

Il reddito, in sintesi, può essere definito con la formula “ricavi – costi = reddito”, cioè se dai ricavi della mia attività tolgo le spese, ottengo il mio reddito.

L’imposta invece si riassume nella formula “reddito x aliquota fiscale = imposta”, ovvero il mio reddito viene moltiplicato per una percentuale stabilita dallo Stato e produce l’ammontare dell’imposta che dovrò pagare.

Chiariti questi concetti basilari, possiamo dire che la prima grande differenza tra deduzione e detrazione è che la deduzione è un bonus applicato al reddito, mentre la detrazione è un bonus applicato all’imposta.

Di conseguenza potrò prevedere il bonus deduzione solo avendo presente il parametro reddito e potrò prevedere il bonus detrazione quando conoscerò l’importo dell’imposta.

 

 La deduzione del reddito è un “bonus variabile”

Come si applica una deduzione al reddito?

Un esempio può servire più di molte parole: i contributi Inps che imprenditori, commercianti e artigiani pagano annualmente, sono deducibili dal reddito, cioè dal reddito lordo dichiarato può essere sottratto l’ammontare dei contributi.

Andiamo ancora più in dettaglio con l’esempio.

Io sono un commerciante; nell’ultimo anno ho prodotto 25.000 euro di ricavi e ho avuto 10.000 euro di spese.

Il reddito che devo dichiarare al fisco sarà quindi di 15.000 euro.

Nel medesimo anno, però, ho pagato 4.000 euro di contributi Inps.

Nella mia dichiarazione dei redditi avrò 15.000 euro di reddito soggetto a tassazione, ma da questo reddito potrò togliere, ovvero dedurre, i contributi Inps. Quindi, alla fine, il mio reddito imponibile, considerando il quale verrà calcolato quanto dovrò pagare di imposte, sarà di 11.000 euro.

Per rispondere alla domanda “quanto è il mio risparmio fiscale”, dovrò però tenere presente che questo risparmio varierà a seconda dell’aliquota marginale in base alla quale pago le imposte, e quindi a seconda della posizione del mio reddito all’interno di uno scaglione.

 

La detrazione è un ” bonus fisso”

Come abbiamo visto all’inizio, la detrazione è un bonus fiscale che opera sull’imposta.

Fra le spese che registriamo ogni anno, alcune sono considerate detraibili, cioè portano con sé un bonus, che è una percentuale della somma spesa.

Anche in questo caso, un esempio potrà esserci d’aiuto.

Consideriamo una spesa medica. Per le spese mediche è prevista una percentuale di detrazione del 19%. Quindi, se questa mia spesa medica è stata di 100 euro (tralasciando, per semplicità, il tema dei limiti di franchigia), io pagherò 19 euro in meno di imposta.

Ovvero, se, fatta la dichiarazione dei redditi, il mio commercialista mi dirà che, in base al reddito, dovrei pagare, sempre come esempio, 1.000 euro, da questi 1.000 euro potrò togliere i 19 euro derivanti dalla spesa medica. Alla fine al fisco dovrò versare 981 euro.

Nel caso delle detrazioni, non hanno importanza lo scaglione in cui ricade il nostro reddito e la sua aliquota, ma conta solo l’entità della spesa detraibile e la sua percentuale fissa di detrazione.

Le differenze sono piccole ma attenzione se i redditi sono alti

Abbiamo visto che le differenze tra deduzione e detrazione sono piccole ma possono essere significative, soprattutto quando si parla di redditi alti.

Nel caso di redditi bassi, possiamo anche non porci il problema di distinguere perfettamente tra deduzione e detrazione.

Ma se abbiamo la fortuna di avere un reddito importante, la chiara conoscenza delle differenze può tornarci molto utile.

Infatti, se ho un reddito alto, sarò inserito in uno degli scaglioni con le aliquote fiscali più alte.

Avere una spesa deducibile, cioè che comporta una riduzione del reddito imponibile (sul quale, ad esempio, grava un’aliquota del 43%), sarà per me più utile di una spesa detraibile, che non incide sul reddito imponibile ma sull’ammontare dell’imposta, riducendola di una cifra pari a una percentuale della spesa.

Conclusioni

In conclusione, nella gestione del mio carico fiscale, avrò la possibilità di pianificare eventuali spese deducibili, che potranno abbassare il mio reddito imponibile, magari anche facendomi scendere di uno scaglione, riducendo così la somma da versare alla fine al fisco.

 

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