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Il Dropshipping verso i clienti privati: 10 cose che ti sono utili per capire come emettere correttamente la fattura ed evitare guai con il fisco

 

Ecco una guida semplice che ti aiuterà a gestire, sotto il profilo fiscale, la tua attività di Dropshipper ogniqualvolta vendi ai privati.

Potrai ricorrere a questa guida tutte le volte che avrai un dubbio sulla tua attività di Dropshipping, per individuare come emettere regolarmente fattura e soprattutto, se e come applicare correttamente l’iva.

L’attività di Dropshipping consiste nel commercio di beni, nel quale tu acquisti i beni direttamente dai fornitori, e poi li fai spedire direttamente a casa del cliente, senza che il bene passi attraverso il tuo magazzino.

Ogniqualvolta si parla di Dropshipping ci riferiamo alla vendita per corrispondenza verso i privati.

In questo caso intendiamo, come cliente, una persona fisica che sia residente sia in un Paese facente parte dell’unione europea, sia in un Paese extra cee.

Se tu operassi solo in Italia, non avresti grossi problemi, dato che acquisteresti con Iva e rivenderesti applicando sul bene l’Iva di competenza.

La cosa si complica quando il tuo fornitore e/o cliente è cee o extracee. Per semplificarti il lavoro, scelgo di condividere con te questi 10 punti, così da poterti aiutare ogni qualvolta tu abbia un dubbio su come emettere le fatture e su quando applicare l’iva.

Seguendo alla lettera queste soluzioni potrai emettere le fatture senza timore di sbagliare, riuscendo a versare correttamente l’Iva ed evitando di incorrere in spiacevoli sanzioni.

Vediamo insieme le regole principali e quali codici Iva dovrai applicare ogni volta che la tua S.r.l., con sede sul territorio italiano, emetterà una fattura per la vendita di beni verso privati cee ed extra cee, sia nel caso in cui il fornitore sia extra cee o nel caso in cui abbia sede in un paese della comunità europea.

 

Regole generali che devi utilizzare ogni volta che fai attività di Dropshipping

1) se vendi a privati Extra CEE dovrai emettere una fattura senza IVA;

2) se vendi a privato cee dovrai applicare l’iva italiana se il volume delle vendite non supera i 100.000,00 euro o il limite stabilito dal singolo stato (varia da paese a paese);

3) se vendi a privato Cee superando i limiti del punto precedente dovrai versare l’iva nel paese del consumatore finale utilizzando l’identificazione diretta o  un rappresentante fiscale;

4) Se vendi ad un privato con residenza in un qualsiasi Paese Cee, ma il fornitore spedisce la merce da un Paese Extra Cee, il cliente dovrà pagare l’Iva in base alle norme vigenti nel suo Paese, utilizzando come pezza giustificativa la bolletta doganale consegnatagli dal vettore;

5) se acquisti da un’azienda cee devi ricevere una fattura senza iva;

6) se acquisti da un’azienda extra cee, ed il prodotto è inviato direttamente a casa del cliente privato, tu devi registrare la fattura del fornitore extracee senza iva e l’iva del paese europeo di destinazione è pagata dal privato tramite la bolletta doganale del vettore;

7) se acquisti e vendi beni entrambi fuori dalla comunità europea non devi gestire gli adempimenti iva, sia nell’acquisto sia nella vendita, in quanto l’iva si applica solo all’interno dell’unione europea;

8) nel caso di Dropshipping, quando vendi ai privati, non hai l’obbligo di emettere  la fattura e puoi registrare l’incasso come fosse un normale corrispettivo.

Attenzione: tutte le volte che acquisti un bene fuori dalla comunità europea, per farlo recapitare all’interno dell’unione europea, sei sempre responsabile del versamento dell’Iva nel paese di destinazione.

Ove tu fossi incerto del regolare versamento dell’iva da parte del privato che riceve l’ordine, devi aprire un partita Iva nel paese di destinazione della merce, ed assolvere al regolare versamento dell’iva presente sulla bolletta doganale.

Attenzione 2: le caratteristiche della fatturazione cambiano in funzione del fatto che il bene provenga da un paese dell’unione europea o da un paese extra cee.

Questo perché se un bene transita da un paese extra cee verso la comunità europea, questo passa dalla dogana con conseguente pagamento dell’iva da parte del vettore.

Importo che poi il vettore richiederà direttamente al cliente nel momento in cui recapita il prodotto.

Quindi da questo nasce l’esigenza di utilizzare diversi codici Iva sulle fatture che emetti.

 

Come emettere le fatture di vendita e cosa fare in caso di fatture di acquisto o bollette doganali quando fai l’attività di dropshipping

Nell’elenco che segue troverai, schematizzate, le varie esclusioni nelle quali potresti incorrere quando devi emettere o ricevere una fattura nella tua attività di dropshipping.

Soprattutto, nell’attività di Dropshipping, ti potrà capitare molto spesso, di dover emettere fatture per clienti residenti fuori dall’Italia, ecco perché questa guida sarà il tuo nuovo almanacco!

1) se vendi a privati extra cee dovrai emettere una fattura senza IVA indicando la seguente dicitura “non imponibile ai sensi dell’articolo 8 del DPR 633/72”;

2) se vendi direttamente ad un privato cee un bene che è stato acquistato all’interno dell’unione europea, dovrai applicare l’iva italiana se il volume delle vendite non supererà euro 100.000,00 (o il limite stabilito dallo stato europeo di residenza di quel specifico cliente).

In questo caso emetti una normale fattura italiana indicando imponibile più Iva al 22% (o l’aliquota corretta del prodotto da vendere);

3) se vendi direttamente a un privato cee, superando i limiti del punto precedente, dovrai versare l’iva nel paese di residenza del privato aprendo una partita iva nel paese di destinazione della merce, utilizzando l’identificazione diretta o un rappresentante fiscale.

In questo caso emetterai una fattura con le caratteristiche e aliquote Iva previste nel paese di destinazione dei prodotti fisici, ossia il paese del cliente privato;

4) se vendi a privato cee un bene acquistato fuori dall’unione europea, puoi registrare l’incasso come un corrispettivo, oppure devi emettere una fattura con indicazione “non imponibile” ai sensi dell’art. 41, comma 1, lett. b), del D.L. n. 331/1993, in quanto l’iva è pagare in dogana quando il vettore entra nella comunità europea con il bene;

N.b. questa dicitura non si può applicare se superi l’ammontare delle vendite di Euro 100.000,00, o il minore ammontare stabilito dallo stato europeo di destinazione della merce.

In questo secondo caso devi applicare l’iva prevista del paese Europeo di destinazione dei prodotti.

N.b.2  Stai attento anche al fatto che il privato versi l’iva attraverso la bolletta doganale consegnata dal vettore. Se non hai la certezza che questo accada, dovrai aprire una posizione Iva nel paese di vendita del bene per versare l’iva locale di quel preciso stato europeo.

5) quando acquisti la merce da fornitore cee, che poi devi consegnare direttamente a casa del cliente cee o extracee, ricevi una fattura senza iva da parte del fornitore cee;

L’unico adempimento che devi fare, in questo caso, è quello di integrare la fattura del fornitore cee, senza iva, ai sensi dell’art.40 comma 2, D.L. n. 331/1993.

n.b. è solo una procedura “burocratica” che non grava su di te, e della quale si occupa il tuo consulente.

6) quando acquisti dei beni da fornitore extracee, e la merce viene spedita direttamente presso la casa del cliente finale, devi registrare solo la fattura del fornitore extracee tramite un’autofattura in quanto l’iva è pagata quando il bene passa attraverso la dogana;

7) se acquisti e vendi fuori dalla comunità europea, (esempio acquisti dalla Cina e vendi negli USA) non devi applicare l’iva sulle fatture emesse e devi riportare la dicitura “fuori campo Iva”.

Mentre la fattura di acquisto la registri in contabilità direttamente senza iva e senza “autofattura”.

Queste regole sono state istituite esclusivamente per il commercio elettronico di beni materiali, per quanto riguarda la vendita di servizi, la normativa prevede adempimenti differenti che affronteremo in una prossima circolare.

 

10 principi per gestire l’aspetto fiscale della tua attività di dropshipping

Nota1: i redditi sono da dichiarare in Italia, indipendentemente da dove viene venduta la merce. Ovviamente non devi avere stabili organizzazioni in altri paesi.

Nota2: l’iva non la devi versare se il bene viene sia acquistato che venduto fuori dalla comunità europea.

Nota3: se il bene lo acquisti fuori dalla comunità europea e lo devi vendere all’interno della comunità europea, il privato che riceve la merce deve pagare l’iva alla dogana del paese di destinazione del bene.

Nota4: ogni volta che un bene extracee entra in Europa bisogna pagarci l’iva in dogana.

L’iva da pagare è quella relativa al paese di destinazione.

L’iva è anticipata dal vettore che poi la richiede direttamente al cliente privato che riceve la merce.

Se non sei sicuro che l’iva sia regolarmente pagata dal privato, la soluzione è quella di aprire una partita iva nel paese del cliente privato finale e quindi pagare direttamente l’iva sulla bolletta doganale.

In questo secondo caso tu dovrai emettere una fattura con le caratteristiche e aliquote iva richieste dal paese europeo in cui risiede il privato.

Nota5: Se vendi un bene ad un privato residente in un paese della comunità europea, con spedizione del bene dall’Italia o da un paese europeo, dovrai applicare l’iva italiana sulle fatture solo se l’ammontare delle vendite non supera il valore di Euro 100.000,00 o il minore importo stabilito dallo stato di destinazione.

Nota6: Se vendi ad un privato extracee non devi applicare l’iva, ma devi dimostrare che il bene sia effettivamente uscito dall’unione europea.

Nota7: se il cliente privato finale non paga l’iva presente sulla bolletta doganale o, in alternativa, l’iva italiana oppure quella del proprio stato europeo di residenza, c’è “qualcosa che non ha girato bene”.

Cosa che non è fiscalmente corretta.

In questo caso devi valutare di aprire una posizione iva nel paese di destinazione della merce, ovvero dove risiede il privato, in modo da pagare regolarmente l’iva nel paese in cui arriva fisicamente la merce.

Nota 8: qui stiamo parlando di beni fisici consegnati dal tuo fornitore direttamente a casa del cliente privato non partita iva.

I servizi hanno una norma un po’ diversa e ne parleremo in un successivo articolo.

Nota 9: farai ricorso al meccanismo del reverse charge per assolvere regolarmente al meccanismo dell’iva sulle fatture che provengono da fornitori cee.

Note 10: stai attento se sei nel regime dei minimi e forfettario perché devi versare l’iva sulle fatture di acquisto intra cee e servizi extracee.

ATTENZIONE: se stai facendo il dropshipping e sei nel regime dei minimi o nel regime dei forfettari, devi versare l’iva ogni volta che ricevi una fattura di un fornitore cee.

 

Conclusioni

Il Dropshipping verso i clienti privati: con questo articolo potrai conoscere le 10 cose che ti sono utili per capire come emettere correttamente la fattura ed evitare guai con il fisco.

 

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