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Ciao, ti do il benvenuto in questo nuovo articolo del blog di Efficacia Fiscale per affrontare un argomento spinoso, talmente spinoso che ho deciso di contattare direttamente l’Ente interessato, l’Inps, che, seppur in modo stringato, ha confermato ciò che pensavo e ciò che ciascun imprenditore professionista già iscritto ad una cassa vuole sentirsi dire 😊 ossia che non è tenuto ad iscriversi alla gestione commercianti e a versare i contributi Inps.
In primis è stato soddisfatto il mio cliente che mi ha posto questa domanda e che mi ha fornito l’occasione per scrivere questo articolo, in secundis sono soddisfatto io stesso, che posso fare ciò che sento di essere: un divulgatore fiscale.
Ora vediamo se sarai soddisfatto anche tu che stai leggendo.
Faccio una breve premessa.
L’Inps, per prassi, non apre d’ufficio una posizione Inps ai professionisti che sono già iscritti ad una Cassa professionale e che decidono di avviare un business tramite una S.r.l. commerciale. È, però, anche vero che i commercialisti, sul punto, hanno idee spesso completamente diverse se non diametralmente opposte, complice la nebulosità della materia.
Ci sono commercialisti che dicono che bisogna iscriversi sia alla Cassa professionale che ad Inps gestione commercianti (come socio lavoratore della S.r.l.) ed altri che dicono che NON bisogna iscriversi (ossia che NON bisogna pagare i doppi contributi, ma solo i contributi in una Cassa previdenziale).
Per questo motivo ho preferito chiedere direttamente alla fonte all’Inps. D’altronde chi può essere più informato, sul punto, dell’Ente stesso?
Il mio consiglio, quando un argomento è trattato in modo lacunoso e ci sono spazi per varie interpretazioni, è di evitare di prendere la posizione che in quel momento ti fa più comodo salvo, poi, cercare di far valere i tuoi diritti in Tribunale per contestare il diverso avviso di un Ente.
Dunque, ti invito a ciò che ho fatto con questo mio cliente.
Ossia chiedere all’Ente (in questo caso l’Inps), possibilmente con una conversazione scritta che potrai, poi, produrre al Giudice, a tua difesa, qualora fosse necessario per supportare, in modo incontrovertibile, le ragioni del tuo agire (una sorta di: “ho fatto così perché l’Ente mi ha confermato per iscritto che potevo farlo, ed ecco la prova”, per intenderci…..).
Proseguendo nell’articolo troverai il materiale a fondamento di questa mia affermazione (compresi gli screenshot delle domande poste e delle risposte ricevute da Inps), qui ti riepilogo brevemente il percorso che ho compiuto per “estorcere” una risposta all’Ente.
Ho inviato ad Inps una prima domanda, cui Inps ha fornito una “non risposta” elaborata in modo ambiguo. Non voglio incolpare del tutto l’Ente, forse la domanda non era stata formulata in modo chiaro.
Va da sé che la risposta si è rivelata insoddisfacente. È vero anche che i funzionari Inps che si trovano a dover dare una risposta, magari preferiscono “stare larghi” e non prendere posizioni che potrebbero rispondere alla logica, ma andar contro gli interessi dell’Ente per cui lavorano.
Nonostante l’assenza di un NO secco possa intendersi come conferma di fattibilità, per evitare equivoci, ho preferito insistere ed inviare una nuova domanda all’Inps nazionale, questa volta più specifica, chiedendo di avvisarmi su eventuali soluzioni specifiche per la situazione descritta nella domanda.
Ti ricordo, a proposito dell’Inps, che le domande possono essere poste a livello territoriale (all’Inps competente per provincia) e a livello nazionale. Ovviamente il peso delle risposte di Inps nazionale è maggiore e, se si rilevassero divergenze tra le opinioni delle sedi territoriali e quella nazionale, sarebbe buona norma che le prime si adeguassero alla seconda.
Ora sei pronto a scoprire come sono giunto alla conclusione che i professionisti che costituiscono una S.r.l. non sono tenuti ad iscriversi alla gestione commercianti (o artigiani) Inps?
Bando alle ciance and let’s go…
Inizio con il mostrarti perché ho voluto fare questo articolo in cui descrivo le risposte dell’Inps in merito al fatto se un professionista iscritto ad un albo professionale deve o meno pagare i contributi Inps commercianti.
Principalmente l’ho fatto a difesa dell’imprenditore in quanto, in Italia, è risaputo che c’è incertezza del diritto.
Sono dell’idea che, se un imprenditore (o un consulente) ha incertezza sul come applicare una specifica norma, molte volte sia sufficiente fare una domanda preventiva all’Ente impositore.
Ok, non sempre è possibile ma, in questo caso, l’Inps si è comportata correttamente e non ti nascondo che vi sono stati miglioramenti enormi in questi ultimi anni.
Hanno fornito risposte che, poi, conserverai per, eventualmente, difenderti da attacchi ingiusti da parte dell’Ente.
L’incertezza di diritto, in questo caso c’è, perché potrebbero esserci commercialisti che potrebbero dirti che un professionista si deve iscrivere all’Inps commercianti per forza (forse perché vogliono stare dalla parte del sicuro).
Ma ci potrebbero essere commercialisti che ti potrebbero dire che un professionista non si deve iscrivere all’Inps commercianti (perché, probabilmente, fanno le comunicazioni in Camera di Commercio e, nelle istruzioni, è effettivamente indicato che l’iscrizione ad un albo professionale esenta dall’iscrivere l’imprenditore ad Inps ossia, in altri termini, è un requisito per evitare l’iscrizione all’Inps commercianti).
Io personalmente non sono estremista, credo che il punto di “equilibrio” giusto sia nel fatto che, se un professionista è iscritto all’Albo e sta pagando i contributi alla propria cassa professionale, deve pagare i contributi Inps commercianti solo nel momento in cui il lavoro da socio operativo della S.r.l. è maggiore rispetto all’attività da professionista svolta con la partita Iva.
Ovviamente, non è di facile individuazione comprendere il momento in cui si svolge l’attività da socio operativo della S.r.l. in misura maggiore rispetto all’attività professionale svolta dalla partita Iva.
Incertezza che, aggiungerei, è una circostanza che ricade più volte nel panorama fiscale italiano.
Dunque, se c’è incertezza normativa, la soluzione che io propongo è quella di evitare di giocare a nascondino con l’Ente impositore e, quindi, di andare il prima possibile a chiedere un parere direttamente all’Ente in merito al tuo caso specifico.
Potresti notare che l’Ente non risponde, di fatto, alla tua domanda, oppure che questa risposta arrivi, ma non sia chiara. Ma, è anche vero che questo potrà servirti per difenderti, successivamente, da eventuali controlli perché potrai mostrare ad un giudice le risposte “ambigue” ricevute dall’Ente.
Un funzionario potrebbe sempre contestarti cose diverse in seno all’incertezza del diritto, ma poi, è vero che un giudice dovrà, per forza, prendere in considerazione la domanda che tu hai fatto preventivamente all’Ente e, quindi, valutare anche la sua risposta (in fondo in fondo, se tu fai una domanda precisa, e l’Ente non risponde alla domanda, è come se avesse risposto in modo affermativo, perché altrimenti ti avrebbe bocciamo immediatamente la domanda).
Questo perché, se tu hai un determinato comportamento che può essere interpretato in modo diverso da un Ente, tu puoi benissimo mostrare che, prima di metterlo in atto, hai fatto una domanda all’Ente stesso e che, l’istituto, non ti ha di fatto risposto (o che, per lo meno, NON ha negato questa operazione).
In questo modo, è sempre vero che l’Ente può contestarti una specifica operazione, ma, se mostri al funzionario che hai fatto preventivamente una domanda all’Ente e questo ti ha risposto a favore, oppure non ti ha negato la tua operazione, tu dimostri che sei un buona fede, perché prima hai chiesto informazioni. E, soprattutto, mostri che l’Ente non ha negato la tua operazione, quindi, il funzionario dovrebbe allinearsi alla risposta dell’Ente.
Poi, il funzionario potrà sempre contestarti tutto e il contrario di tutto, ma quando andrai in tribunale a difenderti, il giudice valuterà il tuo comportamento positivo e, soprattutto, considererà la risposta che ti ha fornito l’Ente, ossia che ti ha confermato la regolarità dell’operazione, oppure che non ti ha negato l’operazione.
Ti dico questo perché, tra poco, entreremo nel dettaglio delle domande e delle risposte e mi sono accorto che, in questo caso, l’Inps ha fornito delle risposte apparentemente ambigue, ma poi con la seconda risposte è stata più specifica.
Così facendo, l’Inps ha di fatto autorizzato l’operazione, in quanto nelle risposte NON ha negato l’operazione che stavamo facendo perché, altrimenti, ci avrebbe risposto quello che era giusto a suo avviso fare in quella specifica circostanza.
Dunque, questo è quello che a mio parere ogni imprenditore, con il commercialista, deve fare quando nota che c’è incertezza nel diritto; meno parole e più fatti con il fine di ricevere più messaggi per lasciare traccia della risposta che ci fornisce un Ente.
Anche perché, prova a pensarci, le contestazioni fiscali/contributive avvengono perché un Ente contesta determinati comportamenti agli imprenditori.
Comportamenti che possono essere valutati a favore del contribuente oppure a favore dell’Ente ma, se il contribuente stesso fa una preventiva domanda, ecco che poi l’Ente non può lamentarsi di quello specifico comportamento del contribuente, questo in quanto il contribuente ha chiesto un preventivo parere all’Ente.
Poi l’Ente può anche non rispondere direttamente alla domanda del contribuente, ma se non esplicita che il comportamento del contribuente è sbagliato, allora di fatto afferma che il comportamento del contribuente è in linea con le direttive dell’Ente (altrimenti l’Ente lo avrebbe segnalato al contribuente prima e non contestato in sede di verifica fiscale).
Non giocare a nascondino con un Ente ti permette di avere enormi benefici fiscali, perché ti permette di capire se puoi utilizzare uno specifico strumento di efficacia fiscale.
Fatta questa premessa credo che sia utile entrare nel dettaglio delle domande che noi abbiamo inviato all’Ente per essere certi di comprendere se questo imprenditore, che è iscritto ad un albo professionale, debba o meno pagare i contributi Inps commercianti.
Abbiamo posto 2 domande all’Inps nazionale.
Abbiamo fatto 2 diverse domande all’Inps nazionale perché con la prima non hanno risposto (anche se, comunque, non rispondendo hanno risposto). Pertanto, siccome io voglio essere il più certo possibile, io ed il mio team abbiamo pensato di inviare una ulteriore seconda domanda, che abbiamo adeguato per avere una risposta più chiara anche in mancanza di risposta dell’Ente.
Precisando che il contenuto di queste 2 risposte, poi, sarebbero servite per difendere l’imprenditore in caso di contestazione da parte dell’Inps territoriale.
Questo perché, una Inps territoriale provinciale deve, comunque, adeguarsi a quello che è stabilito a livello nazionale.
Se questo non è recepito dal funzionario che controlla la pratica, allora questo deve essere esaminato da un giudice che non potrà evitare di considerare cosa l’Ente ha stabilito a livello nazionale.
Di seguito ti mostro le risposte e come queste possono essere interpretate.
Le domande all’Inps nazionale sono state inviate al servizio “Inps Risposte” che, devo dire, è un servizio che è migliorato molto in questi anni e che sta proseguendo a farlo sempre di più, anno dopo anno.
C’è da premettere che, ogni Inps provinciale, può interpretare la legge in modo diverso rispetto alle altre provincie.
Se, però, la risposta ad una domanda è fornita dall’Inps nazionale, allora ogni singola provincia deve adeguarsi a quello che è stabilito a livello nazionale.
Detto in parole povere, se l’Inps a livello nazionale fornisce una specifica risposta, poi, un funzionario a livello locale dovrebbe adeguarsi.
Se questo ultimo non lo fa (magari per paura di non fare il suo lavoro di accertatore), allora tu avrai, comunque, modo di fornire le spiegazioni ad un giudice di un tribunale che, di certo, dovrà prendere in considerazione il tuo comportamento preventivo e anche la risposta che l’Inps ha fornito a livello nazionale (in fondo, in fondo non è corretto che ogni singolo funzionario dell’Ente provinciale possa fare quello che gli pare andando contro alle direttive nazionale dell’Ente stesso).
Ma, può anche capitare che, in determinati casi dove l’Ente nazionale non ha fornito circolari interne, i singoli uffici provinciali possano interpretare determinati fatti in modo diverso.
Dall’analisi delle risposte dell’Inps nazionale (con il servizio Inps Risponde) ho notato che l’Ente può avere fornito informazioni non specifiche, ma di certo sono risposte che ci danno informazioni chiare su quello che è il suo orientamento in merito alla necessità di iscriversi all’Inps commercianti anche per i professionisti iscritti alla Cassa previdenziale.
Inizio ora questo percorso mostrandoti la prima domanda che abbiamo fatto a livello nazionale a ”Inps risponde” nel mese di settembre 2021.
Premetto che, l’Ente potrebbe sembrare che non prenda una posizione netta e precisa in merito a questa specifica situazione, ma che, di fatto, non rispondendo, ha comunque lasciato spazio al fatto che non vieta questa operazione.
Come noterai nel corso della lettura di questo articolo, per essere ancora più certo, vista la poca chiarezza della prima risposta, ho preferito fare una successiva domanda e formularla in modo che, un’ eventuale assenza di risposta da parte dell’Ente, presupponesse una regolarità di quello che il contribuente stava facendo (ma questo lo scoprirai nel corso della lettura).
Questa è la prima domanda che abbiamo inviato all’Inps nazionale il 3 settembre:
Gli abbiamo chiesto “qual è il corretto inquadramento ai fini Inps” per un professionista iscritto alla Cassa Agronomi e che sarà anche un socio operativo di S.r.l. .
Ci tengo a segnalare che, nella nostra domanda, noi abbiamo inserito le possibili risposte che l’Ente potrebbe fornirci in merito al caso del nostro cliente.
Oltre a questo, abbiamo lasciato aperto all’Inps la possibilità di fornirci le indicazioni per inquadrare al meglio la posizione del nostro cliente.
Detto questo posso riportarti la risposta che l’Inps ci ha fornito:
Ci tengo a precisare che:
– non hanno risposto direttamente alla nostra domanda (per questo motivo, in seguito, abbiamo fatto una ulteriore domanda);
– (a riprova di chi può criticare questo articolo), se l’Inps non avesse avuto adeguate indicazioni da parte nostra, allora avrebbe potuto tranquillamente rispondere che, con le informazioni fornite da noi, loro non erano in grado di fornirci un’adeguata risposta. Ma non ci hanno chiesto di fornire loro nuove informazioni e neanche hanno risposto che NON erano in grado di risponderci nello specifico del caso con le informazioni a disposizione;
Apparentemente sembra che non risponda alla domanda, e di fatto è così, ma se analizzi al meglio, in realtà, risponde non rispondendo.
Questo perché, se l’Ente avesse negato l’operazione lo avrebbe scritto chiaramente, in quanto abbiamo chiesto di darci una versione giusta dei loro fatti nel come applicarli in questo specifico caso, riportando questa frase “IN CASO CONTRARIO POTREI AVERE VOSTRE INDICAZIONI?”
Di sicuro potrebbe esserci ambiguità, in quanto noi non siamo stati troppo chiari con questa domanda, ma è anche vero che, se fosse stata necessaria l’iscrizione alla gestione commercianti l’Ente lo avrebbe indicato, perché ha specificato che è da iscrivere alla gestione separata se riceve un compenso da amministratore (e non ha indicato che bisogna iscriverlo anche alla gestione commercianti).
Siccome la domanda potrebbe essere stata ambigua, allora abbiamo preferito approfondire l’argomento e testare con una domanda più diretta rivolta nuovamente all’Inps nazionale.
Siccome mi piace personalmente essere il più sicuro possibile, ho ritenuto giusto fare una ulteriore seconda domanda, sempre all’Inps nazionale, in quanto quella precedente potrebbe non essere stata particolarmente specifica.
E, comunque, avevo piacere di ricevere una risposta precisa da parte dell’Ente Inps.
Questa è la seconda domanda che noi abbiamo inviato all’Inps:
Lo ammetto, questa domanda era di sicuro più chiara rispetto a quella precedente 😊
Come puoi vedere, nella domanda abbiamo specificato che si tratta di un professionista, iscritto alla Cassa Agronomi, che deve diventare un socio lavoratore di S.r.l. e abbiamo chiesto se deve iscriversi all’Inps commercianti.
Questa è la risposta che ha fornito l’Inps:
In sostanza, ha affermato che l’iscrizione alle Casse professionali, è incompatibile con la Gestione Commercianti.
Di certo si potrebbe comprendere che, non puoi iscriverti alla gestione di una Cassa professionale se ti iscrivi alla Gestione Commercianti, ma questo ovviamente non ha senso, in quanto ci sono realmente dei professionisti iscritti ad una Cassa che svolgono un lavoro operativo in una S.r.l. .
Al più sarebbe l’opposto, nel senso che, eventualmente, devi pagare i contributi ad entrambe le Casse, sia quella del professionista sia quella della gestione Inps commercianti.
Anche se potrebbe essere male interpretata la risposta, l’Inps ha confermato che la Cassa dei professionisti e quella dell’Inps commercianti NON sono compatibili, quindi, una Cassa esclude l’altra (cosa che, di fatto, è l’obiettivo di questa mia ricerca).
Dunque, arrivandoci con la logica, se l’Inps ha confermato che le 2 gestioni sono incompatibili, questo significa inequivocabilmente (e logicamente) che, se sei iscritto ad una Cassa di un albo professionale, allora non devi pagare i contributi Inps commercianti in quanto è incompatibile la presenza di entrambe le Casse.
Nonostante questo messaggio ricevuto dall’Inps nazionale, io sono consapevole che, un funzionario dell’Inps potrebbe sempre contestarti il tutto e il contrario di tutto, ma poi, davanti ad un tribunale, tu puoi presentare la tua domanda preventiva e la risposta ricevuta dall’Inps e, per logica, si arriva alla conclusione che le Casse sono incompatibili.
Cosa che, poi, presenterai ad un tribunale davanti ad un giudice, che non potrà far finta di non aver visto quello che l’Ente ha previsto a livello nazionale.
Quindi, se uno ha i requisiti per iscriversi alla Cassa professionale, NON deve iscriversi ai contributi Inps commercianti senza dover giocare a nascondino.
Abbiamo inviato 2 domande all’Inps nazionale perché, con la prima non hanno risposto né a sfavore né a favore (cosa che potrebbe confermare che si può fare), dopo di che, per evitare equivoci, abbiamo inviato una nuova domanda, all’Inps nazionale, più specifica chiedendo di informarci sulle eventuali soluzioni che a loro modo vedono per quella specifica situazione.
Di fatto l’Inps, sotto un profilo pratico, non apre d’ufficio una posizione Inps ai professionisti che sono iscritti alla Cassa professionale.
Ma è anche vero che ci sono commercialisti che dicono che bisogna iscriversi ad entrambe le gestioni previdenziali (quella dei professionisti e quella dell’Inps commercianti come socio lavoratore della S.r.l.) ed altri che dicono che NON occorra iscriversi (ossia che NON bisogna pagare i doppi contributi, ma solo i contributi in una Cassa previdenziale), così ho preferito chiedere direttamente alla fonte all’Inps.
Ove è possibile, bisogna fare delle domande all’Inps preventivamente, ed avere una risposta scritta, perché non bisogna giocare a nascondino con gli Enti.
Quando c’è incertezza del diritto, consiglio sempre, appunto, di NON giocare a nascondino e uscire allo scoperto facendo la domanda.
Perché, se l’Ente ti dichiara che non ti contesta l’operazione, allora per forza non dovrai difenderti in tribunale perché, appunto a monte, non ti ha contestato l’operazione (poi, ovviamente, consiglio di avere delle prove scritte, magari con messaggistica, non di avere solo l’opinione “a voce”).
Anche se alla prima domanda fatta all’Inps nazionale i funzionari hanno fornito una risposta “ambigua”, di fatto, alla seconda domanda, I funzionari di Inps nazionale hanno risposto che, se sei iscritto ad un albo non devi essere iscritto all’Inps commercianti, quindi, se fosse necessaria l’iscrizione i funzionari avrebbero risposto che va iscritto.
Nella prima domanda fatta all’Inps, forse, hanno evitato direttamente di risponderci (in parte anche per colpa nostra perché, forse, la domanda non era chiara), ma comunque NON hanno detto che bisogna iscriverlo, altrimenti lo avrebbero scritto.
Ricordati che le risposte dell’Inps nazionale dovrebbero essere predominanti rispetto alle risposte dell’Inps territoriale provinciale. Quindi, a cascata, gli uffici provinciali dovrebbero uniformarsi a quello che vale per l’Inps nazionale.
Questi messaggi, di questo articolo, servono anche per far comprendere come reagiscono gli Enti che, molte volte anche in buona fede, non forniscono informazioni certe, forse perché, magari può venire comodo a loro in futuro.
Ciò che è stato scritto in questo articolo serve per proteggere il cliente in futuro, in quanto se l’Inps dovesse aprire una posizione d’ufficio al cliente, noi faremmo prima ricorso all’Inps, affermando che abbiamo fatto domanda ma NON ci hanno detto di iscriverci alla gestione commercianti (se l’Inps fa finta di non capire, allora si mostra ad un Giudice il documento che attesta che noi abbiamo chiesto ad un Ente e che, questo Ente, NON ci ha detto di iscriverci, anche se per difesa può aver dato informazioni ambigue).
Grazie alle informazioni contenute in questa circolare sai che se sei un professionista che vuole avviare un business tramite una S.r.l., e hai dei dubbi in merito all’iscrizione ad Inps commercianti, puoi porre una domanda analoga a quella che ho posto io, per ottenere (si presume) la medesima risposta e archiviare questa risposta (scritta).
Il tutto per avere una prova a tuo favore nel caso in cui l’Inps, un giorno, contestasse la mancata iscrizione alla gestione commercianti e ti richiedesse il versamento dei contributi maggiorati di sanzioni ed interessi.
Ciao e ben ritrovato sul blog di Efficacia Fiscale! Anche oggi siamo pronti ad affronate…
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