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Ti do il benvenuto in questo nuovo articolo nel blog di Efficacia Fiscale per parlarti di un argomento che, proprio come è accaduto con quello della scorsa settimana, ha destato l’interesse degli imprenditori durante un mio webinar.
Questa volta voglio trattare con te l’argomento disoccupazione (Naspi) e S.r.l., analizzando come “incastrare” al meglio la disoccupazione all’interno della tua S.r.l. .
Essere un ricercatore e divulgatore fiscale è proprio questo…addentrarsi in argomenti di nicchia, poco trattati, ma che possono riservare piacevoli sorprese agli imprenditori fiscalmente intelligenti, che vogliono guadagnare (anche) risparmiando su imposte e contributi, ma in modo sano ed onesto.
Innanzitutto, ti anticipo e confermo che, anche se hai una S.r.l., puoi avere diritto alla disoccupazione.
Devi, però, stare attento a determinati parametri, che ti descriverò in seguito.
Prima, però, ti voglio porre la domanda di rito: “Ti sei già iscritto al blog di Efficacia Fiscale?”.
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Ora sei pronto a scoprire quando la disoccupazione è compatibile con la S.r.l.?
Bando alle ciance and let’s go…
La disoccupazione è un sussidio che lo Stato dà direttamente ad un dipendente che, in genere, ha perso il lavoro o perché è stato licenziato oppure perché l’azienda ha chiuso.
Il sussidio dovrebbe durare massimo 24 mesi e viene erogato in percentuale al compenso medio da dipendente che il soggetto ha percepito negli ultimi quattro anni.
Ovviamente vi sono alcuni parametri che possono cambiare nel corso del tempo.
Questo sussidio viene erogato per far sì che il soggetto non si trovi in difficoltà economiche durante la ricerca del nuovo lavoro.
Alcune volte capita che i disoccupati, come alternativa, cerchino di avviare un progetto imprenditoriale, aprendo una partita IVA oppure una S.r.l., quindi, un imprenditore deve valutare se gli conviene avviare una S.r.l. o non fare nulla e ricevere la disoccupazione.
Le due cose, però, possono coniugarsi, poiché l’INPS concede a chi apre una partita IVA di avere diritto alla disoccupazione.
1) Attualmente, se tu apri una partita IVA e paghi l’INPS commercianti, lo Stato ti anticipa tutta la disoccupazione;
2) Stessa cosa capita anche quando sei un socio di una S.r.l.: Se tu percepisci la disoccupazione (e giustamente preferisci non perdere questo sussidio), ricordati che, se apri una S.r.l e diventi socio-operativo iscrivendoti anche all’INPS commercianti, tu puoi avere in anticipo tutti i soldi della disoccupazione. Quindi, non perdi la disoccupazione, perché ti viene data in anticipo. In seguito, però, dovrai pagare i contributi INPS commercianti, come in teoria avresti già dovuto fare;
Grazie alla S.r.l., oltre ad essere un socio operativo, c’è la possibilità che tu possa essere un socio-finanziatore, poiché potresti investire in una S.r.l. e avere una quota senza fare nulla di operativo, non pagando l’INPS commercianti qualificandoti come socio-finanziatore e ricevere allo stesso tempo la disoccupazione ogni mese.
3) Terza situazione che ci permette di avere la disoccupazione è la condizione in cui noi siamo amministratori di una S.r.l. .
Mi spiego meglio.
Come ho già detto, l’intento della disoccupazione è quello di darmi un sussidio per darmi tempo di poter cercare un nuovo lavoro o, comunque, permettermi di avviare una nuova attività economica.
Se, poi, verrò assunto, non avrò più diritto a ricevere la disoccupazione.
Eventualmente, l’unico bonus fiscale/contributivo lo potrà avere il datore di lavoro che mi assumerà, perché avrebbe diritto a ricevere la disoccupazione in cambio di un’assunzione a tempo indeterminato.
Ora ipotizziamo che tu ti stia trovando in una posizione in cui ricevi la disoccupazione e, allo stesso tempo, sei amministratore di una S.r.l. senza compenso.
In questo caso ti confermo che non perdi la disoccupazione, perché l’INPS ha stabilito che tu perdi la disoccupazione nel momento in cui hai un compenso da amministratore pari a 8.000 € (tengo a sottolineare che queste sono condizioni che possono cambiare di anni in anno e per questo ti invito a fare verifiche periodiche).
Se tu non ricevi compenso, tu non avrai nulla in busta paga; quindi, l’INPS non avrà alcun modo di verificare che tu sia un lavoratore dipendente, perché tu non ricevi una retribuzione e non paghi i contributi.
Dal punto di vista fiscale ciò è favorevole, perché tu potresti evitare di pagare l’INPS commercianti, ricevere mensilmente la disoccupazione e, in più, ricevere un piccolo compenso da amministratore dalla società.
Per contro, però, bisogna valutare se sei veramente un socio amministratore della S.r.l., Difatti, occorre avere sempre degli elementi di prova per mostrare all’INPS che tu non sei un socio lavoratore, altrimenti, in caso di contestazioni da parte dell’INPS, avresti pochi elementi di prova a tuo vantaggio.
Ipotizziamo, ora, che tu sia amministratore unico di una S.r.l. e che tu non abbia dipendenti; in questo caso, tu dichiari di essere solo amministratore e che, per te, lavorino altre partite Iva, visto che non hai dipendenti.
In questo caso, l’INPS potrebbe aprire una posizione d’ufficio dell’area commercianti e crearti problemi, perché non avresti di fatto elementi di prova validi per dimostrare che tu non fai nulla di operativo, perché non hai dipendenti, ma solo partite Iva.
Quando tu dichiari di essere solo amministratore della S.r.l., perché il socio della società è un’altra persona, oppure nel caso in cui tu fossi socio amministratore, e dichiari all’INPS di svolgere solo il lavoro da amministratore (in quanto il lavoro operativo è svolto da altri), ricordati che, la cosa a cui devi prestare più attenzione, è costituita dal fatto di avere degli elementi di prova a tuo vantaggio per dimostrare all’INPS che non fai nulla di operativo.
La cosa migliore sarebbe quella di avere dipendenti.
Ti posso dire che, per quanto riguarda la disoccupazione ed avere una S.r.l., l’INPS ha regolamentato questa cosa a vantaggio di chi percepisce la disoccupazione.
Se tu, oggi, ricevi la disoccupazione e decidi di aprire una S.r.l. per avviare un nuovo business, ti conviene essere un socio operativo e pagare l’INPS commercianti.
In questo modo avresti indietro tutta la disoccupazione; cosa che di fatto è il tuo obiettivo, ossia, avviare un nuovo business e ricevere tutta la disoccupazione in anticipo.
Invece, nel caso in cui tu, oggi, ricevi la disoccupazione e sei anche amministratore di una S.r.l., con un compenso non eccedente gli 8.000 €, hai diritto sia al compenso della S.r.l. come amministratore sia alla disoccupazione.
Questa opzione ti permette di avere efficacia fiscale, perché se tu ricevi sia il sussidio che un piccolo compenso come amministratore, ciò va a massimizzare le somme che incassi.
Ricorda, però, che, in questa seconda situazione, è sempre meglio avere degli elementi di prova a tuo vantaggio in caso di contestazione dell’INPS.
Detto questo, ricordati che avere efficacia fiscale vuole dire anche incastrare al meglio la disoccupazione con il tuo business.
Il tutto, sempre muovendosi nel rispetto della legge.
Ci sono tanti altri strumenti di efficacia fiscale, però, ricordati che più imposte e contributi vuoi tagliare, più strumenti di risparmio fiscale devi applicare.
Un concetto importante, che magari non è ben comunicato su internet, è che l’efficacia fiscale non si fa, in sé e per sé, con un unico strumento di Risparmio fiscale.
L’efficacia fiscale la si ottiene con tanti piccoli strumenti.
Ottimizzare tanto il carico tributario significa inserire tanti piccoli strumenti di risparmio fiscale.
Grazie a questo articolo ora sai quali sono (e come sfruttare) gli aspetti positivi di una situazione, in sé spiacevole come la disoccupazione, quando hai una S.r.l..
Ciao e ben ritrovato sul blog di Efficacia Fiscale! Anche oggi siamo pronti ad affronate…
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Ciao e ben ritrovato sul blog di Efficacia Fiscale! Quando una S.r.l. inizia a generare…
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Buongiorno
Mi permetto di scriverle dopo aver letto il suo interessante articolo per esporle il mio caso sperando che abbia tempo da poter dedicare al mio quesito.
Premesso che a breve farò domanda di Naspi a seguito di accordo di licenziamento, vorrei poi aprire una srl insieme a mia moglie dove sarò sicuramente amministratore unico e socio ( lavoratore ) e da quanto evinco dal suo articolo per poi poter continuare a percepire la Naspi come persona fisica ( non mi interessa prenderla anticipata ) dovrò comunicare all’INPS dopo aver costituito, entro 30 gg la nascita dell’azienda e da lì continuare a lavorare normalmente per non perderla.
Ovviamente sarei amministratore senza compenso e pagherò l’INPS commercianti perché sarò senza dipendenti e nei fatti sarò l’unico a svolgere attività per l’azienda da cui “percepirò” solo note spese.
Come socio avrei il 5% delle quote e questo mi permetterebbe di abbattere l’INPS a mio carico calcolata sull’imponibile societario e mia moglie ( inoccupata ) con il suo 95% e senza dividendi non pagherebbe nulla ( mi corregga se sbaglio ).
In buona sostanza per non perdere la Naspi dovrei essere amministratore unico senza retribuzione e senza dividendi con il mio 5% di quote e quindi sia socio operativo che amministratore ma se pagherò l’INPS commercianti non dovrei vedermi togliere ” l’assegno di disoccupazione “…corretto?
Sperando di aver ben interpretato il suo articolo le chiedo gentilmente consiglio e riscontro
Saluti e grazie
GIAMPAOLO
risposto prima
Buongiorno
Mi permetto di scriverle dopo aver letto il suo interessante articolo su Naspi e srl per esporle il mio caso sperando che abbia tempo da poter dedicare al mio quesito.
Premesso che a breve farò domanda di Naspi a seguito di accordo di licenziamento, vorrei poi aprire una srl insieme a mia moglie dove sarò sicuramente amministratore unico e socio e da quanto evinco dal suo articolo per poi poter continuare a percepire la Naspi come persona fisica ( non mi interessa prenderla anticipata ) dovrò comunicare all’INPS dopo aver costituito, la nascita dell’azienda e da lì continuare a lavorare normalmente per non perderla.
Ovviamente sarei amministratore senza compenso e pagherò l’INPS commercianti perché sarò senza dipendenti e nei fatti sarò l’unico a svolgere attività per l’azienda da cui “percepirò” solo note spese.
Come socio avrei il 5% delle quote e questo mi permetterebbe di abbattere l’INPS a mio carico calcolata sull’imponibile societario e mia moglie ( inoccupata ) con il suo 95% e senza dividendi non pagherebbe nulla ( mi corregga se sbaglio ).
In buona sostanza per non perdere la Naspi dovrei essere amministratore unico senza retribuzione e senza dividendi con il mio 5% di quote e quindi sia socio operativo che amministratore ma se pagherò l’INPS commercianti non dovrei vedermi togliere ” l’assegno di disoccupazione “…corretto?
Sperando di aver ben interpretato il suo articolo le chiedo gentilmente consiglio e riscontro
Saluti e grazie
GIAMPAOLO
ciao Giampaolo, tecnicamente non devi ricevere compenso, ma gli utili li puoi prendere
Buongiorno,
ho letto con interesse il suo articolo e avrei una domanda da sottoporle.
Nell’articolo si fa riferimento alla NASpI; io invece vorrei chiederle se quanto esposto valga anche per la DIS-COLL o se vi siano differenze rilevanti.
Per maggiore chiarezza, le descrivo brevemente il mio caso: a novembre 2025 si conclude il mio assegno di ricerca e presento domanda per l’indennità DIS-COLL, che viene accolta. Il 9 dicembre 2025 costituisco una S.r.l. di cui sono amministratore unico e poiché dal sito INPS risultava che la carica di amministratore di società fosse incompatibile con la percezione della DIS-COLL, comunico all’INPS il cambio di stato occupazionale. Nel mese di dicembre 2025 e nel mese di gennaio 2026 percepisco compensi da amministratore, comunque inferiori alla soglia di reddito compatibile con la DIS-COLL (5500 euro lordi annui). A inizio febbraio 2026 vengo contattato dall’INPS, che mi comunica che in realtà la DIS-COLL non decade automaticamente con la nomina ad amministratore unico di una S.r.l., ma solo nel caso in cui i compensi superino la soglia di 5.500 euro lordi annui prevista come limite di compatibilità.
L’INPS sostiene quindi che:
non sarebbe possibile richiedere la DIS-COLL se si è già amministratori unici di una S.r.l.;
ma che, qualora si sia già percettori di DIS-COLL e si assuma successivamente la carica di amministratore unico, l’indennità possa continuare a essere percepita entro i limiti di reddito previsti.
Le chiedo cortesemente se questa interpretazione sia corretta e se io abbia eventualmente frainteso le informazioni presenti sul sito INPS.
La ringrazio molto per l’attenzione e resto in attesa di un suo gentile riscontro.
Cordiali saluti
Ciao Emilio, in genere la disoccupazione meglio attivarla quando si è proprio disoccupati e successivamente non prendere alcun compenso come amministratore per evitare che l'Inps possa togliere il beneficio (anche se ha dichiarato che ci sono dei limiti entro il quale si può comunque prendere la disoccupazione).