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Ciao,
ti do il benvenuto in questa nuova circolare del blog di Efficacia Fiscale.
Questa settimana parleremo di un aspetto molto importante per te che sei un imprenditore che ha una ditta individuale e sta valutando di passare ad una S.r.l., oppure, se hai già una S.r.l. e vuoi essere certo di utilizzare tutti i principali strumenti di risparmio fiscale.
Appena avrai finito di leggere la circolare conoscerai tutto quello che devi verificare nella tua ditta individuale ed essere certo che il passaggio alla S.r.l. ti consenta di avere vantaggi fiscali.
Vantaggi fiscali che consistono in una netta diminuzione delle imposte e dei contributi, senza aver bisogno di cambiare il tuo modello di business.
Nel caso in cui tu avessi già una S.r.l., questa circolare potrebbe essere utile per comprendere se stai utilizzando tutti gli strumenti di pianificazione fiscale previsti dalla legge per le S.r.l., consentendoti di avere la certezza che stai facendo tutto quello che ti permette la legge per diminuire le imposte ed i contributi.
Senza dimenticare che, tutte le volte che fai un passaggio dalla ditta individuale alla S.r.l., questa cosa ti permette di proteggere il tuo patrimonio personale, in quanto per tutti i debiti aziendali ne può rispondere solo la società, senza che i terzi possano andare nel conto corrente personale dei soci.
La circolare che stai leggendo è nata dalla consulenza richiesta da una collega, Assunta Incarnato, che si occupa di strategie aziendali, e che mi ha chiesto di effettuare una consulenza specifica ad un suo cliente, per comprendere se, e quando, gli conveniva fare un passaggio da ditta individuale ad S.r.l..
Per svolgere la consulenza, gli ho chiesto il bilancio, ossia il conto economico e lo stato patrimoniale, e la dichiarazione dei redditi dell’imprenditore suo cliente.
Il tutto per reperire il maggior numero di informazioni e per preparare una sorta di check list da consegnare al cliente.
Da questi documenti ho estrapolato dei punti chiave sintetici che tutti gli imprenditori possono utilizzare, per comprendere se e quando conviene, fiscalmente parlando, il passaggio da ditta individuale alla S.r.l., oppure per comprendere se stanno applicando già tutti gli strumenti di efficacia fiscale o se ne devono aggiungere altri.
Male che vada, puoi chiedere al tuo consulente quali di questi principi di risparmio fiscale puoi utilizzare al meglio nella tua posizione aziendale.
Cosa che ti consente di risparmiare il maggior numero di imposte e contributi senza dover spendere soldi inutili in consulenze costose.
Ti scrivo questo perché la vera decisione di risparmiare le imposte è una cosa che non puoi delegare ed è una tua personale responsabilità.
Ottimizzare al meglio il carico fiscale e contributivo è una cosa che possiamo ottenere solo se è compatibile con i nostri obiettivi personali e aziendali.
Non puoi delegare queste scelte a terzi, commercialista compreso, perché non conosce tutti i risvolti del tuo business come te.
Solo tu puoi conoscere i tuoi obiettivi e quindi devi utilizzare il commercialista come supporto per inserire nella tua S.r.l. più strumenti di risparmio fiscale, al fine di diminuire il più possibile imposte e contributi.
Non puoi pensare di continuare ad avere una ditta individuale e sperare di diminuire le imposte.
Né puoi pensare di aprire una S.r.l., e risparmiare sulle imposte, senza applicare correttamente strumenti di risparmio fiscale.
Solo se decidi, in prima persona, di utilizzare gli strumenti di risparmio fiscale previsti dalla legge per le S.r.l., puoi effettivamente diminuire il carico fiscale e contributivo.
In un certo senso, il fatto che non stai risparmiando le imposte significa che non stai utilizzando la forma giuridica giusta, in quanto la S.r.l. è l’unica forma giuridica che ti consente di ridurle.
Non è un trucco magico, semplicemente la legge mette a disposizione un maggior numero di strumenti di pianificazione fiscale rispetto ad altre forme giuridiche.
Ti dico questo perché, se non applichi nessun strumento di pianificazione fiscale, rischi di pagare anche fino al 72% di “carico fiscale”, tra imposte e contributi.
Ridurre il carico fiscale utilizzando una S.r.l. è per te una cosa importante, in quanto ti permette di ridurre il carico fiscale e contributivo fino a circa il 28%.
Direi non male.
Senza poi considerare che, di fatto, ottieni questo miglioramento senza fare modifiche nel tuo modo di lavorare, perché svolgi lo stesso business di prima, solo che magari utilizzi una forma giuridica diversa.
In Italia il carico fiscale e contributivo è molto alto, tutti lo sanno, non è un segreto.
Risparmiare le imposte ti permette di avere più soldi a tua disposizione, cosa che puoi utilizzare sia per le tue spese personali, vizi e altro, oppure che puoi reinvestire nella tua stessa azienda per essere maggiormente competitivo.
Per esempio, i soldi in più che riesci ad ottenere perché diminuisci il carico fiscale, li puoi utilizzare per avere maggior ossigeno e quindi eliminare i clienti peggiori, aspettando di acquisirne altri che rispettano le tue condizioni contrattuali e che siano contenti di te.
Nello stesso modo, i soldi che risparmi, li puoi utilizzare per eliminare i fornitori peggiori in favore di fornitori migliori, di eliminare i collaboratori meno attivi in favore di quelli migliori, avere più soldi per dare maggiori incentivi ai venditori oppure da spendere nelle sponsorizzate Facebook, Google ecc, cosa utile per acquisire maggiori contatti.
Il tutto generandoti più clienti con margini migliori.
Tutto ciò genererà altri guadagni, che potrai reinvestire nella tua S.r.l e che, come avrai capito, innescherà un circolo virtuoso in cui gli investimenti porteranno maggiori utili grazie a miglioramenti continui.
In sintesi, investendo i soldi ottenuti dal risparmio fiscale, potrai avere una S.r.l. migliore rispetto alla concorrenza.
Questo ti consentirà di vincere sui tuoi rivali, far prosperare la tua azienda e rinfacciare il tuo successo a tutte le persone che non hanno creduto in te o che ti hanno boicottato; parenti, rivali o amici che siano.
Inoltre, avere più soldi consentirà un miglior tenore di vita a te e alla tua famiglia.
Nel caso ci fossero figli, eviterai anche che questi ti vengano portati via ed utilizzati come ricatto da parte della tua compagna per ottenere più soldi.
Avere più soldi ti consentirà anche di provvedere ai tuoi figli in modo migliore, consentendo loro l’accesso ad un’istruzione qualificata e a cure mediche eccellenti.
In futuro non punteranno il dito contro di te accusandoti di non aver provveduto adeguatamente a loro e di non avergli dato le stesse possibilità dei loro coetanei.
Insomma, grazie all’applicazione dei principi di pianificazione fiscale contenuti in questa circolare potrai ottenere tutto questo ma, solo se lo vorrai veramente e lo applicherai nella tua S.r.l..
Ora è arrivato il momento di entrare nello specifico della circolare e quindi bando alle ciance…
Let’s go…
Qui di seguito c’è una check list di cose che puoi controllare, nel tuo bilancio e nella dichiarazione dei redditi della tua ditta individuale, per comprendere se hai margini di manovra per ottimizzare le imposte passando da una ditta individuale ad una S.r.l..
Puoi avere problemi di imposte e contributi solo se hai un utile.
Più è alto l’utile, più le imposte sono alte, più hai il “problema” di come ridurre le imposte e, quindi, un maggior vantaggio a trasformare dalla ditta individuale in S.r.l..
Se avessi una perdita avresti altri problemi, ad esempio la mancanza di margini di guadagno adeguata sulla merce e prodotti che vendi.
Se avessi utili bassi, avresti imposte da pagare basse, quindi. non puoi sprecare tempo a pensare di ridurre le imposte, ma devi pensare ad aumentare i margini di profitto.
Solo se hai utili alti hai convenienza a ridurre le imposte ed i contributi e perciò a fare il passaggio a S.r.l..
Il fatto di avere molti utili è una condizione di base di partenza.
Il passo successivo, che puoi fare per ottimizzare il carico fiscale, è quello di attivare il compenso dell’amministratore della S.r.l..
Ti dico questo perché, con il compenso dell’amministratore, di fatto paghi le stesse imposte e contributi della ditta individuale, non c’è speculazione fiscale.
Ma, la busta paga, ti permette di modulare quanti soldi l’amministratore può prelevare, in modo bilanciato con gli utili che vuoi lasciare in azienda.
Ti dico questo perché gli utili che accantoni nella S.r.l. scontano un’aliquota impositiva del 24%, invece che le aliquote progressive Irpef che possono arrivare anche al 43% + 1% di addizionali regionali e comunali.
Oltre al fatto che, gli utili accantonati pagano solo il 24%, invece che le aliquote Irpef, arrivando a pagare il 44% di imposte, attivare una busta ti serve anche per ottenere i rimborsi forfettari.
Questa tipologia di rimborso, di euro 46,48 per ogni giorno di trasferta, è importante da utilizzare in quanto ti permette di avere delle somme nelle buste paghe senza pagare imposte e contributi.
Il rimborso forfettario non lo puoi utilizzare nella ditta individuale.
Esempio di rimborso forfettario collegato alla busta paga: se tu avessi la sede della tua S.r.l. a Padova e dovessi fare una trasferta a Brescia per un motivo aziendale, tu avresti diritto a ricevere nella busta paga euro 46,48 esente imposte ed esente contributi come rimborso sostitutivo delle spese di vitto e alloggio.
Appena hai attivato una busta paga all’amministratore, ricordati che, egli e tutti i soci lavoratori, hanno diritto a richiedere alla società il rimborso chilometrico tutte le volte che fanno delle trasferte in nome e per conto della società.
Il rimborso chilometrico, in sostanza, consiste in somme che riceve il lavoratore a copertura delle spese sostenute per le trasferte effettuate con la propria auto.
Come i rimborsi forfettari, i rimborsi chilometrici sono importanti perché sono molto più alti del semplice rimborso della benzina, in quanto sono compresi anche i costi relativi all’ usura dell’auto, della manutenzione ordinaria, a quella straordinaria, oltre che al bollo e all’assicurazione.
Senza considerare che, questi, sono esenti imposte ed esenti contributi per chi li riceve e sono in funzione dell’auto utilizzata e dei chilometri percorsi.
Il rimborso chilometrico non lo puoi utilizzare nella ditta individuale.
Esempio: Quante volte utilizzi la tua macchina per un motivo collegato al tuo business?
Se tu avessi un’Alfa Mito 77 CV otterresti un rimborso chilometrico di euro 0,4622 (grazie alle tabelle Aci).
Questo significa che se tu dovessi fare 10 trasferte in un mese, su una distanza di 50 chilometri (solo andata), tu riceveresti 0,4622 x 50 x 2 x 10 = 462,20 euro esente imposte ed esente contributi. Che in un anno corrispondono a Euro 5.546,40.
Ove tu dovessi fare finanziamenti soci nella tua azienda, ricordati che li puoi ottenere indietro senza pagare imposte e contributi.
È una cosa che, alcune volte, si trascura.
Avere una S.r.l. ti permetterebbe di controllare, al meglio, l’accensione e il rimborso dei finanziamenti soci, in quanto ha la contabilità ordinaria, ossia tiene conto anche dei debiti e dei crediti nei confronti dei soci.
Anche la ditta individuale può avere una contabilità ordinaria, ma sono casi veramente rari.
La S.r.l. ti permette di tenere traccia dei finanziamenti fatti da parte dei soci con maggiore facilità e, perciò, richiedere indietro i soldi senza dover pagare imposte e contributi, evitando la distribuzione degli utili.
I rimborsi analitici, sono deducibili nella S.r.l., tanto quanto la ditta individuale può scaricare i costi della trasferta del titolare imprenditore. Quindi non ci sono dei vantaggi fiscali speculativi.
Ma ho voluto ugualmente farlo presente al cliente, in quanto molti imprenditori fanno l’errore di credere che il rimborso analitico (esempio biglietto autostrada, parcheggio, treno ecc), non sia compatibile con il rimborso chilometrico e quello forfettario.
Credono cioè che, prendendo il rimborso forfettario o chilometrico, non possano richiedere il rimborso analitico, invece questo è sbagliato.
Puoi prendere tutto il rimborso chilometrico di cui hai diritto, tutto il rimborso forfettario di cui hai diritto, oltre che il rimborso analitico delle spese della trasferta, come ad esempio il rimborso dell’autostrada, parcheggio, treno ecc..
Questa informazione ti permetterà di diminuire le imposte in quanto utilizza tutte e 3 le tipologie di rimborso spese, riducendo il carico fiscale della S.r.l. ed erogando soldi, all’amministratore o al socio lavoratore, senza pagare imposte e contributi.
Una domanda che spesso mi fanno è: “ma per accedere al rimborso chilometrico, la macchina la devo intestare a me stesso o all’azienda?”
Come principio ricordati che, solo se l’auto è personale puoi richiedere il rimborso chilometrico.
Se, per esempio, l’auto fosse intestata alla società, allora, la benzina sarebbe a carico della società e, di conseguenza, non spetta nessun rimborso chilometrico in capo all’amministratore/socio lavoratore.
Se l’auto fosse intestata all’azienda, avresti comunque diritto al rimborso forfettario, al rimborso analitico ma non a quello chilometrico.
In questo secondo caso l’azienda pagherebbe di tasca propria le spese della benzina, della manutenzione, assicurazioni, bollo ecc.
A questo punto è normale che ti venga in mente questa ulteriore successiva domanda: “Mi conviene intestare l’auto a me stesso, pagando le rate del leasing e richiedere il rimborso chilometrico alla S.r.l., oppure mi conviene intestare l’auto alla società e far pagare le spese dell’auto, tra cui il leasing, alla S.r.l. rinunciando al rimborso chilometrico?”
Per rispondere sul cosa ti conviene fare, l’unica vera soluzione la puoi trovare solo facendo i calcoli precisi sulla tua posizione.
Devi cercare di individuare i chilometri veri che farai con l’auto, calcolare quanti soldi riceverai in cambio dal rimborso chilometrico e se questi saranno sufficienti per pagarti tutte le spese di gestione dell’auto e, eventualmente, anche la rata del leasing.
In parte a questa domanda ho risposto nel paragrafo precedente.
Quello che voglio sottolineare in questa risposta è come utilizzare al meglio i rimborsi forfettari, cosa che spesso crea confusione agli imprenditori.
Il rimborso forfettario può essere richieste in più rispetto al rimborso chilometrico.
Oltre a questo, il rimborso forfettario può essere erogato per la trasferta anche se il socio lavoratore/amministratore utilizza l’auto aziendale.
Tutto questo genera un maggior vantaggio fiscale nel momento in cui tu fai delle trasferte “corte”, per le quali esci e rientri in giornata, se non in una mezza giornata, piuttosto che fare delle trasferte “lunghe” in cui stai fuori per più giorni.
Ti dico questo perché il rimborso forfettario complessivo è di euro 46,48 e serve per coprire forfettariamente le spese del vitto e l’alloggio.
Puoi anche decidere di farti rimborsare analiticamente il vitto o l’alloggio, ma sai che avresti queste limitazioni del rimborso forfettario:
Questo comporta che, se vuoi utilizzare questa tipologia di rimborso in modo strategico e utile, se fai le trasferte, se mangi fuori e vai in hotel e spendessi più di euro 15,49, allora ti converrebbe farti rimborsare analiticamente la spesa e diminuire il rimborso forfettario.
In questo modo hai ottimizzato tutto il rimborso forfettario il più possibile secondo la legge.
Compensi che sono fondamentali da gestire per ottimizzare il carico fiscale in quanto sono esenti imposte ed esenti contributi.
N.b. ricordati che, all’estero, il rimborso forfettario si alza ad euro 77,47.
a) 20% o 30% del compenso annuale, oppure…
b) calcolarlo similmente al trattamento di fine rapporto dei dipendenti, compenso annuale diviso 13,5.
È meglio inserirlo in sede di nomina dell’amministratore, in modo da proteggerlo da eventuali contestazioni da parte dell’Agenzia delle Entrate.
Non sperare di risparmiare ingenti somme fiscali con questa tecnica, che è, comunque, una buona tecnica che puoi attivare con un po’ di accortezza utilizzando la S.r.l..
Nello specifico il trattamento di fine mandato, chiamato T.F.M., ti permette di accantonare ogni anno dei soldi nella S.r.l., ed erogarli all’amministratore quando il mandato è interrotto.
Il vantaggio fiscale è che, sulle somme che ricevi a titolo di TFM, non paghi le imposte interamente alle aliquote ordinarie Irpef (che possono arrivare anche al 44% del reddito), ma paghi l’aliquota media fiscale degli ultimi 2 anni.
Aliquota che, molto probabilmente, sarà inferiore rispetto all’aliquota ordinaria calcolata sul reddito totale.
Se vuoi utilizzare il TFM nella tua S.r.l. ti consiglio di stare attento a queste 2 cose:
Prima abbiamo visto il vantaggio nell’utilizzare il rimborso spese forfettario e chilometrico nel compenso dell’amministratore, per poter prendere compensi senza pagare imposte e contributi.
Così come puoi utilizzare i rimborsi spese forfettari e chilometrici per l’amministratore, lo stesso puoi fare per i dipendenti.
Anche loro hanno diritto a ricevere il maggior compenso senza pagare imposte e contributi in caso di trasferte.
Cosa che ti consente di dargli un maggior compenso senza che questo gravi su di loro o sulla tua S.r.l..
Oltre a questo, tu avresti dei costi deducibili dal reddito della S.r.l. senza pagare ulteriori contributi Inps per i dipendenti.
Un elemento molto importante che devi valutare se vuoi diminuire il carico fiscale è quello di limitare, o eliminare, il carico contributivo dell’Inps.
Non sempre puoi eliminare l’Inps, molte volte lo puoi solo limitare.
Per ottenere questo, puoi ricorrere a più elementi.
Ogni strumento ha il suo grado di protezione.
Possiamo distinguere tra gli strumenti che possono eliminare l’Inps e quelli che possono limitare l’Inps e di seguito ti riporto una check list:
Come e quanto applicarli lo puoi individuare solo tu in base ai tuoi obiettivi.
Molte volte capita che, l’auto, non la vuoi intestare a te per chiedere il rimborso chilometrico in quanto fai poche trasferte, oppure perché hai bisogno che sia la società che sostenga il pagamento delle spese relative all’auto, perché hai la maggiore quantità di soldi lì all’interno.
In questo caso ti conviene valutare di fare un contratto di comodato gratuito dell’auto alla S.r.l., così puoi prendere solo i rimborsi forfettari, ma puoi, comunque, fare in modo che la società ti paghi la benzina, l’assicurazione, bollo, manutenzione ed eventuali altre spese dell’auto.
È vero che, la deduzione e le detrazioni, sono fiscalmente limitate quando sostieni spese per l’auto ma, in tutti i casi, hai una società che ti paga per conto tuo le spese dell’auto.
In questo modo non devi pagare le spese dell’auto con i tuoi soldi personali.
Ricordati che, se generi un know how, lo puoi intestare a te, persona fisica, e poi darlo in affitto alla tua S.r.l. in cambio di un canone di locazione mensile.
Il vantaggio è che, questi compensi, sono esenti al 100% da contributi Inps e sono esenti ai fini Irpef del 40% se il proprietario ha meno di 35 anni, altrimenti sono esenti per il 25% se l’ideatore ha 35 o più anni.
Esempio di know how sono: marchio aziendale, brevetto, software, libro, video, ricetta, procedura, ecc.
Ricorda di intestare il know how alla persona fisica e di farla valutare da un perito, in modo da avere più protezione in caso di contestazione da parte del fisco.
La ditta individuale e le società di persone pagano le imposte anche sugli utili che sono accantonati nell’azienda.
Soldi che, poi, l’imprenditore utilizza per reinvestirli.
Questo, per la ditta individuale, significa che l’imprenditore paga le seguenti aliquote:
Mentre nella S.r.l., sugli utili che accantoni nella S.r.l. per gli esercizi futuri, paghi un’aliquota Ires del 24%.
Come puoi notare già da solo, se devi accumulare utili per fare investimenti con la tua azienda, una S.r.l. è la soluzione migliore.
In poche parole, la ditta individuale paga le imposte sugli utili anche se accantona questi nella propria S.r.l., arrivando anche a pagare il 44% di imposte.
Anche la S.r.l. paga le imposte per gli utili accantonati nell’azienda, solo che paga il 24% di imposte.
Come puoi accorgerti da solo, soprattutto per i redditi elevanti, la S.r.l. paga il 20% in meno di imposte sugli utili accantonati nell’azienda.
Questo non significa che devi accumulare sempre e solo tutti gli utili della S.r.l..
Grazie alla S.r.l., puoi bilanciare questi meccanismi nella tua società in modo da prelevare i soldi che ti servono e contestualmente pagare il minor carico fiscale possibile:
Questi meccanismi non puoi utilizzarli con la ditta individuale.
Dove hai la sede della tua società?
Se l’avessi in casa, e dedicassi una stanza o una piccola parte di essa allo svolgimento dell’attività aziendale, come minimo potresti scaricare una quota parte delle utenze.
Oltre alla condivisione delle spese delle utenze potresti subaffittare, alla tua S.r.l., una parte dell’affitto in proporzione alle stanze o ai metri quadrati della casa destinati alla S.r.l..
In questo modo la S.r.l. contribuirebbe attivamente alla gestione delle spese della casa (ovviamente per la parte delle spese che sono ad essa attribuibili).
Il vantaggio del subaffitto di una stanza alla tua S.r.l. risiede nel fatto che, nel caso in cui tu pagassi un affitto a livello personale e subaffittassi una stanza alla tua S.r.l., la società avrebbe dei costi da scaricare in contabilità, mentre tu avresti un incasso da parte della società senza pagare imposte perché ti sta pagando un affitto.
In questo modo, di fatto, la società partecipa alle spese dell’affitto e delle utenze. Se non pagassi l’affitto, perché la casa è di tua proprietà, potresti fargli condividere solo le utenze.
In tutti i casi, lasciare la quota principale al coniuge socio non lavoratore, ti consente di prelevare degli utili senza pagare il carico contributivo Inps del 24%, cosa che non puoi fare con la ditta individuale.
Distribuire gli utili di una S.r.l. comporta il pagamento di un’aliquota fiscale superiore rispetto alla ditta individuale, ma ha il vantaggio che li puoi prelevare senza pagare il carico contributivo Inps del 24%, cosa che rende vantaggiosa la distribuzione degli utili a chi è un socio non lavoratore rispetto al socio lavoratore o all’amministratore con compenso.
Qui di seguito ti porto una breve check list della circolare, per consentirti di memorizzare i concetti chiave in modo semplice e veloce.
I calcoli precisi di quante imposte e contributi puoi risparmiare nel passaggio dalla ditta individuale alla S.r.l. li puoi fare solo analizzando nel dettaglio la tua personale situazione, con la collaborazione del tuo commercialista ed in funzione dei tuoi obiettivi o possibilità.
Ma, in tutti i casi, per comprendere, già adesso, se è arrivato il momento giusto di fare il passaggio da ditta individuale a S.r.l., ti condivido questa semplice check list, così da consentirti di poter andare dal tuo consulente per calcolare quanto puoi risparmiare già adesso.
Se puoi rispondere positivamente ad almeno una di queste domande, hai possibilità di diminuire il carico fiscale nel passaggio da ditta individuale a S.r.l.:
Ho voluto mettere questa semplice check list per mostrarti che:
“Il risparmio fiscale NON è fatto di segreti e gabole strane, il risparmio fiscale lo si ottiene applicando semplici strumenti di pianificazione fiscale, previsti dalla legge, da applicare nella tua S.r.l. nella quantità giusta, in base all’utile e la liquidità disponibile, grazie ad un controllo mensile della contabilità con la collaborazione del tuo commercialista e secondo gli obiettivi dell’imprenditore, individuando quali sono gli strumenti fiscali più sicuri e quali meno sicuri per portare al minimo il rischio di sanzioni”.
Grazie a questa circolare ora hai una check list che puoi utilizzare subito e che ti consentirà di comprendere se puoi fare il passaggio da ditta individuale alla S.r.l. diminuente il carico fiscale, imposte o contributi che siano.
Questo ti consentirà di comprendere se puoi spendere dei soldi in consulenze, con il tuo commercialista, per entrare nello specifico e calcolare, in soldoni precisi, quanto puoi risparmiare ogni anno grazie alla tua S.r.l. invece che utilizzare una ditta individuale.
Ciao e ben ritrovato sul blog di Efficacia Fiscale! Anche oggi siamo pronti ad affronate…
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