Categorie: Bonus assunzioni collaboratori

7 domande che si pongono gli imprenditori che intendono aprire una S.r.l. e che gli consentono di ridurre il carico fiscale dal 64% a circa il 28% (grazie all’Efficacia Fiscale)

Ciao, ti do il benvenuto in questa nuova circolare del blog di Efficacia Fiscale dove questa settimana parleremo di un aspetto molto importante per te che stai pensando di aprire una S.r.l.: scoprirai quali sono le 7 domande che si fanno gli imprenditori prima di aprire una S.r.l., consentendogli di ridurre il carico fiscale dal 64% a circa il 28%.

Direi che è intrigante, non trovi?

Appena avrai finito di leggere questa circolare, scoprirai come trovare una soluzione a 7 problematiche che devi risolvere prima di costituire la tua S.r.l., perché ti porteranno un importante vantaggio fiscale e sicurezza patrimoniale. Elementi fondamentali per dormire sonni tranquilli.

Apprenderai tutti i principi di Efficacia Fiscale che puoi utilizzare nella tua S.r.l. prima di costituire la società dal notaio e che ti consentiranno di ridurre il carico fiscale dal 64% a circa il 28%.

Trovando una soluzione a questi 7 potenziali problemi, sarai libero di iniziare subito la tua nuova avventura, di fare soldi, di risparmiare imposte, di avere tempo libero per te e vivere serenamente insieme alle persone a te care.

Ti piace tutto questo?

A me personalmente tantissimo.

Sono già entusiasta al solo pensiero di ottenere il tutto.

Non preoccuparti, se anche tu stai cercando tutto questo, continua con la lettura.

Ma io non voglio solo assecondare il tuo aspetto emotivo, voglio dimostrare tutto questo con la logica, mostrandoti con dati concreti e reali come raggiungere la soluzione a ciascuna delle 7 domande. 

Dati reali che derivano direttamente dalla mia esperienza che ho accumulato in questi anni con le consulenze prestate ai miei clienti.

Ti dico questo perché è già da 2 anni che sto scrivendo settimanalmente articoli fiscali specifici per le S.r.l. sul mio blog www.efficaciafiscale.com (che stai leggendo proprio in questo momento).

Grazie al blog, ho ricevuto diverse richieste di informazioni da parte di imprenditori che volevano costituire una nuova S.r.l., spiegandomi quali erano i loro problemi.

Tra le preoccupazioni che avevano gli imprenditori prima di aprire una nuova S.r.l., ce n’erano alcune che si ripetevano con costanza.

Per questo motivo ho deciso di condividere con te 7 soluzioni ai 7 problemi che ti poni ogniqualvolta decidi di avviare un nuovo business con una S.r.l..

Rispondere a queste domande per te è importante, perché ti consente di tagliare le imposte della S.r.l., avere maggiori utili con la consapevolezza di essere protetto da imprevisti.

E non pensare di avviare subito una S.r.l. senza prima aver risolto questi 7 problemi, perché questo ti farà pagare più imposte del dovuto e non ti farà dormire sonni tranquilli, in quanto causerà ulteriori problemi.

In alcuni casi potrai riparare la situazione anche dopo, ma questo ti farà spendere soldi e ti farà sprecare tempo.

Tempo e denaro che avresti risparmiato se avessi trovato una soluzione a questi 7 problemi prima di costituire la tua S.r.l..

A me, personalmente, non piace sprecare il mio denaro e il tempo per cose a cui potevo trovare una soluzione con una semplice prevenzione.

A te piace perdere soldi e sprecare denaro?

Non credo!

Trovare una risposta a queste 7 domande, non serve solo per un motivo economico.

E nota bene, NON devi fare tutto questo solo perché stai risparmiando le imposte o perché sei protetto dai guai.

Se risolvi questi problemi, prima di iniziare il tuo business, non devi perdere più tempo a pensare a come gestire queste soluzioni successivamente alla costituzione della società.

Potresti, per esempio, evitare litigi con i tuoi futuri soci, incolpandovi di cose su cui non avevate preso un accordo specifico.

Il fatto di non doverci più pensare, ti farà risparmiare tempo che potrai investire totalmente nello sviluppo della tua S.r.l. per farti guadagnare più soldi. Oppure tempo che dedicherai alle persone a te care.

Ti piacerebbe ridurre le imposte della tua S.r.l. dal 64% a circa il 28% semplicemente rispondendo a queste domande?

Golosone, anche io la penso come te. Ma non essere precipitoso, scoprirai tutto quanto a tempo debito. Sarai in grado di ottenere tutto quello che cerchi da solo, ma a patto di proseguire con la lettura fino alla fine.

Fatta questa doverosa premessa, ora e solo ora sei pronto per conoscere come proseguiremo con il lavoro di questa circolare.

Siccome voglio mostrarti i fatti non con la sola teoria, ma con elementi veri e oggettivi, analizzeremo insieme una vera email di richiesta di informazioni che mi ha inviato un contatto che si è iscritto al mio blog nel mese di marzo 2019.

Mostrerò in grassetto le domande poste dall’imprenditore che si è iscritto al mio blog ed in non grassetto le mie risposte.

Quindi iniziamo subito con l’email del cliente

Let’s go…

 

Ecco la email dell’imprenditore che deve aprire una S.r.l.

7 domande a cui devi trovare una risposta prima di aprire una S.r.l.

Salve,

Mi chiamo ****** **** e sto valutando l’apertura di una S.r.l. per investimenti immobiliari.

Attualmente investo in immobili come privato e facendo tre /quattro operazioni all’anno, mi hanno consigliato di aprire una società.

I miei dubbi sono legati alle imposizioni fiscali e Inps.

Avrei tante domande da fare.

1) Partendo dall’Inps, so che in una S.r.l. uninominale con unico socio, avrei una doppia imposizione, al contrario, se avessi un socio di capitale, questa doppia imposizione non ci sarebbe. Corretto?

Risposta: Noi imprenditori dobbiamo pagare l’Inps commercianti quando siamo soci lavoratori della S.r.l..

Mentre dobbiamo pagare l’Inps dell’amministratore solo se esso dovesse prendere un compenso.

Possiamo permetterci di pagare solo l’Inps sul compenso dell’amministratore, e contestualmente essere soci non lavoratori della società evitando di pagare i contributi Inps commercianti, nel caso in cui ci sia già qualcuno che fa il lavoro operativo.

Ecco cosa devi fare per poter evitare di pagare l’Inps commercianti:

  • Puoi costituire subito una S.r.l. e non pagare l’Inps commercianti, ma a patto di poter dimostrare che il lavoro operativo lo fa un dipendente con una busta paga o un altro socio. Tu ovviamente dovrai fare solo l’attività da amministratore;
  • Nel caso il lavoro operativo lo delegassi a chi ha partita iva o con lavoro occasionale, a livello teorico puoi avere ragione.

Ma l’Inps è già da qualche anno che tende ad aprirti in automatico una posizione Inps commercianti e farti pagare i contributi se non “vede” che hai dipendenti o qualche socio lavoratore.

Quello che potrai fare, in questo caso, è di ricorrere all’autotutela presso gli uffici territoriali Inps e dimostrare, con più documentazione possibile e con data certa, che il lavoro operativo è svolto da altre persone.

Nulla di impossibile, ma non è detto che l’Inps ti elimini i contributi da pagare senza farti perdere tempo in inutili battaglie.

  • Se sei una S.r.l. artigiana, ricordati che ci sono delle limitazioni. La maggior parte dei soci, la maggior parte delle quote della S.r.l., la maggior parte delle cariche di amministratori, devono essere in mano ai soci lavoratori che di conseguenza, devono pagare l’Inps artigiani.

2) Un’ altra domanda è inerente al compenso dell’amministratore.

Per una S.r.l. e’ più conveniente avere un compenso amministratore alto, abbassando l’utile, oppure conviene un compenso amministratore basso, pagando il 26% di imposte per prelievo utili dei soci?

Risposta: la risposta qui è “dipende”.

Per comprendere quale è a scelta migliore per te, devi fare calcoli precisi, affrontando caso per caso.

Ma ciò non toglie che posso fare delle analisi di convenienza insieme a te:

  • Preliminarmente ti posso dire che la tassazione sarebbe pressappoco molto simile.

Quello che fa la vera differenza è il fatto che con la busta paga, l’amministratore può richiedere il rimborso forfettario. Cosa che non puoi ottenere senza la busta paga.

Il rimborso forfettario è quel rimborso di euro 46,48 che puoi inserire nella busta paga e che l’amministratore riceve per ogni giorno che va fuori dal comune di sede della società, per un motivo aziendale.

Questo crea un forte vantaggio all’amministratore, perché questo rimborso è esente imposte ed esente contributi. Ossia esente al 100% in tutto e per tutto.

Già da qui puoi comprendere che almeno una piccola busta paga può essere utile, perché puoi inserire questi rimborsi forfettari esente imposte e contributi.

Inoltre, con una busta paga dell’amministratore, hai a disposizione l’opportunità di inserire il trattamento di fine mandato.

Il trattamento di fine mandato è simile al trattamento di fine rapporto che hanno i dipendenti.

Sul trattamento di fine mandato ci paghi le imposte, ma non ci paghi i contributi Inps.

  • Se hai detrazioni per familiari a carico, come ad esempio figli o coniuge, conviene la busta paga.

Questo perché puoi utilizzare questi bonus fiscali per diminuire le imposte dell’amministratore. Cosa che non puoi fare con il prelievo degli utili;

  • Se hai dei crediti d’imposta, come le spese per le ristrutturazioni edilizie, oppure la deduzioni dal reddito, come ad esempio le spese mediche o i contributi Inps, allora hai interesse ad avere una busta paga.

E’ lo stesso meccanismo di prima. Con una busta paga puoi utilizzare questi bonus fiscali, con il prelievo utili no.

3) È possibile ricevere un esempio in numeri della tassazione Ires, Irap sulla società e Inps e Irpef sull’amministratore?

Se ad esempio la mia S.r.l. avesse un fatturato di 500.000, con un utile netto prima delle imposte di 100.000? Con un compenso amministratore di 6.000 oppure 30.000€ anno?

Consideriamo i 3 casi:

  1. Caso 1: calcolare le imposte in caso di distribuzione degli utili interamente ai soci;
  2. Caso 2: calcolare le imposte con compenso amministratore lordo euro 3.000;
  3. Caso 3: calcolare le imposte con compenso amministratore lordo euro 30.000.

Questo che ti ho appena presentato non è lo schema migliore per comprendere cosa ti conviene fare per valutare la convenienza economica.

Te l’ho voluto riportare perché ho voluto condividere l’errore che ho fatto per anni e che mi ha reso difficile spiegare, in modo semplice agli imprenditori, quale metodo devono utilizzare per comprendere quale scelta è meglio fare tra queste 2 opzioni.

Quindi, di seguito, ti riporto il metodo migliore per comprendere qual è il livello di tassazione nel caso in cui tu prelevassi gli utili dalla S.r.l., o nel caso in cui tu prendessi un compenso come amministratore.

Ipotizziamo che la nostra azienda abbia generato un utile di euro 100.000 e di essere un socio lavoratore.

Ipotizziamo di prelevarli interamente come distribuzione degli utili della S.r.l..

Vediamo quali imposte dovresti pagare.

Prima di tutto pagheresti il 24% di Ires e il 4% di Irap,

Successivamente dovrai pagare il 26% di imposta sostitutiva di distribuzione utili e il 24% di Inps eccedente il minimale del socio lavoratore.

Quindi euro 100.000 x 28% = euro 28.000 Ires e Irap della società S.r.l..

Utili netti distribuibili 100.000 – 28.000 = euro 72.000.

Imposta sostitutiva distribuzione utili 72.000 x 26% = euro 18.720.

Inps eccedente il minimale del socio lavoratore 72.000 x 24% = euro 17.280.

Totale imposte e contributi da pagare: 28.000 + 18.720 + 17.280 = euro 64.000.

Se distribuisci tutti gli utili e sei un socio lavoratore, paghi il 64% di imposte e contributi. Che, guarda caso, corrisponde alla peggiore efficacia fiscale.

Ora affrontiamo il caso del compenso dell’amministratore, con socio lavoratore, senza utilizzo di rimborsi spese, sempre con un lordo di euro 100.000, nel quale tutti i contributi sono da pagare.

Ipotizziamo di non prendere i rimborsi spese, perché così possiamo conoscere la peggiore efficacia fiscale, cosa da cui partire per poi poter ridurre il carico fiscale.

Prima di tutto l’amministratore, che è anche socio lavoratore, paga il 24% di Inps sul compenso da amministratore.

Contributi Inps sul compenso da amministratore: euro 100.000 x 24% = euro 24.000.

(attenzione, la legge prevede che i contributi dell’amministratore siano 2/3 a carico della società e 1/3 a carico dell’amministratore. Abbiamo utilizzato la nostra formula semplificata per mostrare il peso delle imposte nel suo complesso, mantenendo il tetto di euro 100.000 come soglia di riferimento).

Da questo rimane che il reddito da assoggettare a Irpef per l’amministratore è pari ad euro 76.000.

L’Irpef si paga con aliquote variabili in funzione del reddito. Le aliquote sono le seguenti:

a) fino a euro 15.000 aliquota del 24% (Irpef 23% + addizionali regionali e comunali di circa l’1%);

b) da euro 15.001 a euro 28.000 aliquota del 28% (irpef 27% + addizionali regionali e comunali di circa l’1%);

c) da euro 28.001 a euro 55.000 aliquota del 39% (irpef 38% + addizionali regionali e comunali di circa l’1%);

 d) da euro 55.001 a euro 75.000 euro aliquota del 42%  (irpef 41% + addizionale regionale e comunali di circa 1%);

e) da reddito sopra i 75.000 euro aliquota del 44% (irpef 43% + addizionale regionale e comunali di circa 1%).

Quindi la tassazione è: 15.000 x 24% + 28.000 x 28% + 55.000 x 39% + 75.000 x 42% + 1.000 x 44% = 3.600 + 3.640 + 10.530 + 8.400 + 440 = euro 26.610.

Durante l’anno pagherai anche i contributi commercianti del socio lavoratore di euro 3.600.

Quindi la tassazione complessiva è: 24.000 + 26.610 + 3.600 = euro 54.210

Anche in questo caso abbiamo considerato la tassazione dell’amministratore nel caso peggiore possibile.

Da questo risulta che la tassazione è pari a 54,21%

Questo fa capire che conviene il compenso dell’amministratore, rispetto al fatto di prelevare lo stesso importo come distribuzione utili, perché fa pagare meno imposte.

Ricordati che l’analisi non è ancora completa, perché ci possono essere altri dati che devi considerare che riguardano i redditi specifici dell’amministratore.

Oppure perché puoi utilizzare i rimborsi chilometrici e forfettari per diminuire le imposte, in funzione delle trasferte che fa l’amministratore in quanto sono compensi esente imposte e contributi.

Se non sai come fare questi calcoli, puoi richiedere una consulenza scrivendo una email a info@efficaciafiscale.com e inserisci nell’oggetto “consulenza Efficacia Fiscale”. Ti risponderemo con ciò di cui hai bisogno per proseguire con la consulenza.

4) Sto acquistando un’auto, e’ meglio acquistarla come S.r.l. o come acquisto personale e richiedere i rimborsi alla S.r.l.?

La risposta è che dipende.

Dipende se sei in un business per il quale stai facendo delle trasferte aziendali.

Le trasferte rimborsabili sono tutti quei spostamenti effettuati dall’amministratore, per motivi aziendali, per recarsi con la propria auto in un luogo  che si trova al di fuori del comune in cui ha sede la società.

Se sei in un business in cui tu, come amministratore, fai molte trasferte, ti conviene intestare la macchina a te stesso (anche se fosse in leasing o noleggio), e successivamente richiedere il rimborso chilometrico alla società in modo che ti copra tutta la rata della macchina.

Questo rimborso chilometrico ha un vantaggio, perché è deducibile al 100% dal costo della società.

Se, al contrario, dovessi fare pochi chilometri, o per assurdo nessuno, ti converrebbe comprare la macchina o intestare il leasing direttamente alla S.r.l..

Ti dico questo perché, se non fai delle trasferte, oppure le fai dentro al comune ove c’è la sede della società, l’amministratore non può richiedere il rimborso chilometrico.  E quindi la società non si può scaricare i costi.

Quindi, intestando la macchina alla S.r.l., hai questi benefici:

  • Scarichi l’iva del 40% e scarichi il costo al 20%. Confrontato al fatto di non scaricare nulla perché non hai il rimborso chilometrico, è comunque un vantaggio;
  • Per pagare la macchina o le rate della S.r.l. utilizzi i soldi accumulati nella società, evitando di utilizzare i soldi personali che sono stati precedentemente tassati. In questo caso paghi la macchina aziendale con i soldi della società e non con i tuoi soldi personali.

Tutte e due le scelte vanno bene. Il tutto dipende da caso a caso.

5) Tra qualche mese è mia intenzione prendere in affitto un ufficio.

È possibile lasciare la sede della S.r.l. presso lo studio del commercialista e avere un ufficio come sede operativa?

Certamente che è possibile.

A mio parere non c’è nessun vantaggio fiscale immediato (probabilmente in futuro farò un articolo specifico sui vantaggi di avere la sede della S.r.l. presso il commercialista).

L’unico “vantaggio” sarebbe che se avessi una S.r.l. con la sede principale presso il commercialista, in caso di raccomandate importati, legali, comunicazioni varie, probabilmente le riceverebbe direttamente il commercialista.

Lo svantaggio è che il commercialista ti chiederebbe più soldi per la gestione della tua corrispondenza, ricordandoti che la responsabilità degli atti rimane tua.

Io, personalmente, pagherei un commercialista al quale lasciare la sede della mia S.r.l. solo nel caso in cui io debba viaggiare all’estero o risiedere fisicamente all’estero.

Questo perché per le raccomandate e le comunicazioni importanti mi potrebbe aiutare il suo studio.

6) Ogni spostamento sede, aggiunta sede operativa o cambiamento fatto dalla società sono modifiche costose e da fare presso un notaio?

Se devi spostare la sede principale della tua S.r.l. nello stesso comune, ti basta il commercialista e quindi con meno di euro 400 dovresti farcela, spese della camera di commercio comprese.

Se devi spostare la sede in un’altra città, allora serve il notaio e quindi questa operazione dovrebbe costare circa euro 800.

Se, invece, dovessi aprire una seconda sede operativa, ti basta sempre il commercialista e la spesa è nettamente inferiore. Probabilmente euro 200, spese della camera di commercio comprese, sarebbero sufficienti.

7) Anche la liquidazione di un socio che vuole uscire dalla società o il subentro di una quota al posto di un’altra, ha costi? E quanto è l’imposizione fiscale?

Qui consideriamo la cessione di una quota da un socio ad un altro soggetto persona fisica.

Ogni quota ha un valore contabile che è determinato dal capitale sociale mentre si costituisce la società.

Se poi, in un momento successivo, il socio vuole vendere la sua quota, se la vende a un prezzo superiore rispetto al valore contabile, allora deve pagare il 26% di plusvalenza.

Se la vendesse allo stesso valore contabile, oppure a un prezzo inferiore, non pagherebbe il 26%.

Ti ricordo che la cessione di quote di S.r.l. è un atto che possono fare anche i commercialisti.

Compreso di imposte della camera di commercio per fare l’atto di cessione quote, il costo di questa pratica presso il commercialista potrebbe aggirarsi tra euro 800/1.200, mentre con un notaio potrebbe costare qualche centinaia di euro in più.

Grazie.

Nicola Fini

 

Conclusioni

Grazie a queste informazioni tu conosci le 7 domande a cui devi trovare una risposta prima di aprire una S.r.l. per poter diminuire il carico fiscale della società da circa il 70% a circa il 28%.

 

Redazione

Visualizza commenti

  • Bene. Invece, mi servirebbero lumi sul vantaggio della s.n.c. . In particolare, a differenza delle societa' di capitali, la "blindatura", in termini di non attaccabilita' del patrimonio, quando costituito da immobili conferiti dai soci (ad es. non pignorabilita' delle quote ….). Oppure, in alternativa, la costituzione di una s.a.p.a. .
    Un "discorsetto" su tale tipologia di societa' sarebbe molto interessante. Grazie

    • Ciao Lu, è un argomento troppo vasto per mostrartelo in un post.

      Se hai bisogno di informazioni puoi acquistare la consulenza di Efficacia Fiscale.

      A presto

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