Ciao, ti do il benvenuto in questa nuova circolare del blog di Efficacia Fiscale in cui questa settimana parleremo di un aspetto molto importante per te che stai pensando di aprire una S.r.l. per svolgere il tuo business: scoprirai quali sono i 17 errori S.r.l. che possono fare gli imprenditori quando hanno una S.r.l..
Grazie alle informazioni contenute in questa circolare sari in grado di evitare i 17 errori S.r.l. più comuni per un imprenditore, errori S.r.l. che spesso sono la causa di un eccessivo carico fiscale (fino al 64%).
Conoscerai come intervenire e ridurre il carico fiscale dal 64% a circa il 28%.
Ti piacerebbe aprire una S.r.l. e pagare il 64% di imposte e contributi?
Non credo.
Ti dico questo perché, in alcuni casi, potrai utilizzare strumenti di efficacia fiscale che ti consentiranno di ridurre il carico fiscale fino a circa il 28%.
Ti piacerebbe ridurre il carico fiscale della tua S.r.l. il più possibile fino a scendere ad un ipotetico 28%?
A me personalmente, sì.
Stai pensando di ridurre le imposte a meno del 28%?
Mi dispiace, ma non è possibile. La riduzione del carico fiscale al di sotto del 28% è possibile solo attraverso strumenti illegali e non consentiti dalla legge. Lo studio dell’Efficacia Fiscale tratta solo strumenti fiscali consentiti dalla legge.
Ma non credere che utilizzerò un linguaggio complesso, ti mostrerò il tutto utilizzando un linguaggio semplice ma soprattutto facendo esempi reali e concreti.
Affermo questo perché, grazie alle consulenze che ho svolto in questi ultimi anni insieme ai miei clienti, mi sono accorto che ci possono essere delle convinzioni errate, da parte degli imprenditori, che sono dannose per l’efficacia fiscale della propria S.r.l..
E sono molto pericolose perché non si notano subito.
Sono come quelle brutte malattie che si annidano dentro di te senza lanciare nessun segnale, per poi esplodere dopo anni quando non c’è più nulla da fare.
Ma non voglio essere drammatico qui. Quando si parla di fisco, salvo rari casi, non si parla di problemi di morte.
I problemi, comunque, possono verificarsi nel caso in cui queste errate convinzioni non vengano corrette portando, quindi, ad un inutile aumento del carico fiscale.
E’ tua responsabilità applicare i principi di Efficacia Fiscale e ridurre la tassazione della tua S.r.l. dal 64% a circa il 28%.
Alcuni di questi strumenti possono essere applicati soltanto “prima” della costituzione di una S.r.l, pertanto dovrai prestare attenzione ancora prima di dare inizio alla tua attività.
Il risparmio fiscale non è mai un evento occasionale, ma deriva dall’applicazione di un metodo ripetuto con costanza e disciplina. Metodo che deve essere studiato e adattato alla tua S.r.l. prima di poterla costituire.
Se non lo fai, sarai condannato a pagare il 64% di imposte.
Tutto questo non lo devi fare solo per un discorso di risparmio fiscale, ma soprattutto per te stesso e per le persone a te care.
Lo devi fare per te stesso, perché maggiori risorse ti permettono di avere più soldi per poter fare investimenti nella tua S.r.l., nel personale, nei collaboratori e quindi liberarti tempo che puoi investire per realizzare quello che più desideri nella tua vita.
Lo devi fare per le persone a te care perché, liberandoti tempo, hai possibilità di stare vicino alla tua partner, sostenere la tua moglie o aiutare i tuoi figli nella crescita e nello studio.
Grazie al risparmio fiscale, puoi avere più risorse per fare investimenti nella tua azienda, puoi farla crescere o fargli aumentare i ricavi grazie ai nuovi investimenti. In questo modo la tua S.r.l. può avere un vantaggio rispetto ai concorrenti, riuscendo a dominare il mercato e sconfiggerli.
Puoi dimostrare con dati reali che hai realizzato nella vita quello che gli altri non sono riusciti ad ottenere.
Puoi anche ottenere la rivincita che hai sempre desiderato nei confronti di famigliari, amici, parenti, dipendenti e concorrenti che non hanno mai creduto in te e, forse, hanno lavorato “contro” di te.
Considera anche quali saranno i benefici del tempo risparmiato: potrai dedicare tempo alla tua compagna, quindi non la perderai, oppure puoi dedicare tempo ai tuoi figli e quindi evitare di trovarti dopo 10 anni con dei figli che sembrano dei perfetti estranei.
Ecco perché è un tuo obbligo ridurre le imposte della tua S.r.l. fino a circa il 28%.
Ti piacerebbe ridurre le imposte dal 64% a circa il 28% e riprenderti quella rivincita che hai sempre meritato contro tutte le ingiustizie che hai subito dagli altri e dalla vita?
Bene, a me personalmente tanto.
Anzi, se devo essere sincero sono sempre un po’ emozionato quando scrivo e penso a te che puoi ottenere tutto questo, consentendoti di cambiare radicalmente la tua vita.
Ma adesso bando alle ciance e iniziamo ad entrare all’intero dei 17 principali errori S.r.l. che fanno gli imprenditori quando aprono una S.r.l..
Descrizioni ed esempi:
1) Essere socio unico NON lavoratore della S.r.l., senza dipendenti solo per evitare l’iscrizione all’Inps commercianti: volontariamente o involontariamente, tu puoi trovarti nella situazione di aver dichiarato di non essere un socio lavoratore e contestualmente non avere dipendenti che fanno il lavoro operativo.
I primi mesi puoi anche non essere iscritto all’Inps, ma, con molta probabilità l’Inps ti iscriverà d’ufficio e se vorrai ottenere la cancellazione dovrai portargli degli elementi di prova.
Esempio: apri una S.r.l. a socio unico, comunicando al tuo commercialista di essere un socio non lavoratore senza dipendenti. In questo caso non pagherai i contributi trimestrali inps nei mesi successivi. Cosa positiva, certamente.
Ma dopo un anno, molto probabilmente, l’Inps potrebbe notificarti una comunicazione in cui viene richiesto il versamento dei contributi fin dalla costituzione della società. Se non vuoi pagarli dovrai esibire delle prove.
2) Socio unico e amministratore unico diversi solo per cercare di non pagare l’Inps: se per errore costituisci una S.r.l. in cui tu sei amministratore unico e metti un parente come socio unico che non lavora in azienda, fai molta attenzione.
Perché l’Inps pretende che qualcuno lavori in azienda e quindi potrebbe aprire una posizione Inps commercianti a nome del titolare delle quote. Cosa che il tuo parente non gradirebbe.
Esempio: imprenditore A decide di aprire una S.r.l. e di mettersi come amministratore unico, mentre intesta le quote al parente B, che non lavora all’interno dell’azienda. In questo caso è vero che il socio B non lavora all’interno dell’azienda, ma l’Inps potrebbe ugualmente iscriverlo alla gestione commercianti Inps. Questo porterebbe problemi al tuo socio parente.
3) Socio di S.r.l. con assunzione di un figlio. Senza adeguata prova di subordinazione, si potrebbe presumere che i contributi Inps del figlio non siano riconosciuti nella busta paga.
Questo perchè potrebbe esserci una presunzione di busta paga “fittizia” e riqualificare il figlio al pagamento dell’Inps commercianti al pari di ogni socio.
Esempio: nelle S.r.l. a ristretta base societaria, se io dovessi assumere un mio parente, l’Inps potrebbe non riconoscermi l’assunzione del dipendente e riqualificare il rapporto come contributi fissi Inps come collaboratore.
Senza avere elementi di prova di un rapporto di subordinazione, avresti problemi ad opporti a quanto affermato dall’Inps.
Questo comporta che, in futuro, non potrai far lavorare il tuo parente pagando i contributi nella busta paga, ma pagando gli stessi contributi Inps che ha il socio lavoratore.
4) Non utilizzare il rimborso chilometrico né il forfettario: Durante le consulenze prestate ai miei clienti, mi sono accorto che spesso non utilizzano i rimborsi spese (sia analitici che forfettari), anche quando potrebbero farlo.
Esempio: se tu sei in un business in cui fai trasferte per conto della società utilizzando la tua macchina, allora puoi chiedere il rimborso chilometrico e il rimborso forfettario (questo ultimo solo nel caso in cui avessi anche la busta paga).
Questi rimborsi sono esenti imposte ed esenti contributi e ti consentono, in sostanza, di avere dei compensi direttamente nel tuo conto corrente senza pagare imposte.
Inutile dirti che, se sfruttato al meglio, questo strumento ti permetterebbe di ridurre le imposte.
5) Oggetto sociale stretto: di per se non è un errore, ma se tu utilizzassi una S.r.l. con un oggetto sociale limitato, in futuro ti troveresti a dover ricorrere al notaio nel caso in cui tu voglia ampliare il tuo business in nuovi settori.
Esempio: se tu oggi aprissi una S.r.l inserendo nell’oggetto sociale solo la produzione di bulloni, non potresti, ad esempio, effettuare compravendite di immobili a fini speculativi.
Per poterlo fare dovresti recarti nuovamente da un notaio ed ampliare l’oggetto sociale. Questo richiede ulteriori spese che si sarebbero potute evitare scegliendo un oggetto sociale più ampio in sede di costituzione.
6) Pensare di risparmiare le imposte senza far nulla: Non puoi pensare di aprire una S.r.l. e risparmiare le imposte in automatico.
Con una S.r.l. puoi risparmiare più imposte rispetto ad una ditta individuale, ma devi mettere in atto specifici comportamenti con disciplina e metodo.
Esempio: se tu aprissi una S.r.l. senza applicare nessun strumento di risparmio fiscale, pagherai sicuramente il 64% di imposte e contributi.
Ma se delegassi la parte operativa ai dipendenti, utilizzassi i rimborsi spese chilometrici e forfettari o il know how allora potresti ridurre le imposte.
7) Svolgere un’attività artigiana senza che la maggioranza dei soci o degli amministratori risultino lavoratori. Se apri una S.r.l artigiana devi rispettare specifici parametri.
Questo non ti permette di utilizzare alcuni degli strumenti di risparmio fiscale. Questo problema, però, non si pone con le S.r.l commerciali.
Esempio: se tu aprissi una S.r.l che si occupa di impianti elettrici, dovresti necessariamente pagare i contributi Inps anche nel caso in cui tu avessi dei dipendenti.
Questo perché le imprese artigiane, per loro natura, devono avere soci e amministratori che lavorano all’interno dell’azienda altrimenti verrebbe meno il requisito di “artigianalità”.
Un’impresa artigiana può utilizzare alcuni strumenti di risparmio fiscale come, ad esempio, i rimborsi spese, ma non può eliminare completamente il costo dei contributi Inps (anche se ha dipendenti).
8) Aspettarsi sgravi “automatici” da parte dell’Inps. Nel caso in cui l’Inps non comprenda quale dei soci sia lavoratore, potrebbe procedere all’iscrizione d’ufficio di alcuni soci. Anche se questi non sono lavoratori.
Anche se tu avessi ragione, l’Inps non procederà automaticamente alla soluzione del problema. Dovresti comunque difenderti attraverso ricorsi e/o istanze di autotutela, tutti procedimenti che richiedono dispendio di tempo.
Esempio: l’Inps procede d’ufficio all’iscrizione di un socio non lavoratore alla gestione commercianti, nonostante questo non sia un socio lavoratore. Potrai dimostrare le tue ragioni con l’autotutela, ma dovrai comunque spendere tempo prezioso.
9) Aprire una S.r.l. e pensare di non pagare le imposte o i fornitori e non aver problemi. Un’altra cosa che capita, è che i soci pensino di aprire una S.r.l. e non avere nessuna conseguenza per i debiti della società solo perché il patrimonio personale dei soci non è aggredibile.
Questa è un’idea sbagliata, perché la S.r.l non elimina eventuali condanne penali nei confronti degli amministatori.
In ogni caso non pagare i debiti (verso i fornitori o verso il fisco), anche se non metterebbe a rischio il patrimonio personale dei soci, creerebbe comunque numerosi problemi.
Esempio: se aprissi una S.r.l e non pagassi i fornitori, questi non lavorerebbero più con me.
Anche nel caso in cui riaprissi una nuova S.r.l (spendendo ulteriori soldi), il problema si ripresenterebbe perché i fornitori non vorrebbero comunque collaborare con me.
Allo stesso modo, se non pagassi i debiti fiscali, prima o poi sarei obbligato a chiudere la società. Cosa che ti farebbe spendere soldi per la chiusura.
10) Aprire una S.r.l. come professionista iscritto all’Albo senza prima aver verificato i requisiti necessari. Se sei un professionista e stai pensando di utilizzare una S.r.l., lo puoi fare, ma prima di tutto devi verificare i requisiti richiesti dal tuo Albo di appartenenza per poter aprire regolarmente una S.r.l..
Esempio: i commercialisti, attualmente, non possono avere una S.r.l. per svolgere un’attività commerciale. Quindi io (come commercialista) non posso costituire una S.r.l. per poter svolgere un’attività di vendita di ortofrutta.
11) Professionista che risulta amministratore di una S.r.l che svolge la medesima attività non può pagarsi con una busta paga. In questo caso l’amministratore non può avere una busta paga per ripagarsi i compensi, ma il compenso deve essere erogato tramite emissione di una fattura.
Questo comporta che alcuni strumenti di Efficacia Fiscale non possono essere utilizzari, come ad esempio i rimborsi forfettari.
Esempio: io sono un commercialista ed ho una S.r.l. che svolge l’attività di centro di elaborazione dati.
In questo caso non posso prendere il compenso come una busta paga, ma posso solo prendere i compensi con una fattura che io emetto nei confronti della S.r.l..
12) Mettere un socio come dipendente senza vincolo di subordinazione dimostrabile (diverso dal caso dell’assunzione di un parente come dipentente). Se tu metti un socio della S.r.l. come dipendente con busta pag, per evitare di pagare i contributi Inps commercianti, senza avere un’adeguata subordinazione dimostrabile, allora l’Inps potrebbe disconoscere il tutto e ricalcolare i contributi.
Questo comporta un problema perchè pagheresti più contributi con la gestionen commercianti Inps.
Esempio: mi è capitato il caso di un cliente che aveva una S.r.l. in cui c’erano 2 soci assunti a tempo pieno, senza altri dipendenti e senza dimostrare di avere un rapporto subordinato.
Questo può comportare che l’inps non riconosca valida la busta paga dei soci lavoratori e ricalcoli i contributi personali degli imprenditori considerandoli come contributi Inps dei soci lavoratori.
Tutto questo per te comporta un maggior onere contributivo.
13) Richiedere il rimborso chilometrico anche se si è un amministratore con partita iva di una S.r.l. che svolge la medesima attività. Se sei un professionista con partita iva ed hai una S.r.l. che svolge la tua stessa attività, ricordati che non puoi richiedere i rimborsi spese nella busta paga, ma li puoi ottenere solo emettendo la fattura.
Questo comporta, purtroppo, che non puoi utilizzare i rimborsi chilometrici esente imposte ed esente contributi.
Esempio: io sono un commercialista con una S.r.l. che svolge l’attività di centro di calcolo. Tutti i rimborsi spese chilometrici e forfettari li devo fatturare nella mia partita iva come se fossero dei ricavi. Purtroppo non posso utilizzare i rimborsi chilometrici esente imposte ed esente contributi.
14) Far coincidere la sede sociale della S.r.l con la propria abitazione e scaricare l’iva delle utenze domestiche. l’Iva, in questo caso, è indetraibile.
Esempio: la sede sociale della mia S.r.l si trovasse presso la mia abitazione, l’iva esposta nelle bollette relative alle utenze non può essere portata in detrazione.
15) Credere di non pagare i contributi Inps per la quota di utili della S.r.l. dove il socio NON lavora. Se sei un imprenditore iscritto all’Inps commercianti, ricordati che devi dichiarare l’utile delle altre S.r.l., dove non lavori, nell’imponibile Inps per pagare il 24% di contributi eccedenti il minimale.
Questa cosa deve essere dichiarata anche se il socio non lavora in quella S.r.l..
Attualmente solo una sentenza della corte di appello dell’Aquila ha affermato che il socio non debba pagare i contributi Inps per la parte di utili della S.r.l. nel caso in cui non sia lavoratore.
Esempio: se tu fossi socio di 2 diverse S.r.l., ma lavorassi solo in una. L’Inps lo devi pagare considerando l’utile di tutte e 2 le S.r.l.. Anche nella S.r.l. in cui non lavori.
16) Essere un socio lavoratore, ma non pagare i contributi Inps commercianti perché hai un contratto di lavoro part time.
Solo se hai un contratto di lavoro a tempo pieno puoi permetterti di non pagare l’Inps.
Negli casi di contratto di lavoro part-time, non è detto che l’Inps territoriale riconosca la cancellazione dall’Inps gestione commercianti.
Esempio: se tu dovessi avere una busta paga a tempo pieno, puoi aprire una S.r.l. e non pagare i contributi Inps, nel caso in cui tu avessi un contratto di lavoro part time, non è detto che riconoscano la cancellazione dall’Inps.
17) non utilizzare il know how ove è possibile per diminuire il carico fiscale. Tutte le volte che hai un know how personale, lo puoi dare in affitto alla tua S.r.l. in cambio di un canone mensile chiamato Royalties. Le royalties sono detassate Inps al 100% e detassate irpef al 25%.
Esempio: nel caso in tu avessi un logo aziendale, lo potresti fare valutare ad un perito per individuare il canone mensile di affitto. Questo per poterlo dare in affitto alla tua S.r.l..
Sui canoni che ricevi dall’affitto del know how non paghi i contributi Inps ed è detassato dall’Irpef personale del 25%.
Grazie a queste informazioni tu conosci i 17 errori S.r.l. che puoi fare con la tua S.r.l., che ti creano danni, sanzioni, incomprensioni con gli enti, maggiori imposte e problemi nel gestire la tua società.
Verificando questa check list, prima di costituire la tua S.r.l., o durante la vita della stessa, potrai evitare “sorprese fiscali negative”, ma soprattutto potrai tagliare le imposte.
In tutti i casi in cui hai un’azienda sappi che, se tu volessi veramente dormire sonni tranquilli, proteggere il tuo patrimonio personale, proteggere il tuo investimento aziendale, tutelare la tua famiglia e il tuo futuro, la soluzione migliore risiede nell’utilizzare una S.r.l. .
Ma non basta.
Devi infatti anche verificare di: produrre utili in abbondanza, avere sempre la liquidità necessaria per far funzionare l’azienda regolarmente e utilizzare il più possibile strumenti di pianificazione fiscale nella tua società per ridurre le imposte della S.r.l. .
Ciao e ben ritrovato sul blog di Efficacia Fiscale! Anche oggi siamo pronti ad affronate…
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Buongiorno, vorrei aprire un frantoio Oleario, e' una attività che lavora circa 60gg. l'anno. Vorrei intestarlo a mia figlia che ha 16 anni compiuti. Fittargli l'opificio di cui ho l'attività in chiusura e per varie problematiche non posso risultare. Cosa mi può consigliare?
Salve Carrillo,
per accedere ad una consulenza, le consiglio di andare nella parte in alto del sito, acquistare il libro e subito dopo acquistare la consulenza ad un prezzo scontato.
Salve,
Sono amministratore unico di una srl. Stavo valutando di passare a una ditta individuale per il semplice motivo che non ho un elevato fatturato, i costi contabili della srl sono elevati, impossibilità di accedere al mio conto corrente in piena autonomia. In tal caso dovrei cambiare anche partita Iva, conto bancario ecc..? Grazie mille
Ciao Stefano, ti confermo che dovrai cambiare il numero della partita iva e il conto corrente bancario
Salve, lavoro part time 30 ore presso un azienda (non sono socio) e a breve apro una srl con un altro socio il quale avrà il 51% del capitale e sarà anche lavoratore.
Posso costituire una srl semplice e artigiana ?
Quando necessario lavorero' nella srl, posso evitare di pagare i miei contributi inps dato che ho già un altro lavoro da 30 ore settimanali?
Possiamo conferire le nostre auto nella srl per avere un ritorno economico o per pagare meno tasse?
Grazie !
Ciao Alberto,
1) puoi costituire una S.r.l. semplificata che sia artigiana
2) per evitare l'Inps commercianti l'Inps da almeno 2 anni vuole che tu sia un lavoratore dipendente a tempo pieno. Quindi possono iscriverti d'ufficio retroattivamente
3) puoi "conferire" le vostre macchine per scaricare i costi, ma il risparmio è limitato e l'utilizzo dovrebbe essere aziendale