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Ciao, ti do il benvenuto in questo nuovo articolo del blog di Efficacia Fiscale per condividere con te la risposta data ad un imprenditore dropshipper che ha acquistato la mia consulenza e che, tra le altre cose, mi ha posto la domanda che dà il titolo a questo articolo riguardo il Dropshipping e la sua fatturazione: “il dropshipper deve emettere le fatture con Iva oppure senza Iva?”.
Si tratta di un dubbio legittimo. Su Google trovi entrambe le risposte: sì, va emessa fattura con Iva. Sì, va emessa fattura senza Iva.
In effetti, entrambe le risposte sono corrette. “Com’è possibile? ti domanderai…”
È possibile perché occorre distinguere due situazioni: se la fattura viene emessa nell’ambito di un rapporto B2B (business to business) oppure B2C (business to consumer).
Don’t worry, proseguendo nella lettura dell’articolo troverai la spiegazione di questi termini e troverai gli esempi che ti aiuteranno a fare la dovuta chiarezza.
Come ben sai, se sei un assiduo lettore del blog www.efficaciafiscale.com, se guardi i miei video e segui le mie dirette su YouTube e se ascolti i miei Podcast (a proposito questo articolo è la trascrizione di un Podcast) sono un commercialista e sono anche un imprenditore.
Amo lavorare gomito a gomito con i miei clienti ed il mio obbiettivo non è dimostrare che so, ma è cercare di portare chiarezza là dove c’è il legittimo dubbio (legittimo visto il proliferare e l’accavallarsi di leggi, circolari, sentenze non necessariamente nazionali ma anche comunitarie, come nel caso del dropshipping).
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Ora sei pronto ad entrare nel mondo del dropshipping con le idee chiare su come fatturare?
Bando alle ciance and let’s go…
Caro imprenditore, ti do il benvenuto in questo nuovo podcast del blog di Efficacia Fiscale, il blog con le soluzioni fiscali specifiche per tutti gli imprenditori che hanno un S.r.l., o che ne vogliono aprire una nuova.
Oggi voglio condividere insieme a te la soluzione ad un problema presentatomi da un mio cliente.
Preciso un po’ la situazione: è un imprenditore che ha acquistato la mia consulenza di Efficacia Fiscale, proprio la scorsa settimana.
Preventivamente alla consulenza mi era stato inviato un file, al cui interno l’imprenditore mi evidenziava i dubbi che aveva, in particolare c’era una domanda molto interessante che, appunto, voglio condividere con te, per poi arrivare alla conclusione illustrandoti il mio punto di vista.
La sua richiesta era: “mi occupo di dropshipping (successivamente spiegherò cos’è). Vorrei capire se devo vendere i miei prodotti con Iva o senza Iva”.
In alcuni blog aveva notato che, nell’ambito di un dropship, si diceva di non effettuare il versamento dell’Iva, mentre in altri blog veniva sottolineato di dover effettuare il versamento dell’Iva.
Il dubbio sorge spontaneo, così come stabilire chi abbia ragione e, di conseguenza, stabilire come agire.
Prima di scrivere qui la risposta, che in sé per sé è molto semplice, voglio fare un piccolo ripasso spiegando cos’è il dropshipping e qual è il meccanismo della dogana.
Se si hanno chiari questi concetti è molto semplice arrivare alla soluzione.
Il caso dell’imprenditore riguardava un dropshipping effettuato attraverso l’acquisto di un prodotto da una società russa, quindi fuori dalla Comunità Europea, e, la vendita di tale bene, in Germania, quindi all’interno della Comunità Europea.
Ovvio che il dropshipping, in generale, può essere fatto anche sotto diversi modi, ma, per dare una definizione, posso dire che il dropshipping è “quella cosa” per cui, io imprenditore, vendo on-line prodotti, o comunque uno specifico prodotto, on-line e lo faccio inviare direttamente dal produttore del pezzo al cliente finale, senza farlo arrivare presso i miei magazzini, nonostante io abbia agito da intermediario.
Quindi, il dropshipping, essenzialmente è fare commercio on-line, cioè, io trovo clienti su internet a cui invierò prodotti, ma tale invio non verrà effettuato dai miei magazzini ma direttamente da colui che produce il bene.
Questo, in parole semplici, è il meccanismo che si verifica con il dropshipping.
Ovviamente possono presentarsi diverse piccole sfaccettature, ossia il cliente finale, o anche il fornitore del bene, può essere all’interno o meno della Comunità Europea.
Questo non è il podcast adatto per farti una check-list con i diversi casi, ma voglio parlare qui, specificatamente, del caso dell’imprenditore, mio cliente, che ha acquistato la consulenza (anche tu puoi prenotare cliccando qui una consulenza di Efficacia Fiscale acquistando il libro e ricevere tutte le risposte in base alla tua specifica situazione).
Nella maggior parte delle consulenze da me affrontate posso dire che per chi si occupa di dropshipping questo è uno schema abbastanza ricorrente.
Il dropshipper in questione acquistava prodotti fuori dalla Comunità Europea, in un ambiente dove non c’è Iva, per poi rivenderli in Germania, luogo in cui è presente il meccanismo dell’Iva.
Ti ricordo che l’Iva, ossia l’Imposta sul Valore Aggiunto, è un sistema che riguarda l’Unione Europea.
Dunque, tutti i beni che vengono venduti in Europa devono, in qualche modo, versare tale imposta, a differenza dei beni prodotti fuori dell’Unione Europea che nascono senza Iva in quanto tale versamento è dettato da una normativa Europea.
Nel nostro caso l’imprenditore che, appunto, acquistava la merce in Russia per poi rivenderla in Germania, si occupava di prodotti che non costavano poco (non specifico il settore per privacy).
Posso aggiungere, però, che in genere chi si occupa di dropshipping vende prodotti di piccolo valore, con un importo comunque contenuto e lo fa verso i privati.
Invece, in questo caso, per il mio imprenditore era una situazione una diversa, in quanto vendeva prodotti costosi, intorno ai 400,00/600,00 €, e, da ciò che avevo potuto intuire, questi prodotti venivano venduti anche ad altre imprese.
Non si trattava, pertanto, solo di un business to consumer, ma anche di un business to business.
Questo evidenzia, appunto, la differenza con molti dropshipper.
Cercando su internet aveva visto che, in riferimento al proprio caso, in alcuni blog veniva specificato che per le vendite in questione bisognava effettuare il versamento dell’Iva, mentre in altri blog veniva detto esattamente il contrario.
Perché questo?
Andiamo subito alla soluzione.
Se ti trovi in uno schema simile a questo, ossia sei un operatore economico italiano con una S.r.l. che fa dropshipping acquistando prodotti fuori dalla Comunità Europea che, poi, vendi a consumatori finali residenti nei Paesi facenti parte dell’Unione Europea (per esempio, vendi una crema a 10,00 €), si possono verificare questi due casi:
Dal primo di luglio 2021 tutti noi, imprenditori ed operatori economici, possiamo versare allo Stato italiano l’Iva di un altro Paese e sarà poi lo Stato italiano a versare l’Iva a quello specifico Stato comunitario, procedura semplificata rispetto a quanto doveva essere fatto in precedenza.
Non è questo il podcast in cui voglio raccontarti questa procedura, però la cosa importante da sapere è che, se fai il dropshipper e in genere acquisti fuori dalla Comunità Europea (per il fatto che vi sono prodotti a basso costo) e vendi anche in tutta Europa, indipendentemente se si tratta di un cliente privato italiano o di un cliente privato estero, appartenente ad un Paese dell’Unione Europea (quindi tedesco, francese e così via), il prezzo del prodotto deve essere compreso di Iva.
Quindi, nel blog dove il mio cliente aveva appreso che nell’ambito di tale dropshipping l’Iva doveva essere versata, l’informazione era corretta.
Infatti, se tu dropshipper vendi ad un privato, al prezzo di vendita deve essere applicata l’Iva, che sia italiana, tedesca o, comunque, del Paese comunitario.
Invece, per quanto riguarda il business to business, le cose sono un po’ diverse.
Lo Stato italiano prevede che, per gestire al meglio l’imposta Iva nella transazione business to business, ossia tra due operatori economici europei, non vada esposta l’Iva in fattura.
Per dirla in breve se sei un dropshipper, acquisti la merce fuori dalla Comunità Europea e vendi tale bene ad un operatore economico tedesco, ad esempio vendi apparecchiature costose a studi medici, essendo operatori economici bisogna emettere una fattura senza Iva, quindi fuori campo Iva.
Non vorrei sbagliare, ma se non ricordo male, il codice del fuori campo Iva dovrebbe essere il 7 bis e viene utilizzato in questa tipologia di situazioni.
Quindi, essendo un dropshipper che vende ad imprenditori, sai benissimo che bisogna emettere fattura fuori campo Iva.
È importante comprendere perché non c’è Iva.
Ovviamente non c’è Iva perché, senza farla troppo tecnica, nell’ambito business to business, ossia tra due operatori economici, per esempio se io, dropshipper, sono in Italia ed il mio cliente in Germania, di fatto il bene non viene movimentato da me ma passa dal Paese di origine (che è fuori dalla Comunità Europea) al Paese di destinazione, all’interno della Comunità Europea, attraverso la dogana.
È proprio in dogana che gli uffici preposti faranno pagare l’Iva e gli eventuali dazi all’importatore, o al vettore che importa il bene.
In questo caso l’Iva attribuita non sarà quella italiana, in quanto il bene verrà spedito in Germania e, quindi, l’Iva sulla bolletta doganale sarà quella tedesca.
A questo punto è direttamente il cliente tedesco a pagare sia il vettore che l’Iva presente sulla bolletta doganale di importazione, in quanto, precedentemente, il vettore ha anticipato il pagamento dell’Iva in dogana.
Mentre, per quanto riguarda la fattura ricevuta dall’operatore economico italiano (che, appunto, siamo noi che gli abbiamo venduto il bene) il cliente assolve l’Iva tramite l’inversione contabile, procedura che sicuramente verrà presentata da me in un altro podcast.
| Questo in quanto il servizio che fa il dropshipper è di fatto il servizio di intermediazione.
Il dropshipper fattura al cliente finale il servizio di fatturazione, ma poi l’Iva sarà gestita presso la dogana, perché il bene fisico transita dal paese extra – Ue al paese della Comunità Europea dove c’è l’acquirente. |
Per essere più sintetico in modo da fare maggiore chiarezza, quando noi facciamo il dropshipping dobbiamo ricordarci che, nella maggior parte dei casi, lo facciamo verso i privati, con un prezzo di prodotto basso e con l’acquisto di prodotti fuori dalla Comunità Europea perché hanno un prezzo più basso.
In questo caso, quando vendi ai privati sai che i prezzi di vendita per te sono comprensivi di Iva (che può essere Iva italiana o Iva tedesca), quando invece vendi ad altre imprese con partita Iva il gioco cambia. Non devi fatturare la vendita del bene con Iva ma bisogna emettere la fattura con uno specifico codice “fuori campo Iva” e la gestione dell’Iva verrà effettuata in maniera differente, ossia attraverso la dogana, in quanto il prodotto viene spedito direttamente in Germania.
Tutto questo per ricollegarmi alla domanda postami dall’imprenditore all’inizio.
Posso dire che le informazioni cercate dall’imprenditore erano entrambe corrette in quanto nell’ambito del dropshipping quando vendi, se il cliente è un privato la vendita avviene con Iva, mentre se il cliente è un operatore economico la vendita avviene senza Iva.
L’imprenditore aveva ragione nell’avere dubbi.
Anch’io ho fatto molte ricerche e non ti nascondo che molte volte è difficile, o comunque si crea un po’ di confusione, visto che molti blog non vanno a contestualizzare meglio la norma fiscale.
Ti dico questo perché la norma fiscale, in alcuni ambiti, è veramente molto particolare e complessa.
Per comprenderla appieno sarebbe meglio specificarla, soprattutto quando ci si imbatte in quei blog che vivono di pubblicità, dove gli articoli sono fatti “a stampino”, senza specificare troppi casi, visto che l’obiettivo principale è quello di raccogliere più ricerca organica su Google.
Va bene cercare le informazioni fiscali su internet, ma bisogna stare molto attenti.
Possiamo, infatti, notare che le informazioni trovate dal mio cliente erano entrambe corrette ma, a mio parere, quello che mancava era, semplicemente, spiegare che, in determinati contesti specifici, deve essere applicato un metodo mentre, in altri casi, va applicato un metodo differente.
Questo è importante saperlo se fai il dropshipper, vendi con il meccanismo del business to business e importi beni fuori dalla Comunità Europea.
Sapere tutto ciò serve, in sé per sé, non per tagliare il carico fiscale, perché di fatto l’Iva deve essere versata, ma per capire quant’è la parte di Iva e la parte del tuo ricavo, in maniera da calcolare al meglio i tuoi margini di guadagno sul prodotto.
Dunque, individuare prezzi corretti e, di conseguenza, calcolare quanto riesci a spendere in sponsorizzazioni.
È importante, perciò, sapere bene come funziona il meccanismo dell’Iva nell’ambito del dropshipper in maniera da capire quant’è il prezzo di vendita da applicare.
Se il cliente finale è un privato sai che nel prezzo di vendita deve essere compresa l’Iva che verserai allo Stato, e per te non è un ricavo, mentre, se il cliente finale è un’azienda, puoi chiedere di più in quanto non paga l’Iva, o meglio non viene versata da te.
Quindi, puoi trovarti davanti a soggetti diversi, proprio per questo sapere quanto descritto in precedenza ti permette di calcolare, al meglio, il prezzo di vendita gestendo bene i margini, il tuo utile e, soprattutto, ti fa capire quanto puoi spingerti nella fase di acquisizione dei clienti attraverso le sponsorizzazioni.
Secondo me questo è l’elemento di congiunzione importante tra il Fisco e il marketing che il dropshipper deve conoscere.
Detto questo ricordati che se riesci, o puoi svolgere, la tua attività economica con una S.r.l., oltre alla sicurezza patrimoniale, avrai a disposizione il maggior numero di strumenti di efficacia fiscale da utilizzare per tagliare le imposte e i tuoi contributi, come imprenditore.
Ovviamente per poter tagliare le imposte bisogna conoscere tali strumenti, non sempre di facile comprensione.
Per facilitarti la conoscenza dei su citati strumenti puoi andare sul mio blog www.efficaciafiscale.com e scaricare gratuitamente il manuale con oltre 94 strumenti di efficacia fiscale che puoi utilizzare grazie alla tua S.r.l. per ridurre i tributi e tagliare il carico fiscale.
Sempre all’interno di tale manuale puoi trovare la modalità e tutte le informazioni idonee per poter avere una consulenza e quindi poter lavorare con me ad un livello successivo.
Ti ringrazio per l’attenzione.
Grazie alle informazioni contenute in questa circolare ora sai quando il dropshipper deve emettere le fatture con Iva oppure senza Iva.
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