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Il rimborso chilometrico è compatibile con il rimborso forfettario?

Ciao, ti do il benvenuto in questo nuovo articolo del blog di Efficacia Fiscale per rispondere ad una domanda che mi era stata posta durante una diretta YouTube, alla quale pensavo di aver già dato una risposta; ma ricordavo male, quindi, vi pongo rimedio oggi 😊.

Sono molte le domande che mi vengono poste.

Alcune giungono direttamente, come questa, dalle mie dirette sul canale YouTube Commercialista Calisti, altre mi vengono rivolte dai miei clienti, durante le consulenze che svolgo con loro.

Cerco sempre di rispondere a tutti, anche per soddisfare  il mio il ruolo di divulgare fiscale, ruolo che mi appassiona sempre di più, e che mi porta a condividere con chiunque sia interessato le mie risposte, o i risultati delle mie ricerche, attraverso tutti gli strumenti che ho a disposizione.

I podcast, insieme ai video, alle dirette sul canale YouTube Commercialista Calisti, agli articoli che pubblico sul blog www.efficaciafiscale.com ed ai post di Facebook, sono alcuni degli strumenti che utilizzo, come commercialista/imprenditore, per dare risposte concrete ai quesiti che mi vengono posti.

Se non sei ancora iscritto al mio blog www.efficaciafiscale.com, ti invito a farlo, perché avrai così modo di accedere al materiale che metto gratuitamente a disposizione di tutti gli utenti registrati.

Ora sei pronto a scoprire se il rimborso chilometrico è compatibile con il rimborso forfettario?

Bando alle ciance and let’s go…

A quali domande ho voluto rispondere con questo nuovo articolo?

Era da un po’ di tempo che stavo collezionando queste domande da parte degli imprenditori, e non ti nascondo che anche io non vedevo l’ora di ritagliarmi un po’ di tempo per trovare gli elementi di prova per rispondere a queste domande.

Sono tutte domande sane, rivolte a gestire in modo corretto i rimborsi spese delle S.r.l. presenti nella busta paga dell’amministratore, in modo chiaro, nel rispetto della legge, cosa che non sempre è possibile trovare nella legge.

Alcune volte è possibile trovare la risposta direttamente nella legge (che nella maggior parte è il T.u.i.r., ossia il testo unico delle imposte sul reddito), alcune volte la legge è da interpretare, altre volte le soluzioni si possono trovare nelle circolari (o nelle risoluzioni) dell’Agenzia delle Entrate che sono delle forme di espressione del parere dell’Ente.

Le domande a cui ho voluto trovare una soluzione, con prove, sono essenzialmente 3:

  1. Comprendere se il rimborso chilometrico è compatibile con il rimborso forfettario;
  2. Comprendere se il rimborso forfettario erogato all’amministratore deve essere ridotto di 1/3 oppure 2/3 nel momento in cui è la S.r.l. che sostiene direttamente le spese (senza che queste siano richieste direttamente dall’amministratore);
  3. Comprendere perché il rimborso chilometrico è esente imposte.

Qual è il problema quando cerchi soluzioni fiscali su internet?

Il problema che abbiamo in Italia è riconducibile all’incertezza del diritto.

L’incertezza del d0iritto è dipesa dal fatto che, in alcune situazioni, non avremo documenti di Enti in cui ci confermano esplicitamente se un certo comportamento è corretto o meno (se si chiama incertezza del diritto un motivo ci sarà).

Lo si può capire solo leggendo gli articoli fiscali ma, in alcuni casi, ciò che si legge è frutto dell’interpretazione di chi scrive, altra forma di incertezza del diritto, (oltre al fatto che potrebbe esserci una manipolazione da parte dell’Ente o del contribuente dato che ognuno scrive a proprio vantaggio).

Quando c’è incertezza del diritto, alla fine l’unico che può mettere fine al contenzioso è un giudice di un tribunale.

Ma è anche vero che ci sono situazioni in cui la legge è chiara e specifica come in questi casi, che scoprirai qui, di seguito.

Prima di andare verso la soluzione, ti condivido brevemente la definizione di cos’è sono  il rimborso forfettario e chilometrico in modo da renderti, successivamente, di facile comprensione la soluzione.

Cosa è il rimborso spese forfettario?

Il rimborso spese forfettario è costituito da quelle somme date in modo fisso, di 46,48 €, che sono inserite nella busta paga dell’amministratore per il fatto che questo fa una trasferta fuori dalla sede di lavoro ordinaria, sede che, in genere, coincide con la sede della S.r.l. .

Detto in modo semplice, ogniqualvolta l’amministratore della società esce dal Comune dove c’è la sede della S.r.l. per un motivo di lavoro, allora questo ha diritto di ricevere 46,48 € di rimborso spese dalla società senza pagare imposte e senza pagare contributi.

È per questo motivo che i rimborsi spese hanno un enorme vantaggio fiscale.

Segnalo che il rimborso spese forfettario è diminuito di 1/3, se l’amministratore riceve analiticamente le spese di vitto oppure di alloggio (ossia l’hotel ed i ristoranti).

Mentre il rimborso forfettario è diminuito di 2/3, se l’amministratore riceve analiticamente dalla S.r.l. le spese di vitto e alloggio.

Segnalo anche che, con il rimborso forfettario ci può essere una forte speculazione fiscale, perché ricevi più soldi rispetto a quelli che spendi, in quanto il rimborso spese forfettario è erogato anche se l’amministratore non sostiene spese durante la trasferta.

Cosa è il rimborso chilometrico?

Come dice la parola, il rimborso chilometrico rimborsa i chilometri percorsi al di fuori del Comune abituale di lavoro, che in genere corrisponde con la sede della S.r.l. .

Il rimborso chilometrico è variabile, perché varia in funzione dei chilometri percorsi dall’amministratore durante la trasferta aziendale con la propria auto.

I rimborsi per ogni chilometro sono determinati dalle tabelle ACI.

Segnalo che nel rimborso chilometrico c’è meno speculazione fiscale, in quanto il costo della benzina lo va a sostenere direttamente l’amministratore, ma c’è, comunque, la speculazione fiscale da parte dell’imprenditore, in quanto nel calcolo del rimborso chilometrico ACI sono considerati, oltre al costo della benzina, anche l’usura dell’auto, come ad esempio la manutenzione ordinaria e la manutenzione straordinaria.

Per questo motivo, quando l’amministratore della S.r.l. richiede il rimborso chilometrico, riceve più soldi rispetto alla benzina che paga durante la trasferta.

Dunque, c’è meno speculazione fiscale rispetto al rimborso forfettario, ma ugualmente hai un vantaggio perché ricevi più soldi rispetto a quelli che spendi.

Perché può succedere di prendere questi due rimborsi spese insieme?

Durante una trasferta un imprenditore sostiene più tipologie di spese; dunque, è lecito che ci siano più tipologie di rimborsi spese in base a quello che è disposto dalla legge.

Inoltre, è previsto dalla legge che ci siano diverse tipologie di rimborsi nell’ambito di una trasferta.

Siccome ci sono più tipologie di spese, puoi, in alcuni casi, prendere entrambe le tipologie di rimborsi.

Perché è importante cercare di avere tutti questi rimborsi spese insieme?

Il vantaggio fiscale dei rimborsi spese deriva dal fatto che questi sono esenti imposta ed esenti contributi, ossia l’amministratore che li riceve non paga i tributi, mentre la S.r.l. deduce il costo.

Questo per te è un vantaggio fiscale non indifferente.

Sotto un profilo concreto, con i rimborsi spese puoi ricevere più soldi rispetto a quelli che spendi, sempre senza pagarci tributi, cosa che per te significa avere una speculazione fiscale che diventa impostante se è applicato per un intero anno contabile (posto che sia effettuata nel rispetto della legge).

Con il rimborso forfettario hai maggiore speculazione fiscale rispetto al rimborso chilometrico; comunque, in entrambi i casi hai speculazione fiscale, ossia ricevi più soldi rispetto a quelli che spendi.

Il rimborso chilometrico è compatibile con il rimborso forfettario?

Per trovare la soluzione a questa domanda, a mio parere, la legge ci viene in aiuto, in quanto c’è già la risposta in un articolo dei Tuir.

Il Tuir è l’acronimo di Testo unico sulle imposte sul reddito. In sostanza, è la legge di riferimento per determinare le imposte sia delle persone fisiche sia delle società.

Per comprendere se il rimborso chilometrico è compatibile con il rimborso forfettario ho esaminato il Tuir nell’ambito degli articoli che si riferiscono al reddito da lavoro da dipendente, perché l’Agenzia delle Entrate, già dal 1997, ha equiparato il compenso dell’amministratore ad un reddito da lavoro da dipendente.

Quindi, ti consiglio, quando cerchi gli articoli fiscali sul compenso dell’amministratore, di fare riferimento agli articoli sul reddito da dipendente.

In questo caso, per trovare la soluzione a questa domanda, basta verificare l’articolo 51 del Tuir in cui, a mio parere, è già indicata la risposta.

Per mostrarti questo ti riporto l’articolo del Tuir e, successivamente, anche la spiegazione.

 

Art. 51 – TUIR

Determinazione del reddito di lavoro dipendente

1. Il reddito di lavoro dipendente è costituito da tutte le somme e i valori in genere, a qualunque titolo percepiti nel periodo d’imposta, anche sotto forma di erogazioni liberali, in relazione al rapporto di lavoro. Si considerano percepiti nel periodo d’imposta anche le somme e i valori in genere, corrisposti dai datori di lavoro entro il giorno 12 del mese di gennaio del periodo d’imposta successivo a quello cui si riferiscono.

[…]

5. Le indennità percepite per le trasferte o le missioni fuori del territorio comunale concorrono a formare il reddito per la parte eccedente lire 90.000 al giorno, elevate a lire 150.000 per le trasferte all’estero, al netto delle spese di viaggio e di trasporto; in caso di rimborso delle spese di alloggio, ovvero di quelle di vitto, o di alloggio o vitto fornito gratuitamente il limite è ridotto di un terzo. Il limite è ridotto di due terzi in caso di rimborso sia delle spese di alloggio che di quelle di vitto. In caso di rimborso analitico delle spese per trasferte o missioni fuori del territorio comunale non concorrono a formare il reddito i rimborsi di spese documentate relative al vitto, all’alloggio, al viaggio e al trasporto, nonché i rimborsi di altre spese, anche non documentabili, eventualmente sostenute dal dipendente, sempre in occasione di dette trasferte o missioni, fino all’importo massimo giornaliero di lire 30.000, elevate a lire 50.000 per le trasferte all’estero. Le indennità o i rimborsi di spese per le trasferte nell’ambito del territorio comunale, tranne i rimborsi di spese di trasporto comprovate da documenti provenienti dal vettore, concorrono a formare il reddito.

In sintesi, la risposta è già in questo articolo del Tuir, in quanto “Le indennità percepite per le trasferte o le missioni fuori del territorio comunale concorrono a formare il reddito per la parte eccedente […], al netto delle spese di viaggio e di trasporto.”

Il fatto che c’è la parola “al netto” mi fa intendere che le spese di trasporto, e di viaggio, non devono entrare nel limite del calcolo del forfettario.

Quindi, ne deduco che il rimborso chilometrico è deducibile in più rispetto al rimborso forfettario.

A questo punto aggiungerei anche che le spese relative a trasporto, come ad esempio l’autostrada, sono in aggiunta al rimborso forfettario; dunque, anche le spese dell’autostrada sono compatibili con il rimborso forfettario.

 

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Se le spese di vitto e alloggio sono pagate direttamente dalla S.r.l., il rimborso forfettario si riduce di 1/3 o 2/3?

Un’altra domanda carina, che mi hanno posto in questi anni, è relativa al fatto della riduzione del rimborso forfettario nel caso in cui le spese di vitto e alloggio siano pagate direttamente dalla S.r.l. e non anticipate dall’amministratore e, poi, chieste a rimborso alla società.

Mi spiego meglio e, dopo, ti condivido la soluzione.

Il rimborso forfettario pieno è di 46,48 €  ma, se durante la stessa trasferta, l’amministratore si fa rimborsare analiticamente le spese di vitto e/o alloggio, allora il rimborso forfettario è diminuito di 1/3 oppure di 2/3 se si fa rimborsare entrambe le tipologie di spese.

Pertanto, il rimborso forfettario dell’imprenditore è diminuito nel caso in cui chiede il rimborso analitico delle spese di vitto o alloggio.

A questo punto a qualcuno potrebbe venire in mente di fare le trasferte aziendali come amministratore e farsi pagare le spese di vitto e alloggio direttamente dalla S.r.l., chiedendo fattura, perché in questo modo l’amministratore non dovrebbe chiedere il rimborso analitico alla S.r.l. relativo a quelle spese.

Così facendo qualcuno potrebbe credere che, siccome le spese di vitto e alloggio delle trasferte sono pagate dalla S.r.l., chiedendo la fattura, l’amministratore avrebbe diritto a richiedere il rimborso forfettario pieno in quanto  non deve chiedere il rimborso analitico delle spese di vitto e alloggio.

Anche in questo punto la legge è chiara e la soluzione si può trovare direttamente nel Tuir.

Ti dico questo perché, sempre nell’articolo specifico del Tuir, è riportata questa dicitura: “in caso di rimborso delle spese di alloggio, ovvero di quelle di vitto, o di alloggio, o vitto fornito gratuitamente, il limite è ridotto di un terzo”.

Questo pezzo conferma in pieno il fatto che, anche nel caso in cui le spese di vitto e alloggio siano offerte gratuitamente all’imprenditore, ossia siano pagate dalla S.r.l. ricevendo una fattura,  il rimborso forfettario è, comunque, da ridurre di 1/3 o di 2/3.

Chi dice che il rimborso chilometrico è esente imposte?

Un’altra cosa che spesso non è facile trovare su internet è il fatto del perché il rimborso chilometrico è esente imposte, ossia non paghi i tributi.

Ti dico questo perché, se sei uno che è abituato a studiare la norma fiscale, nel Tuir, ossia il testo unico delle imposte sul reddito, non troverai esplicitamente che il rimborso chilometrico è da calcolare con le tabelle ACI e che, questi importi ricevuti dall’imprenditore, sono esenti imposte ed esenti contributi.

Infatti, in questo caso ci viene in aiuto la circolare n.326/E del 1997 del Ministero delle Finanze che afferma questa cosa, ossia che il rimborso chilometrico non è da tassare in capo al dipendente (amministratore).

Elemento che, poi, è nuovamente ribadito anche dalle risoluzioni n. 54/E del 1999, n. 191/E del 2000, n. 232/E del 2002, n. 53/E del 2009, n.92/E del 2015.

Per mostrarti che il rimborso chilometrico non è imponibile ai fini fiscali, ti riporto prima un pezzo importante della risoluzione n.92/E del 2015 e, successivamente, le mie considerazioni.

Non ho voluto riportarti un pezzo della circolare n.326/E del 1997 del Ministero delle Finanza, ma la risoluzione n.92/E del 2015, in quanto questo ultimo documento è più aggiornato e ti dimostra che, attualmente, gli ultimi interventi dell’Agenzia delle Entrate conservano lo stesso filone di pensiero da quanto espresso nel “lontano” 1997.

Risoluzione dell’Agenzia delle Entrate del 30.10.2015 n. 92

[…]

Per quanto concerne il regime fiscale da applicare ai rimborsi spese corrisposti sotto forma di indennità chilometrica, si conferma quanto più volte affermato al riguardo dalla scrivente (cfr. circolare n. 326/E del 1997 e risoluzioni n. 54/E del 1999, n. 191/E del 2000, n. 232/E del 2002 e n. 53/E del 2009).

Con i documenti di prassi citati, l’Amministrazione finanziaria ha chiarito che i rimborsi chilometrici erogati per l’espletamento della prestazione lavorativa in un comune diverso da quello in cui è situata la sede di lavoro, sono esenti da imposizione, sempreché, in sede di liquidazione, l’ammontare dell’indennità sia calcolato in base alle tabelle ACI, avuto riguardo alla percorrenza, al tipo di automezzo usato dal dipendente e al costo chilometrico ricostruito secondo il tipo di autovettura.

[…]

Premetto che la risoluzione verteva nel chiarire un altro aspetto del rimborso chilometrico (non oggetto di questa circolare), ma in questo pezzo, in sostanza, l’Agenzia delle Entrate ha nuovamente ripetuto che il rimborso chilometrico erogato all’imprenditore, e calcolato secondo le tabelle ACI, è esente imposte, come già mostrato nei precedenti documenti.

Conclusioni

Grazie alle informazioni contenute in questo articolo ora, oltre ad aver fatto un ripasso su cosa sono i rimborsi forfettari e chilometrici, sarai più tranquillo quando utilizzerai questi strumenti di Efficacia Fiscale, perché sei venuto a conoscenza delle leggi che li regolamentano.

 

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