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Le 2 cose che devi rispettare tutte le volte che hai capitali all’estero per evitare problemi con il fisco

Ti do il benvenuto in questa nuova circolare settimanale di Efficacia Fiscale.

Oggi affronteremo un concetto veramente importante: come essere completamente in regola con il fisco tutte le volte che hai capitali all’estero.

In questo caso devi, infatti, porre in essere una serie di comportamenti per evitare violazioni sanzionabili, e dare luogo a possibili controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate per capitali non dichiarati.

Di seguito ti indicherò la procedura da mettere in atto, e le cose a cui stare attento, ogniqualvolta hai capitali all’estero in modo da risultare in regola con il fisco italiano.

E non pensare che sia una informazione banale da sottovalutare. Ogni tanto mi capitano clienti che mi chiedono…

“Ok, Simone, nel caso in cui avessi del capitale all’estero come mi devo comportare?

Cosa devo fare?

Devo dichiararlo?

Ci devo pagare le imposte?”

La questione può apparire complessa, in realtà è più semplice di quello che sembra.

Prima di tutto definiamo cosa si intende per capitali all’estero…

 

Quali tipologie di beni rientrano nei “capitali all’estero”?

I capitali all’estero sono tutte quelle tipologie di beni che rientrano in almeno una di queste categorie:

  1. Capitali liquidi: se tu hai un conto corrente detenuto all’estero, rispetto all’Italia, questo è considerato un capitale all’estero;
  • Titoli e partecipazioni all’estero: se tu hai un conto titoli all’estero, oppure hai le quote di una società all’estero, è qualcosa che poi dovrà essere dichiarato allo stato italiano;
  • Immobili di proprietà all’estero: tutte le volte che hai un immobile in un paese che non sia quello Italiano, questo deve essere comunicato allo stato Italiano.

Se sei nella situazione e rientri in almeno in uno di questi 3 casi, allora devi ricordati che per evitare eventuali sanzioni da parte dell’Agenzia delle Entrate, ed essere sicuro di avere tutto quanto in regola, devi verificare di aver rispettato i seguenti elementi…

 

Cosa devi fare per essere in regola con il fisco quanto hai capitali all’estero

Ogniqualvolta possiedi un capitale all’estero e vuoi essere certo di avere un rapporto sano con il fisco, devi verificare di aver rispettato questi 2 elementi:

  1. Dichiarare il capitale detenuto all’estero tramite il “quadro RW” o il “quadro Ivafe/Ivie”;
  2. Sommare l’eventuale reddito che hai prodotto all’estero a tutti i tuoi redditi prodotti in Italia.

Di seguito entriamo nel dettaglio.

 

Come dichiarare i beni detenuti all’estero

Quando hai un capitale all’estero devi comunicare al fisco italiano dove sono questi beni e la loro quantità.

Puoi dichiarare i beni che hai all’estero utilizzando questi 3 quadri:

  • Quadro RW;
  • Quadro Ivie;
  • Quadro Ivafe.

Ognuno ha una specifica funzione.

Il quadro RW ha un doppio scopo: il c.d. “monitoraggio fiscale”, ossia come strumento per elencare i beni detenuti all’estero, e la determinazione dell’imposta Ivafe o Ivie.

Ogniqualvolta il capitale liquido detenuto all’estero supera, almeno una volta durante l’anno, l’ammontare di euro 15.000, allora sei obbligato a dichiarare tutti i capitali liquidi che detieni all’estero utilizzando il quadro RW.

Esempio: al 31/12/xx ho un conto in Francia con un saldo di euro 10.000, ma durante l’anno ha toccato anche la capienza di euro 15.000. Quindi devo dichiarare tutti i capitali depositati nei conto correnti che sono fuori dall’Italia.

La mancata dichiarazione del capitale detenuto all’estero di ammontare pari o superiore ad euro 15.000 comporta sanzioni molto elevate. Sanzioni che si inaspriscono nel caso in cui il capitale è detenuto in un Paese considerato “a fiscalità privilegiata”;

L’Ivafe è un imposta dovuta se la giacenza media dei conti correnti o depositi detenuti all’estero supera l’importo di € 5.000 annui.

Esempio: al 31/12/xx ho un conto corrente in Germania con un saldo di euro 10.000, ma durante l’anno il conto NON ha avuto una giacenza media di euro 5.000. In questo caso NON devo compilare il quadro Ivafe e NON devo pagare l’imposta Ivafe.

In pratica è l’imposta di bollo che si versa nel momento in cui si detiene un conto corrente o un deposito titoli all’estero.

Lo Stato italiano vuole evitare disparità di trattamento tra chi detiene capitali all’estero e chi detiene capitali in Italia.

Qualora tu abbia un capitale liquido in un conto corrente estero, pagherai un importo di imposta di bollo identico a quello che pagheresti nel caso in cui avessi la medesima cifra depositata in Italia.

Nel caso si detenga un immobile all’estero, occorre versare un imposta simile all’Imu italiana, denominata Ivie che è, appunto, l’imposta sugli investimenti immobiliari all’estero.

Esempio: se durante l’anno hai detenuto un immobile negli Stati Uniti, devi dichiararlo nel quadro Ivie per pagarci la relativa imposta Ivie.

Il calcolo dell’Ivie è praticamente simile a quello dell’Imu per gli immobili italiani. Più è alta la rendita catastale o il valore dell’immobile all’estero e maggiore sarà l’imposta Ivie da versare

Grazie al quadro RW, Ivie ed Ivafe, tu hai la possibilità di dichiarare il valore di beni detenuti all’estero.

Ma per essere sicuro di essere completamente in regola con il fisco italiano, devi ancora verificare una cosa importate, ossia di aver dichiarato in Italia tutto il reddito che hai prodotto nel mondo.

 

Dichiarare in Italia il reddito prodotto all’estero

La seconda cosa che devi verificare per essere sicuro di avere un ottimo rapporto con il fisco, tutte le volte che hai dei capitali all’estero, è di verificare di aver dichiarato il reddito generato all’estero anche in Italia, o comunque di aver pagato regolarmente in Italia le imposte collegate al bene detenuto all’estero.

Questo è dovuto al fatto che noi residenti in Italia siamo obbligati a dichiarare in Italia tutti i redditi prodotti in tutto il mondo, e quindi pagare le imposte in Italia anche sui redditi prodotti all’estero.

Ovviamente per le eventuali imposte pagate all’estero, abbiamo un credito d’imposta che possiamo utilizzare in Italia per diminuire le tassa da pagare.

Per meglio renderti concreta questa cosa ti faccio degli esempi:

  • Se tu avessi un immobile all’estero, devi verificare di aver pagato l’Ivie, e non solo di aver dichiarato l’immobile nel quadro RW;
  • Se tu avessi delle quote di una società all’estero, devi essere certo di aver dichiarato l’eventuale reddito prodotto dalla società anche in Italia, e non solo dichiarato nel quadro RW;
  • Se tu avessi delle azioni o titoli all’estero, devi verificare di dichiarare in Italia anche le eventuali plusvalenze che hai generato sulla vendita di quei titoli e non solo di aver compilato il quadro RW;
  • Se tu avessi dei soldi liquidi in un conto corrente all’estero, e questo generasse degli interessi attivi, questi dovresti dichiararli anche in Italia e non solo di aver compilato il quadro RW.

E’ banale e scontato dirti che se non rispetti questi 2 principi sei nel torto. Cosa che ti renderà costretto a dormire male durante la notte per paura di ricevere un accertamento, perché rischierai di pagare sanzioni molto salate.

 

Conclusioni                            

Grazie alle informazioni contenute in questa circolare, ora sai tutto quello che devi mettere in atto per fare in modo di essere in regola al 100% tutte le volte che hai dei capitali all’estero.

 

 

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