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Quale forma giuridica puoi utilizzare tutte le volte che apri un business da zero?

https://youtu.be/h9u_NVHCzKU

Ciao, ti do il benvenuto nel nuovo articolo del blog di Efficacia Fiscale.

Oggi parliamo dei 5 modi con cui tu puoi andare a  svolgere un nuovo business.

Sono, in un certo senso, 5 forme giuridiche di cui elencherò sia i vantaggi che gli svantaggi in modo che tu possa avere una panoramica di quello che puoi fare o devi fare per esercitare la tua attività economica regolarmente, senza problemi.

Conoscere queste informazioni ti permette di evitare danni durante lo svolgimento del tuo business, come ad esempio perdere il proprio patrimonio personale perché una persona ti vuole denunciare ingiustamente, oppure pagare più imposte/contributi del dovuto.

Tutte cose che potresti evitare pensando in anticipo a quali di questi 5 strumenti si adatta al meglio al tuo caso specifico.

E, bada bene a leggere questa circolare prima di intraprendere il tuo nuovo business, in quanto ,solo adottando la corretta forma giuridica, potrai evitare guai e conseguenze.

Protesti anche correggere il tiro successivamente, ma questo solo a condizione di pagare soldi.

Quindi, partiamo subito.

Prima di tutto partiamo dalla forma, diciamo, più semplice, elementare, per poi arrivare a quella un po’ più complessa che è quella sicuramente più completa.

La prima forma giuridica con cui puoi, in un certo senso, svolgere un business, è quella del lavoro autonomo.

Quindi cos’è il lavoro autonomo?

Il lavoro autonomo occasionale è una forma di lavoro in cui ricevi un compenso da una persona per una prestazione che, però,  tu non fai in una maniera organizzata, non la fai in maniera professionale.

Quindi è una cosa che fai veramente in maniera occasionale.

Il primo step è quello del lavoro occasionale che è vero che lo puoi utilizzare con i limiti, famosi, dei 5000 euro e dei 30 giorni all’anno, però ricordati che non devi comunque esercitare un’attività organizzata.

Ti posso fare questo piccolo esempio.

Se io sono un commercialista e un amico mi chiede di imbiancare casa sua in cambio di 500 euro, io imbianco casa e lui in cambio mi dà 500 euro.

E’ vero che devo dichiarare i 500 euro ed è puramente lavoro occasionale.

Ma, se io, commercialista, volessi cominciare a fare un’attività magari di commercio on line su Amazon, quella non sarebbe più un’attività occasionale nonostante il mio fatturato fosse inferiore a 5.000 euro.

Questo perché eserciterei quella specifica attività di commercio in maniera organizzata e professionale, in quanto svolgerei le seguenti mansioni: per esempio cerco prodotti su internet, incomincio a fare i test, incomincio ad acquistare ecc…, in questo caso lo Stato mi obbliga, ad aprire una partita IVA specifica per quella tipologia di business.

Quindi: anche il lavoro occasionale è vero che lo puoi utilizzare in alcuni casi, però stai attento perché deve essere veramente occasionale.

E, quindi, lo puoi utilizzare, ma devi stare molto attento.

Il passo successivo è la forma un po’ più evoluta del lavoro occasionale, qual è?

E’ il famoso forfettario.

Sembra per molti che sia un rimedio a tutti i problemi del mondo e, per una tipologia di cliente lo è, però, effettivamente, a volte fa più danni che bene.

Quali vantaggi e svantaggi ha il regime fiscale del forfettario?

Il forfettario, come tu saprai benissimo, ha il vantaggio che non ha l’IVA, quindi tutto quello che tu incassi lo incassi come ricavo.

Ha lo svantaggio che, però, non ha l’IVA negli acquisti e non puoi avere costi in contabilità.

Questo significa che se paghi una fattura tu non puoi scaricarti né l’iva né il costo.

Quindi prima di aprire un’attività come forfettario stai attento di vedere il coefficiente di costo che ha la tua specifica attività economica, e soprattutto, che questo sia più o meno in linea con i costi che tu andrai a sostenere.

Perché il forfettario calcola il suo reddito finale come totale di tutti quanti i ricavi (senza considerare i costi) al quale applicare una percentuale di redditività che va, praticamente, ad individuare il reddito che dovrai dichiarare allo Stato.

L’ultima cosa fondamentale, che poche volte è specificata su internet, è che questo regime ha un piccolo svantaggio tutte le volte che si lavora on line.

Perché? Perché quando tu hai delle fatture di acquisto nell’ambito della comunità europea o extracee, dove non c’è l’iva, su quelle fatture tu devi versare l’iva con autofattura.

Hai capito bene, devi fisicamente versare l’Iva.

Ossia devi pagare di tasca tua l’iva che non è presente sulla fattura europea o extracee.

Perciò, se hai una fattura di acquisto e sei in un regime d’Iva normale, non hai nessun problema e non paghi l’Iva.

Il forfettario, invece, quando acquista merce dalla comunità europea o servizi extracee in cui non c’è l’Iva, lì l’Iva la devi versare.

Quindi questa cosa, per carità, non è che ti manda a monte il tuo business, però è una cosa da considerare prima di iniziare il tuo business in quanto devi versare l’Iva.

Il forfettario non è che sia una cosa malvagia, e’ semplicemente la migliore soluzione per tutti i professionisti che lavorano in Italia, perché magari non hanno altri costi e perché, appunto, non lavorano in ambito comunitario.

Se, invece, tu lavori effettivamente in ambito comunitario, ossia acquisti e vendi merce all’interno della comunità europea, questa cosa magari ti conviene, però un po’ meno perché ci devi versare l’Iva.

Ovviamente per calcolare nella specifico cosa ti conviene, devi metterti giù a fare i calcoli (se vuoi una call conoscitiva gratuita mi puoi contattare inviandomi una email a info@efficaciafiscale.com).

Posto che abbiamo visto il lavorato autonomo e il forfettario il passo successivo è quello della ditta individuale perché, a questo punto, mi potresti chiedere… “Cacchio Simone, mi trovo in un business in cui ho un problema di Iva, a questo punto io mi apro una ditta individuale normale in cui ho l’Iva ordinaria e quindi non ho più il problema dell’Iva sulle autofatture”.

Quali problemi ha la tua ditta individuale?

Questo è vero, ma è anche vero che la ditta individuale non ha:

  1. la protezione patrimoniale,
  2. non ha eventuali strumenti di pianificazione fiscale che possono avere le società, come i famosi rimborsi forfettari e rimborsi chilometrici
  3. e soprattutto non possono esserci soci insieme a te.

Quindi, questa è un‘altra piccola differenza o problema che potresti avere con la ditta individuale.

Per ovviare, a questa cosa andiamo allo scalino successivo, ossia quello di costituire una società di persone, (SNC o SAS, è indifferente).

Qua hai la possibilità di svolgere un business insieme ad altre persone, e di utilizzare il rimborso forfettario o il rimborso chilometrico, che sono ottimi  strumenti di pianificazione fiscale che tu puoi utilizzare per la tua società.

Questi strumenti se utilizzati bene in maniera sana, intelligente e sono veri, ti permettono di avere dei compensi cioè dei rimborsi/compensi esente imposte  ed esente contributi.

Quindi già il fatto di avere una SNC in determinati casi potrebbe essere buono.

Ecco cosa rischi con la società di persone…

Qual è, però, lo svantaggio che ha la S.n.c. o la S.a.s?

Che comunque, di base, in caso di richiesta di danni da parte di terzi alla fine rispondi sempre tu come persona.

E, questo, è un problema perché finché sei tu e sei in un piccolo business, molto probabilmente le cose le farai direttamente te e quindi ne hai il controllo con la possibilità di evitare conseguenze negative.

Ma ,se cominci a fatturare tanto e cominci ad avere tante altre persone a cui deleghi il lavoro, i loro eventuali errori in ambito aziendale poi ricadono su di te.

Quindi un pochettino, per carità, stacci attento a questa cosa.

Perciò, finché sei piccolo può andare bene anche una società di persone

Ma, nel caso in cui il tuo business si ingrandisse, questa tipologia di società non sarebbe più conveniente.

Perché rischi di avere delle persone che ti chiedono i danni per errori che non hai commesso tu.

Senza poi considerare che rischi di pagare anche con i soldi tuoi personali depositati nel tuo conto corrente.

Altre due caratteristiche negative delle S.n.c., sono: l’obbligo di avere due soci e quindi non può essere uninominale e che non ci possono essere soci di capitale.

Cioè, in una S.n.c. – ti faccio un piccolo esempio – io e te dobbiamo essere soci e quindi in automatico siamo lavoratori.

Questo significa che tutti e due dobbiamo pagare l’Inps commercianti anche se non lavoriamo all’interno dell’azienda (o se svolgiamo solo l’attività dell’amministratore).

Quindi è più problematico e più difficile avere prove del  fatto che tu non ci lavori e quindi questa cosa è per te un problema perché aumenta il carico contributivo.

Quindi paghi più contributi rispetto a quello che potresti risparmiare.

Il che non è un male, per carità, però se effettivamente tu volessi svolgere l’attività completamente come socio amministratore, avresti più problemi a richiedere la cancellazione dall’INPS.

I vantaggi sleali della S.r.l. …

L’ultima forma giuridica che è ovviamente la migliore è la famosa, è la classica, è la mitica S.r.l..

E’ ovvio che magari poi l’unico problema potrebbe essere quello che a te personalmente costa un po’ di più.

Però è anche vero che il lavoro in più che comporta una Srl lo fa il commercialista quindi, siamo onesti anche con noi stessi, l’unico vero problema, se ci fosse, è che potrebbe costare un po’ di più rispetto alle altre forme giuridiche.

Comunque sia ha, sicuramente, il vantaggio di avere tutti gli strumenti di pianificazione fiscale, di rimborso chilometrico e forfettario come la S.n.c. o la S.a.s.

Inoltre, puoi avere anche i soci che sono solo amministratori, nel senso che tu deleghi la tua attività operativa a terzi, a dipendenti, con il vantaggio di evitare il pagamento trimestrale dell’Inps commercianti.

Nel caso in cui solo uno dei due soci sia lavoratore e l’altro sia solo l’amministratore, questo ti  consentirebbe di risparmiare l’inps per una persona.

L’ultimo, motivo per cui devi scegliere la S.r.l. è la possibilità di ampliare  il tuo business, perché ti garantisce una protezione patrimoniale perfetta.

E questo cosa significa?

Significa che quando poi tu avrai un’azienda sempre più grande, con più dipendenti e più cose che, non fai tu personalmente, ma fanno i tuoi collaboratori o che fa anche il software in maniera automatica, se ci fossero dei problemi, delle beghe impreviste, i terzi potrebbero fare causa alla tua S.r.l. invece che richiedere il risarcimento dei danni a te.

E’ importante questa cosa perché significa che i terzi non vanno a prelevarti i soldi sul tuo conto corrente personale o cointestato a quello della moglie.

Ma potrebbero richiedere i soldi solo direttamente alla S.r.l. lasciando inviolabile il tuo conto corrente e inattaccabile il tuo patrimonio personale.

Ovviamente non deve essere utilizzato come strumento per ledere gli altri, assolutamente, anche perché, comunque a livello penale non è che ti copre.

L’azione penale ricade sempre sull’amministratore.

Però ti permette di dormire sonni tranquilli, soprattutto se hai un business in cui stai crescendo, in cui stai proprio ampliando l’attività, in cui ci possono essere conseguenze molto importanti, perché ha la protezione patrimoniale completa.

Per i danni patrimoniali ne risponde solo la S.r.l. ed i terzi non possono pignorarti il tuo personale conto corrente. Cosa che non hanno le altre forme giuridiche.

Conclusione

Questa è una breve panoramica di tutte e 5 le forme giuridiche che puoi utilizzare ogniqualvolta parti da zero.

Se vuoi semplicemente aprire una S.r.l., o vuoi avere una idea di qual è la tua forma giuridica migliore per il tuo nuovo business o per il business che hai attualmente, sia come garanzia patrimoniale che come risparmio fiscale non preoccuparti.

Ti puoi mettere in contatto con me.

 

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