Soluzioni fiscali per l'imprenditore

Quale tasso di interesse applicare al finanziamento soci per tagliare il carico fiscale?

Ti do il benvenuto in questo nuovo articolo del blog di Efficacia Fiscale per affrontare un argomento che, sicuramente, desterà il tuo interesse perché riguarda come tagliare il carico fiscale tramite uno strumento a cui, prima o poi, ricorrono tutti gli imprenditori che gestiscono il proprio business tramite una S.r.l.: il finanziamento soci.

Argomento già trattato più volte? Certo, ma questa volta non parlerò del finanziamento soci “classico”, quello infruttifero, bensì quello fruttifero di interessi, analizzando quale tasso di interesse convenga applicare.

Prima di addentrarmi nell’argomento, pongo la domanda di rito: ti sei già iscritto al sito www.efficaciafiscale.com?

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Ora, sei pronto a scoprire quale tasso di interesse applicare al finanziamento soci per tagliare il carico fiscale?

Bando alle ciance & let’s go…

 

Il caso del mio cliente

Caro imprenditore, ti do il benvenuto in questo nuovo articolo del blog di Efficacia Fiscale, il blog con le soluzioni fiscali specifiche per tutti gli imprenditori che hanno una S.r.l. o che ne vogliono aprire una nuova.

Oggi, insieme a te, voglio condividere la risposta che ho dato ad un mio cliente che ha aperto da poco una nuova S.r.l. .

Questo mio cliente, che lavora nel mondo immobiliare, ha bisogno di un finanziamento soci per la sua società, per una futura operazione relativa a un immobile.

Gli ho fatto presente che (e già glielo avevo accennato in precedenza), con un finanziamento soci, lui prende e richiede alla sua società un tot di interesse all’anno.

In questo modo, ogni anno, può prendere degli interessi dalla società pagando il 26% di imposta sostitutiva sul capital gain, che è la stessa imposta che hanno gli utili della S.r.l. nel momento in cui sono distribuiti dalla società ai soci.

Però, siccome lui mette degli interessi passivi all’interno della sua società (per lui che li riceve sono attivi, per la sua S.r.l. sono interessi passivi), ecco che la sua società va a dedurre l’Ires del 24% sugli interessi passivi che paga.

Ti faccio un breve esempio numerico

Ipotesi 1:

Ipotizza di avere una S.r.l. che, alla fine del 2023, abbia un utile di € 10.000. Su questi utili dovresti pagare il 24% di Ires e 4% di Irap, ossia € 2.800 di imposte. Poi, sulla differenza di € 7.200, puoi distribuire gli utili al socio, pagando il 26% di imposte, € 1.872.

Dunque, i soldi che andrebbero al socio finanziatore sarebbero: € 10.000 – € 2.800 – € 1.872 = € 5.328

Bene.

 

Ipotesi 2:

Adesso ipotizza di avere la stessa azienda, con un utile di € 10.000 e di aver prestato € 100.000 alla tua S.r.l. per acquistare un immobile, sempre durante quel medesimo anno, ad un tasso del 10% annuo.

Se il finanziamento durasse un anno preciso, la S.r.l. dovrebbe pagare degli interessi passivi di € 10.000 al socio. Questa cosa porterebbe gli utili della società a zero, annullando il pagamento dell’Ires del 24% di € 2.400. Ci sarebbe solo da pagare l’Irap del 4%, di € 400, perché gli interessi passivi sono indeducibili ai fini Irap.

Il socio, invece, avrebbe € 10.000 come interesse attivo sul quale pagherebbe il 26% di imposte, di € 2.600.

Dunque, i soldi che andrebbero al socio finanziatore sarebbero: € 10.000 – € 2.600 – € 400 (ipotizzo che l’Irap sia pagata dal socio) = € 7.000

 

Nel primo caso il socio riceverebbe dalla S.r.l. € 5.328, ma se avesse utilizzato il finanziamento socio fruttifero, avrebbe ottenuto più soldi, € 7.000.

Cosa che gli permetterebbe di avere più denaro nelle sue tasche, semplicemente applicando un principio di efficacia fiscale in più.

NOTA: non sto dicendo di sforzare la mano e mettere nella S.r.l. dei finanziamenti soci che non sono utili alla società.

Ma, se stai finanziando la tua S.r.l., EVITA di inserire il denaro come finanziamento infruttifero e inizia a inserirlo come finanziamento FRUTTIFERO.

Pertanto, in base a questo meccanismo, per lui potrebbe essere utile non fare un finanziamento infruttifero, ossia senza interessi a carico della S.r.l., ma fare un finanziamento fruttifero alla società, poiché, in questo modo, il socio potrebbe richiedere un tot di interessi alla S.r.l., sul quale pagherebbe sempre il 26%, tanto quanto la distribuzione degli utili, ma la società, avendo un interesse passivo, risparmierebbe in termini di Ires.

Questo meccanismo risulta essere utile se ci sono finanziamenti importanti da parte di soci e, soprattutto, se questi finanziamenti sono duraturi nel tempo.

Siccome questo mio cliente lavora nel mondo immobiliare, importi come 50.000 o 100.000 euro, sono per lui molto “modesti” e questa operazione per lui ha una forte rilevanza fiscale.

Il dubbio del mio cliente

La domanda del mio cliente che, stavolta, voglio condividere con te è questa: “posto che ho capito che con un finanziamento socio posso risparmiare il carico tributario grazie alla richiesta degli interessi alla mia società, qual è il tasso di interesse che devo applicare?”

Questa è una bella domanda, perché un tasso standard stabilito dalla legge non c’è.

Ma voglio darti, comunque, due parametri di riferimento che sono, secondo me, molto significativi.

Premettendo che, non c’è un parametro previsto dalla legge come interesse attivo per te e passivo per la tua S.r.l. (poiché potresti chiedere qualsiasi tipologia di tasso, anche il 100%), voglio, però, che tu porga attenzione ai due parametri che ti illustrerò qui, di seguito.

I parametri da prendere in considerazione per comprendere il tasso giusto per il finanziamento del socio della S.r.l.

Se io dovessi indicare, al mio cliente, un parametro minimo e un parametro massimo entro cui applicare un tasso di interesse da richiedere alla propria S.r.l., io direi che, per quanto riguarda il primo, il tasso minimo è lo stesso tasso che la società avrebbe richiesto alla banca.

Questo perché, se la sua S.r.l. non potesse essere finanziata dal socio stesso, dovrebbe chiedere i soldi alla banca e pertanto, in questo caso, io direi di considerare come tasso minimo il tasso di un mutuo, perché hanno un tasso di interesse minore rispetto, magari, al fido bancario (precisamente il TAEG, il tasso di interesse considerando anche i costi, quali le commissioni e i costi indiretti).

Come importo massimo, invece, secondo me l’unica cosa a cui devi prestare attenzione è il discorso legato all’usura, ossia dei tassi che sono considerati usurai.

Cosa vuole dire ciò?

Vi è una norma, in ambito penale, che prevede che, in caso di richiesta di un tasso di interesse che per la legge è considerato troppo eccessivo, tu ricadi in un reato penale.

Questa norma, già dalle sue origini, prevedeva che, in qualsiasi transazione finanziaria non si potesse applicare un tasso troppo alto, per evitare di ritrovarsi colpevoli di organizzazioni malavitose.

In sostanza, per contrastare questi comportamenti molto gravi, qualsiasi soggetto che, in generale, prestava soldi, facendosi restituire una quantità tale per cui il tasso di interesse risultava essere troppo elevato, ecco che risultava essere usuraio e, perciò, per lui scattava il reato penale.

Questa norma non ha nulla a che vedere con l’ambito fiscale, ma viene utilizzata per contrastare questi fenomeni usurai.

Di conseguenza, se devi individuare un tasso massimo, io direi che, come socio, puoi benissimo prestare i soldi alla tua S.r.l., però, non puoi andare oltre al tasso che, per la Banca d’Italia, è considerato usura; altrimenti, la S.r.l., potrebbe segnalare ciò al tribunale e fare presente al giudice che il tasso che tu applichi è usuraio e avviare a tuo carico un processo penale, facendo scattare, sempre a tuo carico, dei problemi, come anche sostenere spese in termini di tempo e di denaro.

Non viene automaticamente avviato un processo penale, ma la S.r.l. dovrebbe segnalare questa cosa al tribunale.

Il tribunale, a sua volta, dovrebbe avviare un processo penale nei tuoi confronti, cosa che se non sarà la S.r.l. a farlo, non accadrà mai.

Ovviamente, sarà difficile che la S.r.l. possa denunciare il proprio socio finanziatore per avergli applicato un tasso usura.

Ma è anche vero, però, che, in caso di controlli fiscali, se il Fisco nota questa cosa, può avviare nei tuoi confronti un procedimento penale, perché tu hai chiesto alla S.r.l. un tasso che è considerato usura.

Di conseguenza, per stare tranquillo, ho consigliato al mio cliente di adoperare un tasso che non superi una determinata soglia, al di sopra della quale viene considerato usura.

La Banca d’Italia ci aiuta, a capire come individuare questo tasso, attraverso un report che pubblica ogni tre mesi, in cui calcola il tasso medio di tutto il sistema bancario.

Su questo tasso viene applicato una maggiorazione, pari al 50% in più rispetto al tasso medio, e da questo, poi, si calcola il tasso usura per ogni tipologia di strumento finanziario: ad esempio fido o mutuo.

In precedenza, ho verificato quali erano i tassi più alti ed ho notato che, il tasso soglia di usura più alto era quello relativo al fido bancario; già il fido bancario ha un tasso che è più alto rispetto al mutuo (qualche mese fa il tasso soglia di un fido si aggirava intorno al 14%).

Ciò vuol dire che, se tu presti dei soldi alla S.r.l. non a titolo di mutuo ma a titolo di fido (inteso come importo flessibile che puoi ripagare in qualsiasi momento), se tu applichi un tasso superiore al 14%, tu cadi in un reato di usura e, se qualcuno te lo contesta, tu devi passare attraverso un procedimento penale; se, invece, tu applichi un tasso inferiore al 14%, sempre nell’ambito di un fido, tu non fai usura.

Per esempio, per quanto riguarda il tasso soglia del primo trimestre 2023 (ossia il tasso usura), per quanto riguarda un fido bancario, questo è pari al 15,15% annuo.

Questo significa che se alla tua S.r.l. concedi un finanziamento a titolo di fido, che può essere rimborsato in qualsiasi momento, senza la corresponsione di una rata mensile, allora se chiedi alla tua società un tasso annuo del 14% non rischi un procedimento pensale per aver applicato alla tua S.r.l. un tasso usura.

 

Ulteriori due elementi da tenere in considerazione

Ci sono due elementi su cui vorrei fermare ancora un attimo la tua attenzione.

Il primo è un consiglio:

  • Conviene dare questi soldi a titolo di “finanziamento socio” alla tua società, come fido, e specificarlo nell’atto di finanziamento socio; questo perché, ovviamente, il tasso soglia di usura è più alto rispetto agli altri strumenti, tra cui il mutuo. Dunque, eviti la paura del tasso usura.

Inoltre, bisogna dire che, se ogni anno, percepisci il 10% come tasso di interesse dalla tua S.r.l, questo è già un buon importo per te (basta vedere l’esempio numerico che ti ho inserito in precedenza).

Grazie agli interessi passivi, la tua società scarica questi costi ai fini Ires, riducendo il carico fiscale della S.r.l. .

Cosa che non succede con la normale distribuzione degli utili.

Quindi, direi che il 10%, a mio parere, è già un dato che, per noi imprenditori, ha un impatto che risulta essere importante nella propria vita imprenditoriale e che ci permette di utilizzare a nostro vantaggio il finanziamento socio.

Pertanto, il primo consiglio che posso darti è quello di segnalare che presti i soldi a titolo di fido, come se fosse un fido bancario, e non a titolo di mutuo (che prevede delle rate mensili).

Secondo elemento da tenere in considerazione:

  • Segnalando sul verbale che prestiamo questi soldi a titolo di fido alla S.r.l., non occorre avere un piano di rientro come il mutuo, ma la società può restituire questi soldi quando ritiene più comodo, proprio come se fosse un fido bancario.

Questa cosa è un vantaggio, perché grazie al fido puoi restituire i soldi, dalla S.r.l. al socio finanziatore, nel momento che è per te più opportuno. In questo modo la S.r.l. può restituire i soldi al socio solo quando ne ha a disposizione.

Compreso questo ti offro due tipologie di tassi di finanziamento entro il quale hai libertà di scelta.

 

Ricapitolando:

In caso di finanziamento soci è utile capire quale tasso di interesse applicare nel momento in cui concedi un finanziamento alla tua società.

Qui di seguito ti indico due tipologie di tassi di interesse, uno basso e uno alto, che puoi applicare tutte le volte che concedi un finanziamento socio alla tua S.r.l. per tagliare il carico fiscale:

1) il tasso di interesse più basso, secondo me, dovrebbe essere pari a quello bancario nel momento in cui si richiede un mutuo, ovviamente considerando il tasso compreso anche di tutti gli oneri indiretti come ad esempio le commissioni;

2) per quanto riguarda il tasso più alto, io consiglierei di non spingersi oltre il tasso usura che è previsto per i fidi bancari, perché i fidi hanno, in genere, dei tassi più alti e ciò ti permette di evitare possibili procedure penali a tuo carico, in caso di controlli fiscali.

 

Conclusioni

Grazie a questo articolo ora sai quale tasso di interesse applicare al finanziamento soci per tagliare il carico fiscale.

Ovviamente, il finanziamento soci è solo uno dei vari strumenti di risparmio fiscale che la legge ci mette a disposizione, ma ve ne sono altri.

 

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