Ti do il benvenuto nel blog di Efficacia Fiscale, in cui puoi trovare strumenti di risparmio fiscale specifici per gli imprenditori che hanno una S.r.l., per affrontare un argomento importante tutte le volte che hai fatto almeno un finanziamento socio: come risparmiare le imposte del 26% grazie alla rinuncia al finanziamento soci.

Eh si, può capitare che tu abbia investito capitali nella tua S.r.l. e che, ad un certo punto, per vari motivi tu decida (o debba) rinunciare a riprendere quanto prestato per poterla fare prosperare al meglio.

Una volta passato il dispiacere di perdere dei soldi perché non puoi più riceverli indietro dalla tua S.r.l. è bene che tu sappia che, da questo comportamento, puoi avere un vantaggio in termini di efficacia fiscale, ossia di risparmio di imposte pari al 26%.

Se hai letto i miei precedenti articoli, e come scoprirai leggendo questo se sei un neofita, io sono un commercialista specializzato in S.r.l. che lavora online, sia lato clienti sia lato collaboratori, che nel mio Studio sul web perseguo un obiettivo principe: come applicare una norma di risparmio fiscale specifica per la S.r.l. nel tuo specifico contesto imprenditoriale in modo che tu, imprenditore, possa avere il maggior taglio delle imposte utilizzando la legge.

Per mostrarti lo strumento di taglio delle imposte che voglio condividere in questa nuova circolare sono obbligato a farti fare un piccolo passo indietro, una presentazione per i neofiti e un breve ripasso per i lettori fedeli.

Cosa da cui nascono tutti gli strumenti di risparmio fiscale specifici per la S.r.l. previsti dalla legge.

Infatti, da una contabilità corretta, aggiornata costantemente e controllata periodicamente nasce il miglior alleato dell’imprenditore nella costruzione del proprio business.

Ti dico questo perchè da un bilancio preciso, la cui lettura darà ottimi input sia all’imprenditore sia al commercialista, a quel punto questo ultimo non sarà più solo colui che ti rovina le ferie comunicandoti le imposte da versare il giorno prima della scadenza, ma sarà colui che ti potrà aiutare ad individuare i bonus fiscali adatti alla tua situazione e grazie ai quali potrai ridurre il carico delle imposte grazie agli strumenti fiscali specifici per la S.r.l. previsti dalla legge.

In questo modo potrai dormire sonni tranquilli la notte e, durante il giorno, dopo aver dedicato il tempo necessario alla tua S.r.l., potrai godere dei frutti sia del guadagno che delle imposte risparmiate dedicando tempo a te stesso, alla tua compagna, ai tuoi figli, alla tua famiglia, facendo regali e togliendo a te stesso e a chi vuoi bene qualche sfizio, garantendoti le migliori cure mediche e garantendole anche a chi vuoi bene, consentendo ai tuoi figli di accedere alle migliori scuole.

In breve: facendo di te una persona di successo sia nel lavoro che nel privato, perchè nel momento in cui ha soldi, tutto è molto più facile.

Se pronto a scoprire come trasformare una rinuncia in un vantaggio fiscale?

Let’go…

 

Cos’è un finanziamento soci di S.r.l.?

Il finanziamento socio è quella situazione in cui il socio della S.r.l. fa un finanziamento (in genere infruttifero) alla propria S.r.l. per vari motivi, che possono andare sia dal fatto di patrimonializzarla per fare investimenti oppure per coprire le perdite della società.

In questa circolare del blog di Efficacia Fiscale la osserveremo dal punto di vista del socio della S.r.l. (entrambi sia che questo sia un socio lavoratore sia come socio NON lavoratore) comprendendo il beneficio fiscale che ha tutte le volte che rinuncia al finanziamento fatto alla società, in quanto gli consente di tagliare le imposte del 26% nel momento in cui venderà le sue quote successivamente.

 

Quali tipologie di finanziamenti soci ci possono essere?

In generale possono esserci vari motivi per cui fare un finanziamento soci, quindi in contabilità questi sono segnalati con varie causali.

È possibile distinguere tra quelli:

– in conto aumento di capitale;

– in conto di futuro aumento di capitale;

– in conto capitale;

– e a copertura e a ripianamento delle perdite (che sono praticamente quelli più diffusi).

I finanziamenti soci possono avere categorie diverse, ma di fatto l’importante è che siano soldi che il socio persona fisica ha prestato alla S.r.l. e che ha dichiarato di non volerli più indietro.

Dichiarazione che deve avvenire con un verbale di assemblea dei soci.

 

Cosa significa rinuncia del finanziamento soci?

Per poter utilizzare questo strumento di risparmio fiscale per tagliare le imposte, bisogna che prima il socio rinunci al finanziamento socio e che questo sia dovuto per patrimonializzare la S.r.l. (sono compresi anche i finanziamenti soci fatti per coprire le perdite della S.r.l.).

Per fare la rinuncia del finanziamento basta compilare un verbale di assemblea in cui il socio dichiara che non vuole ricevere indietro i soldi del finanziamento. Dunque, da quel momento, i soldi concessi in prestiti dal socio alla S.r.l. sono di proprietà della società perché non li deve restituire al socio.

Nota: lo so che, siccome il socio non riceve i soldi indietro dalla S.r.l., è di certo un problema, ma ha comunque guadagnato nel rendere la società più solida, perché ha più soldi, compreso il fatto di evitare di chiuderla per le perdite. In più il socio ha l’opportunità di tagliare le imposte del 26% quanto dovrà rivendere le sue quote nella S.r.l. .

 

Perché puoi essere costretto a rinunciare al finanziamento socio fatto alla S.r.l.?

Ci sono vari motivi per rinunciare ad un finanziamento soci fatto a favore della S.r.l., ma credo che nessuno abbia piacere di “perdere” il diritto di ricevere i soldi dalla propria società senza un adeguato motivo.

Dunque il motivo principale è quello di “patrimonializzare” la società.

Per esempio puoi rinunciare al finanziamento soci fatto alla S.r.l. per:

– consentirgli di fare nuovi investimenti;

– consentirgli di fare acquisti di spese;

– oppure, il motivo utilizzato nella maggior parte dei casi, è per coprire delle perdite.

Nella maggior parte dei casi, un socio fa un finanziamento alla S.r.l. e poi rinuncia per coprire la perdita che questa ha generato.

Questo in quanto, se una S.r.l. ha delle perdite che sono troppo elevate rispetto al capitale sociale conferito, allora i soci devono versare dei soldi e rinunciarvi perché, se non lo fanno, la legge prevede che la S.r.l. debba essere messa in liquidazione per poi provvedere alla sua cancellazione.

Così nella maggior parte dei casi, il principale motivo per cui dichiarerai di rinunciare al finanziamento della S.r.l. è per evitare che questa sia messa in liquidazione per la successiva cancellazione che sarebbe imposta dalla legge.

Poi, nelle migliaia di società che ci sono in Italia, è normale che ci possa essere qualche socio di S.r.l. che rinunci al proprio finanziamento fatto per renderla più solida finanziariamente.

In tutti gli altri casi è ovvio che conviene sempre ricevere indietro i soldi che hai prestato alla S.r.l. invece che perderli ma, se proprio devi perdere un finanziamento soci, allora è meglio farlo ricordandoti che puoi tagliare il 26% di imposte nel momento in cui venderai le quote.

Cosa che scoprirai nel proseguimento di questa nuova circolare.

Ma prima di proseguire con il comprendere perché tagli le imposte quando rinunci al finanziamento soci, devi conoscere un altro concetto che puoi trovare su internet e che devi capire per non farti trarre in errore.

 

Perché puoi tagliare le imposte del 26% quanto rinunci al finanziamento soci della S.r.l. nel momento in cui venderai la quota?

Il meccanismo che ti fa tagliare le imposte del 26%, quando devi vendere la quota della S.r.l., risiede nel fatto che, quando rinunci ad un finanziamento del socio, la tua quota aumenta di valore fiscale.

Siccome sulla plusvalenza che deriva dalla cessione della quota paghi il 26% di imposte, dunque, utilizzando questa tecnica, allora puoi tagliare le imposte del 26% in proporzione all’importo del finanziamento socio a cui rinunci.

Detto in modo semplice, se tu hai una quota di S.r.l. che ha un valore di euro 2.000 e la vendi ad euro 3.000, significa che hai guadagnato euro 1.000, quindi, su questa differenza, tu paghi il 26% di imposta, ossia euro 260.

Nel momento in cui tu sei socio della S.r.l. e poi rinunci al finanziamento dei soci, è come se, questo debito che ha la S.r.l., si “trasforma” in patrimonio sociale della S.r.l. che va ad aumentare il valore fiscale della quota della società.

La rinuncia del finanziamento del socio, nella maggior parte dei casi, è utilizzata nel momento in cui devi coprire una perdita economica eccessiva della S.r.l. ed evitare che questa sia messa in liquidazione e poi cancellata.

Così facendo il valore fiscale della tua quota aumenta anche se il valore fiscale originario era di 2.000 e, nel momento in cui ricevi i soldi della vendita della quota, allora EVITI di pagare il 26% di imposte appunto perché, avendo rinunciato al finanziamento socio in precedenza, il valore fiscale della quota aumenta, annullando il debito fiscale.

Detto in modo sintetico: nel momento in cui tu sei un socio persona fisica della S.r.l., e poi rinunci al finanziamento fatto alla S.r.l. (in genere per coprire le perdite della società per evitare di metterla in liquidazione) allora ricordati che puoi tagliare il 26% pari al valore del finanziamento soci a cui hai rinunciato nel momento in cui vendi le quote stesse. Questo in quanto la rinuncia del socio fa aumentare il valore fiscale della tua quota di S.r.l. .

Di certo hai ugualmente perso soldi perché hai rinunciato ai soldi che hai prestato alla S.r.l. ma, per lo meno, devi ricordarti che potresti risparmiare il 26% di imposte nel momento in cui vendi le quote.

 

Qual è la norma fiscale di riferimento?

Puoi risparmiare le imposte non perché c’è un trucco segreto dietro ma, semplicemente, perché è previsto dalla legge.

Quello che magari faccio io di diverso dagli altri commercialisti è il fatto che contestualizzo al meglio questo strumento affinché venga utilizzato dagli imprenditori che hanno una S.r.l. per tagliare le imposte.

La norma principale risiede nell’articolo 94 del T.u.i.r., che è l’acronimo di testo unico sulle imposte sul reddito e che regolamenta questo aspetto fiscale.

Art. 94 comma 6 – Valutazione dei titoli

 6. L’ammontare dei versamenti fatti a fondo perduto o in conto capitale alla società dai propri soci o della rinuncia ai crediti nei confronti della società dagli stessi soci nei limiti del valore fiscale del credito oggetto di rinuncia, si aggiunge al costo dei titoli e delle quote di cui all’articolo 85, comma 1, lettera c), in proporzione alla quantità delle singole voci della corrispondente categoria; la stessa disposizione vale relativamente agli apporti effettuati dei detentori di strumenti finanziari assimilati alle azioni.

L’articolo 94, comma 6, T.u.i.r. prevede che l’ammontare della rinuncia del finanziamento socio si aggiunge, nei limiti del valore fiscale del credito, al costo fiscalmente riconosciuto della partecipazione.

Questo comporta che quanto venderai la quota della  S.r.l. tu paghi meno imposta perchè eviti di pagare il 26% di imposta sulla plusvalenza.

Ora, grazie a questa informazione, possiamo vedere insieme un semplice esempio numerico di come quantificare il risparmio d’imposta utilizzando questo strumento di risparmio fiscale.

 

Esempio di risparmio fiscale del 26% grazie alla rinuncia del finanziamento soci

Per cercare di contestualizzare al meglio questo strumento e farti risparmiare le imposte, ti riporto un esempio numerico, in modo da poter avere una previsione delle imposte che andrà a risparmiare utilizzando questo strumento.

Ipotizza:

– che un privato possieda una quota di S.r.l. e che lui sia l’unico socio;

– che questa quota abbia un valore di capitale fiscale iniziale pari ai conferimenti di euro 10.000;

– che il socio abbia fatto un finanziamento socio di euro 8.000;

– che la S.r.l. abbia avuto una perdita di euro 8.000;

– che il socio abbia rinunciato a tutto il finanziamento socio per coprire la perdita e per patrimonializzare la S.r.l. tramite un verbale di assemblea soci;

– che, dopo 2 anni, il socio riesca a vendere la sua quota per euro 18.000.

Andiamo a sviluppare i calcoli con 2 ipotesi, la prima nel caso in cui il socio si sia dimenticato di aumentare il valore fiscale della quota nel momento della vendita mentre, la seconda nel secondo caso in cui il socio si sia ricordato di aumentare il valore fiscale della quota.

1° ipotesi: socio che si “dimentica” di aver aumentato il valore fiscale della quota della S.r.l.

Il socio della S.r.l. ha una quota iniziale di euro 10.000 poi, dopo 2 anni, ha venduto la quota di euro 18.000.

Quindi, il socio della S.r.l. dovrà dichiarare nella sua dichiarazione dei redditi una plusvalenza di euro 8.000 per aver ceduto la quota della società (euro 18.000 – 10.000).

Su questa plusvalenza il socio deve pagare il 26% fisso di imposte, dunque pagherà imposte per euro 2.080 (8.000 x 26%).

Adesso sviluppiamo i calcoli considerando anche la rinuncia del finanziamento soci.

2° ipotesi: socio che si “ricorda” di aumentare il valore fiscale della quota della S.r.l.

Il socio della S.r.l. ha sempre una quota iniziale di euro 10.000 poi, dopo 2 anni, ha venduto la quota di euro 18.000 ricordando, al proprio consulente, che ha rinunciato ad un finanziamento socio di euro 8.000 in precedenza per coprire una perdita della società ed evitare di metterla in fallimento.

Sempre il socio ha venduto la quota della S.r.l. per euro 18.000, generando una apparente plusvalenza di euro 8.000, cosa sul quale deve pagare il 26% di imposte.

Ma, siccome il socio della S.r.l. ha, negli anni precedenti, rinunciato ad un finanziamento socio dimostrabile per euro 8.000, allora la plusvalenza della vendita della quota della S.r.l. è diminuita di euro 8.000.

Cosa che significa che come plusvalenza della cessione della quota il socio dovrà dichiarare euro zero, quindi NON dovrà pagare le imposte sulla vendita della quota della S.r.l., appunto perché si è ricordato che negli anni passati aveva fatto un finanziamento socio e poi aveva rinunciato per coprire una perdita evitando di metterla in liquidazione.

In sintesi, il socio nel primo caso ha pagato euro 2.080 di imposte per la cessione della quota della S.r.l. mentre, nella seconda parte, il socio ha pagato ZERO imposte per la cessione delle quote.

Nota: ovvio che il socio ha perso dei soldi perché non avrà indietro i soldi che ha prestato alla S.r.l., ma è vero che, nel caso in cui tu abbia già rinunciato ad un finanziamento socio, hai patrimonializzato la S.r.l., in modo da renderla più solida, con maggiore liquidità, comunque evitando di essere obbligato a metterla in liquidazione e doverla cancellare. In tutti i casi, siccome hai già rinunciato a ricevere il finanziamento soci, hai la possibilità di tagliare le imposte nel momento in cui vendi le quote della S.r.l. ricordando questo strumento di risparmio fiscale.

Cosa che ti permette di tagliare le imposte del 26% utilizzando questo strumento previsto dalla legge.

Ho cercato di semplificarti il più possibile questa norma, che però è molto più complessa ed articolata, e perciò, ora, ho deciso di condividere con te questo ultimo capitolo per mostrarti le cose a cui devi stare attento quando utilizzi questo strumento, in modo da adattarlo al meglio alla tua posizione fiscale o, comunque, per evitare incomprensioni con il tuo consulente e farti trovare pronto all’appuntamento con lui.

 

A cosa devi stare attento per poter utilizzare la rinuncia al finanziamento soci per tagliare le imposte?

Per cercare di comprendere al meglio come contestualizzare questo strumento nella tua posizione fiscale, ti riporto una serie di punti per comprendere a quali cose devi prestare attenzione.

Per poter utilizzare questa tecnica, ed aumentare il valore fiscale della quota della S.r.l. rinunciando al finanziamento socio, ti segnalo che, questa rinuncia, deve essere fatta per il motivo di patrimonializzare la società, in questo rientrano anche le rinunce del finanziamento soci per copertura di perdite.

Nel caso in cui ci fosse una differenza, tra il valore fiscale della quota ed il suo valore contabile, la S.r.l. dovrà dichiarare un maggior reddito invece che aumentare il valore della quota. Questo rendere nullo l’effetto fiscale visto in questa circolare.

Se si crea un disallineamento tra il valore contabile ed il valore fiscale del credito, non puoi utilizzare la differenza come strumento per tagliare le imposte, ma i casi in questione sono molto molto rari.

Infatti, le ipotesi per le quali è possibile che si realizzi un disallineamento risiedono nel caso in cui la quota della S.r.l. sia posseduta da un’altra S.r.l. “holding” e che il credito della S.r.l. holding nei confronti della S.r.l. controllata:

a) venga svalutato;

b) venga acquistato a un prezzo inferiore al valore nominale;

c) venga acquistato contestualmente all’acquisto della partecipazione;

d) venga ceduto rinunciando solo in parte.

Se la quota della S.r.l. è intestata ad una persona fisica, molto probabilmente non ha questa variazione tra il valore contabile ed il valore fiscale, quindi, se possiedi le quote della S.r.l. come socio privato, non hai questo problema.

Solo nel caso in cui la quota della S.r.l. sia intestata ad un’altra persone giuridiche (o ditta individuale) capita che possa avere una differenza tra il valore fiscale e quello contabile, ma NON rientri nel caso di quota intestata al privato.

Siccome in questo articolo si parla di risparmio del 26%, questo significa che le quote sono intestate ad un privato e non ad un’altra S.r.l. holding.

Oltre a questo ricordati di compilare un verbale di assemblea per affermare la rinuncia del finanziamento del socio, questa rinuncia va bene sia per il socio lavoratore sia che questo sia un socio non lavoratore.

 

Conclusioni

Grazie a questa circolare hai compreso come utilizzare la rinuncia del finanziamento del socio della S.r.l. come strumento per tagliare le imposte nel momento in cui vuoi vendere la quota della società.

Di sicuro non c’è un guadagno nel perdere un credito del socio nei confronti della S.r.l., perché non puoi ricevere indietro i soldi.

Ma, nei casi in cui sei obbligato a rinunciarvi, per esempio per coprire la perdita della società, allora tanto vale poterlo utilizzare come strumento per tagliare le imposte del 26% successivamente quando devi vendere la partecipazione nella S.r.l. .

In tutti i casi in cui hai un’azienda sappi che, se tu vuoi veramente dormire sonni tranquilli, proteggere il tuo patrimonio personale, proteggere il tuo investimento aziendale, tutelare la tua famiglia e il tuo futuro, la soluzione migliore risiede nell’utilizzare una S.r.l. .

Ma non basta.

Devi infatti anche verificare di: produrre utili in abbondanza, avere sempre la liquidità necessaria per far funzionare l’azienda regolarmente e utilizzare il più possibile strumenti di pianificazione fiscale nella tua società per ridurre le imposte della S.r.l. .

Stai però attento, perché gestendo in modo inappropriato una S.r.l., rischi di pagare più del 70% di imposte e contributi (tanto quanto una ditta individuale, ma solo con la S.r.l. puoi ridurre il carico fiscale complessivo).

Mentre, dal lato opposto, con una gestione fiscale efficace della S.r.l., le imposte possono essere ridotte fino al 28%.

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