Categorie: Soluzioni fiscali per l'imprenditore

Contributi Inps: Ricordati di considerare anche l’Inps ogni volta che fai la tua pianificazione fiscale (se non sai come farlo leggi qui sotto)

Ogni imprenditore, prima di iniziare un nuovo business, spesso si chiede: “quante imposte dovrò pagare?”, proprio qui devi calcolare i Contributi INPS.

Anche se questa preoccupazione è lecita ed è giusta, in realtà ha un presupposto sbagliato.

Ogni volta che fa una pianificazione fiscale il vero obiettivo che ha l’imprenditore è quello capire quanti soldi dovrà far uscire dalla sua azienda in modo da essere completamente in regola con tutte le tasse e imposte italiane (tra cui l’Inps).

Quindi, può succedere che autonomamente l’imprenditore faccia una ricerca sul carico fiscale al quale può essere tassato nel caso in cui svolga la tua attività come ditta individuale, società di personale o società di capitali.

Fa i sui calcoli ed effettivamente individua i soldi che dovrà versare di competenza ogni anno per le imposte. Così diventa consapevole dell’effettivo carico fiscale che deve far fronte in Italia.

Ma quello che potrebbe dimenticare di calcolare è l’effetto dei contributi Inps che lui stesso dovrà versare come imprenditore.

Infatti, in ogni programmazione fiscale quello che cerca veramente ogni imprenditore non è solo quello che lui chiama “l’effetto fiscale” ma è il reale esborso di soldi che dovrà fare negli anni per il semplice motivo di svolge in proprio un business in Italia.

Esborso fiscale che per essere reale dovrà considerare non solo il carico fiscale delle imposte ma anche il carico contributivo Inps a carico dell’imprenditore che esercita l’impresa.

Questo perché, l’imprenditore che vuole veramente lavorare in modo sano nel lungo periodo, deve avere quella che io chiamo Efficacia Fiscale. Ossia deve calcolare in anticipo il carico fiscale delle imposte e dei contributi che bisogna far fronte per poter svolgere in proprio l’azienda.

Calcolando prima il carico fiscale e contributivo l’imprenditore riuscirà ad individuare in anticipo la consistenza dell’esborso monetario che dovrà sostenere nel corso degli anni al fine di individuare quanti soldi gli rimarranno nel conto corrente per se stesso, la sua famiglia, per le sue spese, ecc.

Senza preventivare il carico fiscale e contributivo l’imprenditore corre il rischio di trovarsi a fine anno di accorgersi di aver sostenuto delle spese per costi per la quale non aveva precedentemente accantonato i relativi fondi e quindi avere minori soldi in banca rispetto a quelle stimate ad inizio anno (e quando la situazione è peggiore il fido è in rosso).

Come poter calcolare il carico contributivo che ha un imprenditore o un professionista?

Con questa breve circolare voglio condividere con te alcuni concetti molto importanti che permettono ad ogni operatore economico di capire in quale categoria contributiva appartiene e quindi poter quantificare quanto e quando dovrà pagare di contributi all’Inps in modo da pianificare in anticipo i flussi di cassa in uscita e coordinare al meglio i suoi flussi di cassa in entrata della propria azienda.

Con questa circolare voglio rispondere alle domande:

Quando devo pagare l’Inps?

Quanto devo pagare di Inps?

In quale categoria Inps rientro?

Cosa sono i contributi eccedenti il minimale e quelli entro il minimale?

Contributi Inps per 3 diverse categorie

Il contributo Inps è una forma di contribuzione previdenziale obbligatoria che va pagata all’Inps in una di queste tre diverse categorie: artigiani, commercianti o gestione separata. Ogni imprenditore deve versare i contributi nella relativa cassa in base alla tipologia di attività d’impresa o di professione che svolge.

In linea di massima le 3 categorie di Inps si differenziano in questo modo:

  • Artigiano: è l’imprenditore che utilizza prevalentemente il proprio lavoro per erogare il prodotto servizio dell’azienda. Esempio chi ha un centro estetico o chi fa impianti elettrici è considerato un artigiano;
  • Commerciante: è l’imprenditore che compra e vendere prodotto oppure eroga servizi;
  • Gestione Separata: è il professionista (ossia chi non è iscritto in camera di commercio) che svolge un’attività professionale.

Artigiani e Commercianti

I contributi per artigiani e commercianti sono obbligatori sia per i titolari dell’attività sia per i loro familiari quando questi ultimi lavorano nell’impresa in modo continuativo e prevalente (per familiari si intende coniuge, parenti entro il terzo grado e affini entro il secondo grado).

L’obbligo comprende anche i soci, sia per le società in accomandita semplice, il socio unico o il socio di S.r.l. quando lavora direttamente nell’azienda.

I contributi vengono calcolati sulla base del reddito d’impresa che ha prodotto l’imprenditore durante l’esercizio della propria attività e sul quale verrà applicata un’aliquota al reddito risultante dalla dichiarazione.

Attenzione: è previsto che l’imprenditore artigiano o commerciante sia obbligato a pagare delle rate fisse trimestrali che vanno a coprire il carico contributivo fino ad una soglia di reddito definito “reddito minimale”

È anche previsto un massimale di reddito che se superato per la parte eccedente prevede l’esenzione al versamento.

Per poter proseguire e capire quanti contributi Inps devi pagare in questa gestione devi comprendere la differenza tra i contributi entro il minimale ed i contributi superiori al minimale.

Quanti Contributi Inps paga un artigiano ed un commerciante con il reddito d’impresa entro il minimale?

MINIMALE: cosa significa?  Che ogni volta che devi svolgere l’attività da imprenditore come commerciante o artigiano devi pagare delle rate trimestrali Inps che ti garantiscono la copertura dei contributi fino al reddito d’impresa di € 15.548,00 (paghi ulteriori contributi solo se superi questo reddito d’impresa).

Quando paghi i contributi minimali sia che tu dichiari un reddito d’impresa di € zero o di € 15.548,00 dovrai pagare ugualmente un contributo Inps totale di € 3.668,99 diviso in 4 rate di uguale importo.

Per l’anno 2017, il reddito minimo annuo da prendere in considerazione ai fini del calcolo del contributo dovuto dagli artigiani e dagli esercenti attività commerciali, è pari a € 15.548,00.

Di conseguenza il contributo calcolato sul reddito minimale degli artigiani e dei commercianti per il 2017 ammonta:

  • per la generalità dei contribuenti “ordinari”, ad € 3.668,99 per gli artigiani e ad € 3.682,99 per i commercianti;
  • per i coadiuvanti/coadiutori di età non superiore ai 21 anni, ad € 3.202,55 euro per gli artigiani e ad € 3.216,55 per i commercianti

 Importante: gli artigiani ed i commercianti che esercitano la propria attività con il regime forfettario posso pagare i contributi Inps diminuiti del 35% (sgravio non concesso per i professionisti iscritti all’Inps gestione separata)

Importante 2: solo se hai un contratto di lavoro subordinato di almeno 26 ore a settimana da cui deriva la maggior parte del reddito e dedichi la maggior parte del tempo puoi evitare di iscriverti all’Inps commercianti utilizzando un apposito modello di autodichiarazione che trovi sul sito istituzionale dell’Inps.

Quanti contributi Inps paga un artigiano ed un commerciante con il reddito d’impresa superiori al minimale?

Se durante il 2017 l’azienda dell’artigiano/commerciante genera un reddito superiore ad € 15.548,00 allora dovrà versare un ulteriore importi contributivo all’Inps che è calcolato in funzione del reddito che eccede il minimale.

Di seguito sono elencate le aliquote dei contributi Inps che l’artigiano o il commerciante deve pagare quando supera il reddito minimale.

ARTIGIANI COMMERCIANTI
titolari di qualunque età e coadiuvanti / coadiutori di età superiore ai 21 anni 23,55% 23,64%
coadiuvanti / coadiutori di età non superiore ai 21 anni 20,55% 20,64%

Attenzione: per l’anno 2017 il massimale di reddito annuo entro il quale sono dovuti i contributi Inps è pari a € 76.872,00. Per i redditi superiori non sono più dovuto contributi Inps.

Per i redditi superiori a € 46.123,00 annui è previsto l’aumento dell’aliquota di un punto percentuale In sostanza al superamento di quel livello reddituale bisogna applicare l’aliquota precedente maggiorata del 1%.

Quando bisogna versare i contributi entro il minimale?

I contributi da versare relativi al reddito entro il minimale sono da pagare in 4 distinte rate di uguale importo alle seguenti scadenze il 16 maggio, 21 agosto, 16 novembre 2017 e 16 febbraio 2018.

Quando bisogna versare i contributi superiori al minimale?

I contributi Inps superiore al minimale vanno versati entro i termini previsti per il pagamento dell’Irpef a saldo e durante il 2° acconto, ossia entro il 30 di giugno/ 30 luglio ed il 30 di novembre.

Chi non ha un’iscrizione in camera di commercio è considerato un professionista e quindi è soggetto ai contributi Inps della gestione separata che hanno aliquote ed un meccanismo completamente diverso.

Chi non è un artigiano od un commerciante quanto deve pagare di contributi Inps?

Chi deve iscriversi alla gestione separata?

Devono obbligatoriamente iscriversi alla gestione separata dell’Inps entro 30 giorni dall’inizio dell’attività coloro che percepiscono le seguenti tipologie di reddito:

  • redditi derivanti dall’esercizio abituale e professionale di un’attività di lavoro autonomo (ossia hanno la partita iva come professionista) per la quale non è prevista una forma assicurativa pensionistica (in pratica i professionisti senza Albo e Cassa di previdenza);
  • redditi derivanti da lavoro autonomo occasionale qualora l’importo annuo di detta attività superi il limite di 5.000 euro l’anno;
  • redditi derivanti da attività di vendita a domicilio;
  • redditi conseguiti da associati d’opera;

 Quanti contributi si pagano nella gestione Inps separata?

 Il contributo per i lavoratori della gestione separata cambia in base al tipo di contratto o di attività.

  • I collaboratori occasionali, a progetto o venditori porta a porta non iscritti ad altre forme di previdenza obbligatoria l’aliquota è del 32% + lo 0,72% per maternità, malattia o assegno per il nucleo familiare. Il contributo a carico del datore di lavoro è parti a 2/3 del totale, mentre il resto è a carico del collaboratore.
  • gli autonomi ed i professionisti iscritti alla gestione separata hanno a loro carico il 100% del contributo Inps. L’aliquota per gli iscritti che rientrano in questa casistica è del 25% + 0,72% per maternità, congedo parentale, malattia e assegni familiari.

Importante: Se un professionista è iscritti ad un’altra forma di previdenza obbligatoria, l’aliquota è del 24%.

Attenzione: non ci sono importi contributivi minimo da versare. Se, per esempio, hai un reddito della tua professione pari a zero, pagherai zero contributi Inps della gestione separata.

Attenzione2: Per far sì che i contributi versati nella gestione separata valgano ai fini della pensione il reddito minimo da dichiarare deve essere almeno di 15.548 euro.

Adesso cosa devi fare?

Grazie a queste informazioni puoi individuare il tuo carico fiscale con maggiore precisione e quindi fare una pianificazione fiscale tenendo in considerazione anche i contributi che dovrai versare come imprenditore.

Questo ti permetterà di capire quanto effettivamente ti rimane in banca pagando tutte le tasse ed i contributi ed essere totalmente sereno e tranquillo perché sei completamente in regola con i versamenti di tutti i tributi.

Puoi fare i calcoli direttamente da solo ma tra il dire e il realizzare, però, ci sono tanti altri aspetti legati alla programmazione e alle tempistiche che vanno rispettati e valutati prima di iniziare a muoversi.

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