Ciao,

ti do il benvenuto in questa nuova circolare del blog di Efficacia Fiscale.

Questa settimana ti parlerò di un argomento molto importante per te che hai una S.r.l. e devi decidere come prendere gli utili dalla tua società tagliando il più possibile le imposte ed i contributi.

Appena avrai completato la lettura di questa circolare scoprirai qual è il modo migliore per prelevare i soldi dalla tua S.r.l., tagliando il più possibile le imposte ed i contributi, utilizzando gli strumenti messi a disposizione dalla legge in funzione dei tuoi personali obiettivi.

La S.r.l., rispetto alle altre forme giuridiche, permette di utilizzare il maggior numero di strumenti di gestione del carico fiscale.

Per esempio, tu puoi prelevare i soldi dalla tua S.r.l. in 4 modi diversi:

– li puoi prendere come socio finanziatore senza pagare i contributi Inps commercianti grazie alla distribuzione degli utili;

– li puoi prendere come socio lavoratore pagando i contributi Inps commercianti sempre grazie alla distribuzione degli utili;

– li puoi prendere come compenso amministratore senza essere socio lavoratore;

– oppure, li puoi prendere, come compenso amministratore ed essere, anche, un socio lavoratore.

Questi sono 4 metodi principali per prendere i soldi dalla S.r.l. e trasferirli nel tuo conto corrente personale.

Inutile dire che tutti e 4 questi strumenti li puoi utilizzare, ciascuno ha vantaggi e svantaggi e, quindi, ti proporrò, al termine, la mia personale combinazione che ti consentirà di essere un socio lavoratore nella tua S.r.l. e tagliare il più possibile il tuo carico fiscale utilizzando gli strumenti messi a disposizione dalla legge.

Ti dico questo perché il risparmio fiscale non è una cosa che si fa con i trucchi strani o illegali, il taglio del carico fiscale vero si ottiene solo nel rispetto della legge, utilizzando gli strumenti di pianificazione fiscale messi a disposizione dalla legge e calcolando, con precisione, il peso in percentuale delle imposte e dei contributi.

Dunque puoi risparmiare le imposte utilizzando la S.r.l., ma devi calcolare, nel dettaglio, il vantaggio di ciascun strumento di risparmio fiscale con il maggior grado di precisione possibile.

Certamente non sempre è facile calcolare ogni dettaglio prima di aver utilizzato uno strumento di risparmio fiscale. Resta un nostro obbligo, però, cercare un buon compromesso tra contestualizzare, nel modo migliore, una strategia fiscale per fare i calcoli al meglio e, dall’altro lato, evitare di entrare troppo nel dettaglio con il rischio di dover rifare i calcoli, alla minima variazione, per la paura di avere un dato sballato.

Avendo questi 4 strumenti fiscali per prelevare fondi dalla S.r.l., ti illustrerò le percentuali vere di carico fiscale con ogni strumento, in modo che tu possa comprendere quale strumento sia, per te, migliore.

Prima ho scritto “percentuali vere di carico fiscale” perché, spesso, su altri siti possono apparire le percentuali, sia delle imposte della S.r.l., come ad esempio Irap del 4% e l’Ires del 24%, sia le imposte sul reddito personale, quelle che hanno aliquota che va dal 23% al 43%, oppure dei contributi Inps, per esempio quelli della gestione commercianti del socio lavoratore del 24% circa, e della gestione separata del compenso dell’amministratore che può essere del 24% o del 34,23%.

Però, attenzione, non puoi calcolare il carico fiscale complessivo semplicemente sommando le aliquote percentuali delle imposte e dei contributi che sono previste dalla legge, questo perché le basi imponibili di calcolo sono diverse.

Questo avviene perché il calcolo di una imposta potrebbe avvenire prima rispetto all’altra, per esempio l’Irap rispetto all’Irpef, oppure perché dei contributi sono bonus fiscali deducibili dalla base imponibile dell’Irpef.

In un certo senso, ci vuole quello che io definisco “matematica fiscale”, che significa fare i calcoli sul carico fiscale in modo un po’ più preciso possibile.

Perciò, quello che ho fatto in questa circolare, è  “armonizzare”, ossia rendere omogenee, tutte le aliquote di questi 4 metodi di prelievo di utili dalla S.r.l. e, quindi, calcolare il peso reale delle imposte e dei contributi sugli utili che prelevi dalla S.r.l. .

Ti porto un esempio. I contributi Inps pagati dall’amministratore sul compenso sono deducibili dal reddito della S.r.l. e, quindi, diminuiscono le imposte che la società dovrà pagare.

Al contrario, i contributi Inps commercianti sono pagati direttamente dall’imprenditore e NON sono deducibili in capo alla S.r.l. . Questo comporta che ci siano basi di calcolo diverse che non rendono compatibili le percentuali dei tributi.

Efficacia fiscale vuole dire, in un certo senso, fare  calcoli precisi per comprendere quale strumento, previsto dalla legge, ti fa pagare meno imposte e contributi.

Calcoli che puoi ottenere solo grazie ai numeri che ricavi dalla contabilità, infatti i numeri sono importanti, se non si utilizzano i numeri del bilancio per fare i calcoli per maggiore precisione, si rischia di parlare senza avere le giuste informazioni e di sbagliare perché non si conoscono i calcoli precisi.

Potresti credere di risparmiare le imposte, mentre, in realtà, stai pagando più di imposte di quello che credi.

Oppure, il caso opposto, potresti credere di pagare troppi tributi con un metodo quando, in realtà, ti fa pagare molto meno di quello che credi.

Cosa che puoi verificare solo quando cerchi di utilizzare un po’ di più la matematica fiscale, quando valuti uno strumento di risparmio fiscale.

Senza calcolare con un certo grado di precisione la percentuale del carico fiscale per ogni strumento che ti mette a disposizione la S.r.l., rischi che, il consulente o il formatore, esprimano idee ed opinioni che, però, non sono verificate nel concreto. Rischi, perciò, di credere di tagliare il carico fiscale mentre, in realtà, stai pagando di più rispetto a quello che pensi.

Dal lato opposto, nel momento in cui si calcola la convenienza fiscale di 2 o più opzioni, ci sono tante variabili che sono difficili da individuare anche dagli addetti ai lavori e che, alcune volte, tendono a semplificare troppo, solamente sommando le aliquote fiscali e contributive, ma, senza considerare il fatto che, la base imponibile del tributo, può essere diversa rispetto a quella dell’altro.

Per questo motivo ti riporto, di seguito, i calcoli ed il ragionamento che ho utilizzato per ottenere le percentuali del carico tributario complessivo.

ATTENZIONE: i calcoli sono sicuramente complessi per i non addetti ai lavori, ma ho preferito inserirli ugualmente per poterti mostrare come sono stati ottenuti e evidenziare, quindi, la loro veridicità.

Se non vuoi perdere tempo nel comprendere tutti i calcoli, puoi andare in fondo alla sintesi della circolare dove ho inserito una tabella riepilogativa che ti permetterà di comprendere le aliquote del carico fiscale in funzione della tipologia di situazione e dell’utile della S.r.l. a te attribuito.

Pertanto, questa circolare, serve per comprendere quanto è il carico fiscale dell’utile della S.r.l. che tu decidi di prelevare nel tuo conto corrente personale.

Ti dico questo per evitare di prelevare i soldi nel peggior modo possibile e pagare anche il 70% di carico fiscale. Cosa che rischi di pagare in Italia per certe categoria e livelli di reddito.

Se non conosci bene gli strumenti di risparmio fiscale rischi di pagare più imposte del dovuto, cosa che puoi  evitare se hai una maggiore informazione.

E, la cosa curiosa, è che puoi benissimo diminuire il tuo carico fiscale mantenendo uguale il modello di business che stai utilizzando, ma, conoscendo come prendere gli utili al meglio nella tua S.r.l. .

In un certo senso, conoscere gli strumenti di efficacia fiscale previsti dalla legge, ti permette di aumentare il ritorno sull’investimento perché, diminuendo le imposte, puoi aumentare l’utile che ti rimane per te e che puoi prelevare.

Avere più soldi ti permetterà di avere possibilità di retribuire altre persone che lavorino per te, consentendoti di avere più tempo a disposizione per riposarti, per rilassarti, per pensare alla cura di te stesso e, quindi, aumentare la salute in generale.

Avere più tempo per te ti permetterà di avere più momenti di qualità da passare con i tuoi amici, la tua famiglia. Per esempio, avrai più tempo per stare insieme ai tuoi genitori nel momento del loro bisogno. In fondo in fondo, non saranno stati perfetti, ma, se sei qui a leggere questa circolare, è anche merito loro che ti hanno accudito e sostenuto per anni.

Dal lato opposto, avere tempo ti darà l’opportunità di dedicarti di più ai tuoi figli. Quando sono piccoli basta accudirli, ma, poi, quando questi crescono sarebbe opportuno far loro vedere il mondo con i tuoi occhi, abituarli al come tu vedi le cose, in modo che, in futuro, questi, ti riconoscano come padre e non ti rinfaccino di non essere stato presente nei momenti più importanti della loro vita.

Lo stesso vale anche con la tua partner, moglie o fidanzata che sia. Avere più tempo per te ti permette di avere più tempo da dedicare a lei evitando che questa se ne vada con un altro semplicemente perché le fa credere di poterle dedicare più attenzioni di te, che ti stai trovando in un momento in cui devi dedicare tempo ed energie allo sviluppo tua società.

Scegliere come prendere al meglio i soldi dalla S.r.l. riducendo al minimo il carico fiscale ti permette di comprendere bene quale scelta fare quando lavori con i professionisti per lo sviluppo della tua S.r.l., ti farà capire che non possono farti optare per scelte che sono giuste e comode per loro ma che non lo sono per te.

Con soldi e tempo a disposizioni potrai far vedere agli altri lo status superiore che hai raggiunto.

In tutti i casi, anche se tu fossi una persona riservata, sapere che stai accumulando soldi in modo intelligente e con maggiore tempo a disposizione, ti permetterà di avere la certezza di essere migliore rispetto agli altri. O, comunque, di essere sulla strada giusta che ti porterà, con il tempo, verso il successo.

Sapere che stai guadagnando soldi e con sempre maggior tempo a disposizione ti farà alzare alla mattina con entusiasmo perché sarai certo che, a fine giornata, avrai, comunque, più soldi rispetto a prima. Questa cosa ti renderà felice e certo di aver fatto la scelta giusta quando hai intrapreso la strada da imprenditore.

Avere una S.r.l. che ti fa guadagnare ogni anno sempre più soldi ti permetterà, non solo di essere sicuro di aver fatto la scelta giusta ma, anche, di poter dimostrare ai tuoi amici, familiari che si sbagliavano quando non ti davano neanche una speranza, mentre ti remavano contro aspettando il tuo fallimento e, quindi, dimostrare che avevano torto nel consigliarti un posto “fisso” da dipendente.

Nello stesso modo, avere una S.r.l. che funziona al meglio, ti farà capire che stai facendo girare i soldi meglio rispetto ai tuoi concorrenti e, perciò, avere maggior possibilità di essere competitivo in futuro, distruggendo ulteriormente la concorrenza.

Ti farà, anche, capire che sei sulla strada giusta che ti farà guadagnare soldi giorno dopo giorno.

Se vuoi ottenere tutto questo basta che prosegui con la lettura di questa circolare fino alla fine.

Quindi bando alla ciance e let’s go…

 

Premesse prima di partire

Prima di partire è importante fare alcune premesse per contestualizzare al meglio i calcoli che vedrai qui, di seguito.

In totale ci sono 4 diversi casi di prelievo di utili dalla S.r.l. da prendere con la distribuzione di utili dei soci e come compenso da amministratore, più due varianti.

In questa sede non si considera il bonus fiscale che può derivare dal rimborso chilometrico, quello forfettario e quello analitico perché, quelli, sono strumenti aggiuntivi che dovrai sistemare nel dettaglio in funzione dei numeri della tua contabilità, delle trasferte e con l’assistenza del tuo consulente.

Per il primo caso, ossia del socio finanziatore che prende i soldi solo come distribuzione di utili, possiamo calcolare tutto in percentuale fissa su tutto l’utile.

Per il secondo caso, ossia del socio lavoratore che prende i soldi solo come distribuzione di utili, calcoliamo tutto in percentuale fissa sull’utile, ma sapendo di poterlo prelevare tutto, altrimenti l’aliquota fiscale risulterebbe più elevata.

Per il terzo caso, ossia prendere tutti i soldi dalla S.r.l. come compenso amministratore senza essere un socio operativo, il carico fiscale varia al variare delle aliquote fiscali Irpef.

Per il quarto caso, ossia prendere tutti i soldi della S.r.l. come compenso amministratore che fa il socio lavoratore e, quindi, pagare anche i contributi fissi Inps, il carico fiscale varia al variare delle aliquote fiscali Irpef ed il peso dei contributi fissi Inps varia all’aumentare del reddito attribuito al socio amministratore.

Queste sono le 4 combinazioni diverse, poi, sta a te a trovare la giusta combinazione adattata al tuo caso specifico. Ma non preoccuparti, ti indicherò anche qual è la soluzione migliore in assoluto che tu puoi utilizzare.

Sappi, nel caso tu fossi un pignolo (direi che è una cosa giusta e lecita da parte tua) che, nel calcolo, non ho considerato le deduzioni Irap ed i contributi Inail. Questo in quanto sono di importo contenuto e perchè variano da caso a caso, cosa che andrai a calcolare con maggiore precisione insieme al tuo consulente.

Inoltre ho fatto questo perché, essendo elementi che interessano tutti e 4 i casi, non è un termine di comparazione utile.

Fatte queste semplici premesse iniziamo con illustrare le percentuali del carico fiscale.

 

Distribuzione di utili al socio finanziatore (no socio operativo)

Qui, di seguito, ti porto le informazioni per comprendere il calcolo per individuare il carico fiscale complessivo tutte le volte che prelevi i soldi dalla S.r.l. come distribuzione di utili da parte del socio finanziatore, ossia da chi è socio ma NON lavora all’interno della società senza bisogno di pagare i contributi Inps:

– 24% Ires;

– 4% Irap;

– dalla differenza, il 26% di imposta sugli utili distribuiti (dell’utile lordo meno le imposte Ires e Irap della S.r.l.);

– il socio NON paga Irpef a scagliano in quanto la distribuzione utili prevede una imposta sostitutiva del 26% che non ti fa aumentare il reddito complessivo;

– NON paghi il 24% dei contributi Inps in quanto il socio è solo un finanziatore e non lavora all’interno della S.r.l.;

Totale percentuale carico fiscale: 24% + 4% + 26% x 72% = 46,72%

Questo significa che tutti i soci finanziatori che prelevano gli utili sostengono un carico fiscale complessivo pari al 46,72%. Ogni euro 100 di utile lordo generato dalla S.r.l. loro pagano euro 46,72 tra imposte della società ed imposte personali.

 

Distribuzione di utili con socio operativo

Qui, di seguito, ti porto le informazioni per comprendere il calcolo per individuare il carico fiscale complessivo tutte le volte che prendi i soldi dalla S.r.l. come distribuzione di utili da parte del socio operativo, ossia da chi è socio che lavora all’interno della società pagando i contributi fissi Inps commercianti:

– 24% Ires;

– 4% Irap;

– 24% contributi Inps, di fatto NON sono detraibili perché sugli utili che prelievi paghi una imposta sostitutiva. Il calcolo dei contributi Inps si calcolano sull’utile lordo della società, quindi la base imponibile la stessa dell’Ires. Ricordati che l’Inps commercianti paghi un fisso di circa euro 3.850 fino ad un utile attribuibile al socio di euro 15.900. Questo importo è il così detto Inps sul reddito minimale;

– dalla differenza, il 26% di imposta sugli utili distribuiti (dell’utile lordo meno le imposte della società);

– NON paghi Irpef a scagliano in quanto la distribuzione utili prevede una imposta sostitutiva del 26% che non ti fa aumentare il reddito complessivo;

Totale percentuale tassazione: 24% + 4% + 24% (senza considerare l’effetto del minimale) + 26% x 72% = 70,72%.

Rispetto al caso precedente, il socio operativo paga più imposte rispetto al socio finanziatore, ma matura delle annualità utili alla pensione.

Qui fai attenzione perché, se non prelievi tutti gli utili, comunque dovrai pagare l’Inps ugualmente sugli utili non distribuiti, cosa che ti farà percepire un peggioramento dei tributi che dovrai pagare.

 

Prelievo utili solo utilizzando il compenso amministratore senza essere socio operativo

Adesso analizziamo il carico fiscale complessivo tutte le volte che puoi destinare parte degli utili della tua S.r.l. come compenso da amministratore.

Sono sincero, qui i calcoli si fanno più complessi, ma non impossibili da comprendere se hai voglia di approfondire al meglio il meccanismo di calcolo dei tributi o di conoscere un po’ di matematica fiscale.

Prima di iniziare ti faccio alcune premesse per comprendere al meglio il meccanismo di calcolo:

– Consideriamo come “compenso amministratore” il lordo del compenso deliberato dell’assemblea;

– Il costo della società sarà sempre il compenso lordo dell’amministratore più i contributi Inps a carico ditta pari a 2/3 del compenso lordo;

– Contributi Inps gestione separata 34,23% sul compenso perché ipotizziamo che il socio non stia pagando altra forma pensionistica. Anche se 1/3 dell’aliquota è pagata dall’amministratore ed i 2/3 dalla società, di fatto l’aliquota non cambia, perché è sempre pagato da te che hai aperto la S.r.l. per fare soldi. L’unica cosa che cambia sarà il metodo di calcolo, ma nella sostanza l’aliquota rimane uguale. Di fatto significa che solo 1/3 dell’importo è deducibile dal reddito Irpef che dovrà pagare l’amministratore;

– Irap 4%, il costo del personale non è deducibile ai fini Irap, quindi anche se c’è il compenso dell’amministratore, l’Irap si paga su questo importo;

– Irpef a scaglioni: le aliquote Irpef 2020 prevedono cinque scaglioni dal 23% al 43% all’aumentare del reddito: 

a) Il primo degli scaglioni Irpef coinvolge i contribuenti con un reddito compreso tra 0 euro e 15.000 euro. In questo caso l’aliquota Irpef è del 23%;

b) ll secondo scaglione Irpef è quello che comprende i redditi tra da 15.001 euro a 28.000 euro. L’aliquota riservata a questa fascia è del 27%

c) Il terzo scaglione di reddito è quello compreso tra 28.001 euro e 55.000 euro. L’aliquota Irpef è fissata al 38% sulla soglia eccedente la seconda.

d) Il quarto scaglione Irpef coinvolge tutti i contribuenti da 55.001 euro a 75.000 euro. Per questi contribuenti, l’aliquota Irpef sulla quota eccedente il precedente scaglione è del 41%. 

e) Oltre i 75.000 euro di reddito, ovvero per il quinto ed ultimo scaglione di reddito, l’aliquota Irpef è pari al 43%.

A questi bisogna anche aggiungere le addizionali regionali e comunali.

Le aliquote delle addizionali regionali e comunali sono variabili, per semplificare il calcolo consideriamo che insieme siano pari all’1%.

– In un certo senso la sequenza di calcolo è questa: prima c’è un effetto Irap da considerare, poi c’è l’effetto dei contributi a carico ditta da considerare, poi l’effetto dei contributi a carico dell’amministratore da considerare e come ultimo un effetto Irpef con l’eventuale bonus della detrazione fiscale.

Quindi andiamo a sviluppare le aliquote fiscali complessive per ogni scaglione Irpef:

 

Primo scaglione Irpef:

1) Primo scaglione Irpef, di euro 15.000, dobbiamo affrontare le seguenti aliquote: l’11,41% di contributi a carico dell’amministratore, poi il 22,82% di contributi Inps carico ditta, poi il 4% di Irap e all’ultimo il 23% di Irpef + 1% di addizionale regionali e comunale.

Prima di tutto individuiamo quale parte dell’utile della S.r.l. corrisponde un imponibile Irpef di 15.000 euro:

Irpef lordo: euro 15.000. Devi considerare una imposta del 24%, ossia euro 15.000 x 24% = 3.600 e anche la detrazione del lavoro da dipendente.

Detrazione lavoro dipendente (bonus fiscale): 978 + 902 x (28.000 – 15.000) / 20.000 = 1.564,30

La base imponibile Inps la trovo dal verbale dell’assemblea che definisce la base imponibile Inps, in questo caso: 15.000 / (100% – 11,41%) = 16.931,93

Contributi Inps c/ amministratore: 15.000 / 88,59% x 11,41% = 1.931,93

Contributi Inps c/ditta: 15.000 / 88,59 x 22,82 = 3.863,87

Verifica se i contributi Inps sono del 34,23% sul totale dell’Imponibile Inps: (1.931,93 + 3.863,87) / (15.000 / 88,59%) = 34,23%

Ora possiamo trovare la quota di utile della S.r.l. da attribuire al compenso del socio: (15.000 + 1.931,93 + 3.863,87) / (100% – 4%) = 21.662,29

Quindi l’Irap sarà di: 21.662,29 x 4% = 866,49

Imposte e contributi totali: 3.600 – 1.564,30 + 1.931,93 + 3.863,87 + 866,49 = 8.697,99

Quindi il carico fiscale e contributivo complessivo è pari ad euro: 8.697,99/21.662,29 x 100 = 40,15% (grazie alla detrazione fiscale del lavoro da dipendente)

Importo netto ricevuto dall’amministratore: 21.662,29 – 8.697,99 = 12.964,30

In sintesi, per i primi utili della S.r.l. di euro 21.662,29, il carico fiscale complessivo è pari al 40,15% e l’amministratore riceve un importo netto di euro 12.964,30.

 

Secondo scaglione Irpef:

2) Secondo scaglione Irpef, di euro 28.000, dobbiamo affrontare le seguenti aliquote: l’11,41% di contributi a carico dell’amministratore, il 22,82% di contributi Inps carico ditta, il 4% di Irap, il 23% di Irpef + 1% di addizionale regionali e comunale fino ad euro 15.000 e il 27% di Irpef + 1% addizionali regionali e comunali fino ad un reddito euro 28.000.

Prima di tutto individuiamo quale parte dell’utile della S.r.l. corrisponde un imponibile Irpef di 28.000 dell’amministratore euro:

Irpef lordo: euro 28.000. Devi considerare una imposta del 24% fino ad euro 15.000 x 24% = 3.600, l’imposta del 28% sulla parte maggiore fino ad euro 28.000, (28.000 – 15.000) x 28% = 3.640 e anche la detrazione del lavoro da dipendente.

Detrazione lavoro dipendente (bonus fiscale): 978 + 902 x (28.000 – 28.000) / 20.000 = 978

La base imponibile Inps la trovo dal verbale dell’assemblea che definisce la base imponibile Inps, in questo caso: 28.000 / (100% – 11,41%) = 31.606,28

Contributi Inps c/ amministratore: 28.000 / 88,59% x 11,41% = 3.606,28

Contributi Inps c/ditta: 28.000 / 88,59 x 22,82 = 7.212,55

Verifica se i contributi Inps sono del 34,23% sul totale dell’Imponibile Inps: (3.606,28 + 7.212,55) / (28.000 / 88,59%) = 34,23%

Ora possiamo trovare la quota di utile della S.r.l. da attribuire al compenso del socio: (28.000 + 3.606,28 + 7.212,55) / (100% – 4%) = 40.436,28

Quindi l’Irap sarà di: 40.436,28 x 4% = 1.617,45

Imposte e contributi totali: 7.240 – 978 + 3.606,28 + 7.212,55 + 1.617,45 = 18.698,28

Quindi il carico fiscale e contributivo complessivo è pari ad euro: 18.698,28/40.436,28x 100 = 46,24% (grazie alla detrazione fiscale del lavoro da dipendente)

Importo netto ricevuto dall’amministratore: 40.436,28 – 18.698,28 = 21.738

In sintesi, per i primi utili della S.r.l. di euro 40.436,28, il carico fiscale complessivo è pari al 46,24% e l’amministratore riceve un importo netto di euro 21.738

 

Terzo scaglione Irpef:

3) Terzo scaglione Irpef, di euro 55.000, dobbiamo affrontare le seguenti aliquote: l’11,41% di contributi a carico dell’amministratore, il 22,82% di contributi Inps carico ditta, il 4% di Irap, il 23% di Irpef + 1% di addizionale regionali e comunale fino ad euro 15.000, il 27% di Irpef + 1% addizionali regionali e comunali fino ad euro 28.000, il 38% di Irpef + 1% di addizionale regionale e comunale fino ad euro 55.000.

Prima di tutto individuiamo quale parte dell’utile della S.r.l. corrisponde un imponibile Irpef di 55.000 euro:

Irpef lordo: euro 55.000. Devi considerare una imposta del 24% fino ad euro 15.000 x 24% = 3.600, l’imposta del 28% sulla parte maggiore fino ad euro 28.000 (28.000 – 15.000) x 28% = 3.640, l’imposta del 39% sulla parte maggiore fino ad euro 55.000 (55.000 – 28.000) x 39% = 10.530 e NON è prevista la detrazione del lavoro da dipendente per i redditi da 55.000 euro in su.

Detrazione lavoro dipendente (bonus fiscale): ZERO.

La base imponibile Inps la trovo dal verbale dell’assemblea che definisce la base imponibile Inps, in questo caso: 55.000 / (100% – 11,41%) = 62.083,76.

Contributi Inps c/ amministratore: 55.000 / 88,59% x 11,41% = 7.083,76

Contributi Inps c/ditta: 55.000 / 88,59 x 22,82 = 14.167,51

Verifica se i contributi Inps sono del 34,23% sul totale dell’Imponibile Inps: (7.083,76 + 14.167,51) / (55.000 / 88,59%) = 34,23%

Ora possiamo trovare la quota di utile della S.r.l. da attribuire al compenso del socio: (55.000 + 7.083,76 + 14.167,51) / (100% – 4%) = 79.428,40

Quindi l’Irap sarà di: 79.428,40 x 4% = 3.177,13

Imposte e contributi totali: 17.770 + 7.083,76 + 14.167,51 + 3.177,13 = 42.198,40

Quindi il carico fiscale e contributivo complessivo è pari ad euro: 42.198,40 / 79.428,40 x 100 = 53,13%

Importo netto ricevuto dall’amministratore: 79.428,40 – 42.198,40 = 37.230.

In sintesi, per i primi utili della S.r.l. di euro 79.428,40, il carico fiscale complessivo è pari al 53,13% e l’amministratore riceve un importo netto di euro 37.230.

 

Quarto scaglione Irpef:

4) Quarto scaglione Irpef, di euro 75.000, dobbiamo affrontare le seguenti aliquote: l’11,41% di contributi a carico dell’amministratore, il 22,82% di contributi Inps carico ditta, il 4% di Irap, il 23% di Irpef + 1% di addizionale regionali e comunale fino ad euro 15.000, il 27% di Irpef + 1% addizionali regionali e comunali fino ad euro 28.000, il 38% di Irpef + 1% di addizionale regionale e comunale fino ad euro 55.000, il 41% di Irpef + 1% di addizionale regionale e comunale fino ad euro 75.000.

Prima di tutto individuiamo quale parte dell’utile della S.r.l. corrisponde un imponibile Irpef di 75.000 euro:

Irpef lordo: euro 75.000. Devi considerare una imposta del 24% fino ad euro 15.000 x 24% = 3.600, l’imposta del 28% sulla parte maggiore fino ad euro 28.000, (28.000 – 15.000) x 28% = 3.640, l’imposta del 39% sulla parte maggiore fino ad euro 55.000, (55.000 – 28.000) x 39% = 10.530, l’imposta del 42% sulla parte maggiore fino ad euro 75.000, (75.000 – 55.000) x 42% = 8.400 e NON è prevista la detrazione del lavoro da dipendente per i redditi da 55.000 euro in su.

Detrazione lavoro dipendente (bonus fiscale): ZERO.

La base imponibile Inps la trovo dal verbale dell’assemblea che definisce la base imponibile Inps, in questo caso: 75.000 / (100% – 11,41%) = 84.659,67.

Contributi Inps c/ amministratore: 75.000 / 88,59% x 11,41% = 9.659,67

Contributi Inps c/ditta: 75.000 / 88,59 x 22,82 = 19.319,34

Verifica se i contributi Inps sono del 34,23% sul totale dell’Imponibile Inps: (9.659,67 + 19.319,34) / (75.000 / 88,59%) = 34,23%

Ora possiamo trovare la quota di utile della S.r.l. da attribuire al compenso del socio: (75.000 + 9.659,67 + 19.319,34) / (100% – 4%) = 108.311.46

Quindi l’Irap sarà di: 108.311,46 x 4% = 4.332,45

Imposte e contributi totali: 26.170 + 9.659,67 + 19.319,34 + 4.332,45 = 59.481,45

Quindi il carico fiscale e contributivo complessivo è pari ad euro: 59.481,45 / 108.311,46 x 100 = 54,92%

Importo netto ricevuto dall’amministratore: 108.311,46 – 59.481,45 = 48.830,01

In sintesi, per i primi utili della S.r.l. di euro 108.311,46, il carico fiscale complessivo è pari al 54,91% e l’amministratore riceve un importo netto di euro 48.830,01.

 

Quinto scaglione “Irpef”:

5) Quinto scaglione Irpef non esiste, in quanto per i redditi superiori ad euro 75.000 c’è un’aliquota Irpef costante. Così come ultimo scaglione ho preferito prendere il massimale Inps, perché è quel importo oltre il quale NON paghi più i contributi Inps fissi. Superiore a questa soglia, il carico fiscale praticamente è minore rispetto alla fascia di reddito precedente. La soglia dell’Inps massimale è di euro 103.055, oltre il quale non si pagano i contributi. Così per questo ultimo scaglione prendiamo come riferimento euro 103.055 come base imponibile Inps

Ti ricordo che dobbiamo affrontare le seguenti aliquote: l’11,41% di contributi a carico dell’amministratore, il 22,82% di contributi Inps carico ditta, il 4% di Irap, il 23% di Irpef + 1% di addizionale regionali e comunale fino ad euro 15.000, il 27% di Irpef + 1% addizionali regionali e comunali fino ad euro 28.000, il 38% di Irpef + 1% di addizionale regionale e comunale fino ad euro 55.000, il 41% di Irpef + 1% di addizionale regionale e comunale fino ad euro 75.000 e per la parte superiore il 43% di Irpef + 1% di addizionale regionale e comunale.

La logica dei calcoli sarà un po’ diversa rispetto ai punti precedenti, ma nulla di impossibile da comprendere.

La base imponibile Inps sul quale sono calcolati i contributi è euro 103.055.

Irpef lordo: euro 75.000. Devi considerare una imposta del 24% fino ad euro 15.000 x 24% = 3.600, l’imposta del 28% sulla parte maggiore fino ad euro 28.000, (28.000 – 15.000) x 28% = 3.640, l’imposta del 39% sulla parte maggiore fino ad euro 55.000, (55.000 – 28.000) x 39% = 10.530, l’imposta del 42% sulla parte maggiore fino ad euro 75.000, (75.000 – 55.000) x 42% = 8.400, l’imposta del 44% sulla parte superiore ad euro 75.000, (91.296,42 – 75.000) x 44% = 7.170,42  e NON è prevista la detrazione del lavoro da dipendente per i redditi da 55.000 euro in su.

Detrazione lavoro dipendente (bonus fiscale): ZERO.

La base imponibile Inps la trovo dal verbale dell’assemblea che definisce la base imponibile Inps è il massimale visto in precedenza, ossia euro 103.055.

Contributi Inps c/ amministratore: 103.055 x 11,41% = 11.758,58

Contributi Inps c/ditta: 103.055 x 22,82 = 23.517,15

Verifica se i contributi Inps sono del 34,23% sul totale dell’Imponibile Inps: (11.758,58 + 23.517,15) / 103.055 = 34,23%

Ora possiamo trovare la quota di utile della S.r.l. da attribuire al compenso del socio: (91.296,42 + 11.758,58 + 23.517,15) / (100% – 4%) = 131.845,99

Quindi l’Irap sarà di: 131.845,99  x 4% = 5.273,84

Imposte e contributi totali: 33.340,43 + 11.758,58 + 23.517,15 + 5.273,84 = 73.889,99

Quindi il carico fiscale e contributivo complessivo è pari ad euro: 73889,99/131.845,99 x 100 = 56,04%

Importo netto ricevuto dall’amministratore: 131.845,99 – 73.889,99 = 57.956

In sintesi, per i primi utili della S.r.l. di euro 131.845,99, il carico fiscale complessivo è pari al 56,04% e l’amministratore riceve un importo netto di euro 57.956.

 

Dati in sintesi:

solo compenso da amministratore
soglia utile S.r.l.
21.662,29 € 40.436,28 € 79.428,40 € 108.311,46 € 131.845,98 €
Aliquota carico fiscale complessivo 40,15% 46,24% 53,13% 54,91% 56,04%

 

 

Prelievo utili come compenso amministratore del socio lavoratore

In questo caso, siccome ci sono delle aliquote fiscali che variano all’aumentare degli scaglioni Irpef e una parte dei contributi Inps commercianti è fissa, allora è meglio fare i calcoli precisi ipotizzando un certo livello di utile della società destinato al compenso dell’amministratore.

– Questo è il caso in cui l’amministratore è anche un socio lavoratore e quindi paga l’Inps commercianti con il minimale fisso ogni anno che lo copre fino ad un reddito di circa euro 15.900 e sulla parte superiore il 24% (sarebbe un po’ più alto, ma per semplicità di calcolo prendiamo questa percentuale).

– Premetto che in questo caso ipotizziamo che l’utile della S.r.l. attribuibile al socio lavoratore non superi mai il minimale Inps di euro 15.900, in quanto si presume di prelevare tutto per darlo all’amministratore come compenso da amministratore. Quindi ipotizziamo che non ci siano altri importi da versare a titolo di contributi Inps commercianti. Anche se, se proprio devo essere sincero, nel momento in cui l’utile è elevato, molto probabilmente sono gli altri che lavorano per te e quindi non dovresti trovarti iscritto alla gestione Inps separata.

 

Primo scaglione Irpef:

1) Primo scaglione Irpef, di euro 15.000, dobbiamo affrontare le seguenti aliquote e importi: euro 3.580,52 a titolo di contributi Inps commercianti, l’8% di contributi a carico dell’amministratore, poi il 16% di contributi Inps carico ditta, poi il 4% di Irap e all’ultimo il 23% di Irpef + 1% di addizionale regionali e comunale.

Prima di tutto individuiamo quale parte dell’utile della S.r.l. corrisponde un imponibile Irpef di 15.000 euro.

Per fare questo sommiamo i contributi Inps commercianti: 15.000 + 3.850,52 = 18.850,52

La base imponibile Inps lo calcolo semplicemente sommando il limite Irpef con i contributi Inps commercianti e poi aumentandolo quella quota dei contributi Inps carico amministratore presente sulla sua busta paga: (15.000 + 3.850,52) / (100% – 8%) = 20.489,70

Contributi Inps c/ amministratore: 20.489,70 x 8% = 1.639,18

Contributi Inps c/ditta: 20.489,70 x 16% = 3.278,35

Verifica se i contributi Inps sono del 24% sul totale dell’Imponibile Inps: (1.639,18 + 3.278,35) / ((15.000 + 3.850,52) / 92%) = 24%

Irpef lordo: euro 15.000. Devi considerare una imposta del 24%, ossia euro 15.000 x 24% = 3.600 e anche la detrazione del lavoro da dipendente.

Detrazione lavoro dipendente (bonus fiscale): 978 + 902 x (28.000 – 15.000) / 20.000 = 1.564,30.

Ora possiamo trovare la quota di utile della S.r.l. da attribuire al compenso del socio: (18.850,52 + 1.639,18 + 3.278,35) / (100% – 4%) = 24.758,38

Quindi l’Irap sarà di: 24.758,38 x 4% = 990,34

Imposte e contributi totali: 3.600 – 1.564,30 + 1.639,17 + 3.278,35 + 990,34 + 3.850,52 = 11.794,08

Quindi il carico fiscale e contributivo complessivo è pari ad euro: 11.794,08/24.758,38 x 100 = 47,64%

Imposto netto ricevuto dall’amministratore: 24.758,38 – 11.794,08 = 12.964,30

In sintesi, per i primi utili della S.r.l. di euro 24.758,38, il carico fiscale complessivo è pari al 47,64% e l’amministratore riceve un importo netto di euro 12.964,30

 

Secondo scaglione Irpef:

2) Secondo scaglione Irpef, di euro 28.000, dobbiamo affrontare le seguenti aliquote e importi: euro 3.580,52 a titolo di contributi Inps commercianti, l’8% di contributi a carico dell’amministratore, poi il 16% di contributi Inps carico ditta, poi il 4% di Irap e all’ultimo il 23% di Irpef + 1% di addizionale regionali e comunale fino al reddito di euro 15.000 e il 27% di Irpef + 1% di addizionale regionale e comunale fino al reddito di euro 28.000.

Prima di tutto individuiamo quale parte dell’utile della S.r.l. corrisponde un imponibile Irpef di 28.000 euro del compenso amministratore.

Per fare questo sommiamo i contributi Inps commercianti: 28.000 + 3.850,52 = 31.850,52

La base imponibile Inps lo calcolo semplicemente sommando il limite Irpef con i contributi Inps commercianti e poi aumentandolo quella quota dei contributi Inps carico amministratore presente sulla sua busta paga: (28.000 + 3.850,52) / (100% – 8%) = 34.620,13

Contributi Inps c/ amministratore: 34.620,13 x 8% = 2.769,61

Contributi Inps c/ditta: 34.620,13 x 16% = 5.539,22

Verifica se i contributi Inps sono del 24% sul totale dell’Imponibile Inps: (2.769,61 + 5.539,22) / ((28.000 + 3.850,52) / 92%) = 24%

Irpef lordo: euro 28.000. Devi considerare una imposta del 24%, ossia euro 15.000 x 24% = 3.600, per la parte superiore il 28%, ossia euro (28.000 – 15.000) x 28% = 3.640 e anche la detrazione del lavoro da dipendente.

Detrazione lavoro dipendente (bonus fiscale): 978

Ora possiamo trovare la quota di utile della S.r.l. da attribuire al compenso del socio: (31.850,52 + 2.769,61 + 5.539,22) / (100% – 4%) = 41.832,66

Quindi l’Irap sarà di: 41.832,66 x 4% = 1.673,31

Imposte e contributi totali: 7.240 – 978 + 2.769,61 + 5.539,22 + 1.673,30 + 3.850,52 = 20.094,66

Quindi il carico fiscale e contributivo complessivo è pari ad euro: 20.094,66/41.832,65 x 100 = 48,04%

Imposto netto ricevuto dall’amministratore: 41.832,65 – 20.094,66 = 21.738

In sintesi, per i primi utili della S.r.l. di euro 41.832,65, il carico fiscale complessivo è pari al 48,04% e l’amministratore riceve un importo netto di euro 21.738

 

Terzo scaglione Irpef:

3) Terzo scaglione Irpef, di euro 55.000, dobbiamo affrontare le seguenti aliquote e importi: euro 3.580,52 a titolo di contributi Inps commercianti, l’8% di contributi a carico dell’amministratore, poi il 16% di contributi Inps carico ditta, poi il 4% di Irap e all’ultimo il 23% di Irpef + 1% di addizionale regionali e comunale fino al reddito di euro 15.000, il 27% di Irpef + 1% di addizionale regionale e comunale fino al reddito di euro 28.000 ed il 38% di Irpef + 1% di addizionale regionale e comunale.

Prima di tutto individuiamo quale parte dell’utile della S.r.l. corrisponde un imponibile Irpef di 55.000 euro del compenso amministratore.

Per fare questo sommiamo i contributi Inps commercianti: 55.000 + 3.850,52 = 58.850,52

La base imponibile Inps lo calcolo semplicemente sommando il limite Irpef con i contributi Inps commercianti e poi aumentandolo quella quota dei contributi Inps carico amministratore presente sulla sua busta paga: (55.000 + 3.850,52) / (100% – 8%) = 63.967,96

Contributi Inps c/ amministratore: 63.967,96 x 8% = 5.117,43

Contributi Inps c/ditta: 63.967,96 x 16% = 10.234,87

Verifica se i contributi Inps sono del 24% sul totale dell’Imponibile Inps: (5.117,43 + 10.234,87) / ((55.000 + 3.850,52) / 92%) = 24%

Irpef lordo: euro 55.000. Devi considerare una imposta del 24%, ossia euro 15.000 x 24% = 3.600, per la parte superiore il 28%, ossia euro (28.000 – 15.000) x 28% = 3.640 e anche la detrazione del lavoro da dipendente, per la parte superiore il 39%, ossia euro (55.000 – 28.000) x 39% = 10.530.

Detrazione lavoro dipendente (bonus fiscale): ZERO

Ora possiamo trovare la quota di utile della S.r.l. da attribuire al compenso del socio: (58.850,52 + 5.117,43 + 10.234,87) / (100% – 4%) = 77.294,60

Quindi l’Irap sarà di: 77.294,60 x 4% = 3.091,78

Imposte e contributi totali: 17.770 + 5.117,43 + 10.234,87 + 3.091,78 + 3.850,52 = 40.064,61

Quindi il carico fiscale e contributivo complessivo è pari ad euro: 40.064,61 / 77.294,60 x 100 = 51,83%

Importo netto ricevuto dall’amministratore: 77.294,60 – 40.064,61 = 37.230

In sintesi, per i primi utili della S.r.l. di euro 77.294,61, il carico fiscale complessivo è pari al 51,83% e l’amministratore riceve un importo netto di euro 37.230.

 

Quarto scaglione Irpef:

4) Quarto scaglione Irpef, di euro 75.000, dobbiamo affrontare le seguenti aliquote e importi: euro 3.580,52 a titolo di contributi Inps commercianti, l’8% di contributi a carico dell’amministratore, poi il 16% di contributi Inps carico ditta, poi il 4% di Irap e all’ultimo il 23% di Irpef + 1% di addizionale regionali e comunale fino al reddito di euro 15.000, il 27% di Irpef + 1% di addizionale regionale e comunale fino al reddito di euro 28.000, il 38% di Irpef + 1% di addizionale regionale e comunale fino ad euro 55.000, il 41% di Irpef + 1% di addizionale regionale e comunale fino a 75.000. Prima di tutto individuiamo quale parte dell’utile della S.r.l. corrisponde un imponibile Irpef di 75.000 euro del compenso amministratore. Per fare questo sommiamo i contributi Inps commercianti: 75.000 + 3.850,52 = 78.850,52.

La base imponibile Inps lo calcolo semplicemente sommando il limite Irpef con i contributi Inps commercianti e poi aumentandolo quella quota dei contributi Inps carico amministratore presente sulla sua busta paga: (75.000 + 3.850,52) / (100% – 8%) = 85.707,09.

Contributi Inps c/ amministratore: 85.707,09 x 8% = 6.856,57

Contributi Inps c/ditta: 85.707,09 x 16% = 13.713,13

Verifica se i contributi Inps sono del 24% sul totale dell’Imponibile Inps: (6.856,57 + 13.713,13) / ((75.000 + 3.850,52) / 92%) = 24%

Irpef lordo: euro 75.000. Devi considerare una imposta del 24%, ossia euro 15.000 x 24% = 3.600, per la parte superiore il 28%, ossia euro (28.000 – 15.000) x 28% = 3.640 e anche la detrazione del lavoro da dipendente, per la parte superiore il 39%, ossia euro (55.000 – 28.000) x 39% = 10.530, per la parte superiore il 42%, ossia euro (75.000 – 55.000) x 42% = 8.400.

Detrazione lavoro dipendente (bonus fiscale): ZERO

Ora possiamo trovare la quota di utile della S.r.l. da attribuire al compenso del socio: (78.850,52 + 6.856,57 + 13.713,13) / (100% – 4%) = 103.562,73

Quindi l’Irap sarà di: 103.562,73 x 4% = 4.142,51

Imposte e contributi totali: 26.170 + 6.856,57 + 13.713,13 + 4.142,51 + 3.580,52 = 54.732,73

Quindi il carico fiscale e contributivo complessivo è pari ad euro: 54.732,73 / 103.562,70 x 100 = 52,85%

Importo netto ricevuto dall’amministratore: 103.562,73 – 54.732,73 = 48.830,00

In sintesi, per i primi utili della S.r.l. di euro 103.562,73, il carico fiscale complessivo è pari al 52,85% e l’amministratore riceve un importo netto di euro 48.830,00.

 

Quinto scaglione Irpef:

5) Quinto scaglione Irpef, di euro 75.000, dobbiamo affrontare le seguenti aliquote e importi: euro 3.580,52 a titolo di contributi Inps commercianti, l’8% di contributi a carico dell’amministratore, poi il 16% di contributi Inps carico ditta, poi il 4% di Irap e all’ultimo il 23% di Irpef + 1% di addizionale regionali e comunale fino al reddito di euro 15.000, il 27% di Irpef + 1% di addizionale regionale e comunale fino al reddito di euro 28.000, il 38% di Irpef + 1% di addizionale regionale e comunale fino ad euro 55.000, il 41% di Irpef + 1% di addizionale regionale e comunale fino a 75.000, mentre per la parte superiore si paga il 43% di Irpef + 1% di addizionale regionale e comunale.

Siccome l’ultima aliquota Irpef non ha un limite, allora prendiamo come riferimento il massimale di reddito Inps della gestione separata oltre il quale non si pagano più contributi Inps. La soglia del compenso Inps è di euro 103.055.

In questo caso l’imponibile Inps sul compenso dell’amministratore è proprio euro 103.055

Contributi Inps c/ amministratore: 103.055 x 8% = 8.244,40

Contributi Inps c/ditta: 103.055 x 16% = 16.488,80

Verifica se i contributi Inps sono del 24% sul totale dell’Imponibile Inps: (8.244,40 + 16.488,80) / 103.055 = 24%

Irpef lordo: euro 94.810,60 (103.055 – 8.244,40). Devi considerare una imposta del 24%, ossia euro 15.000 x 24% = 3.600, per la parte superiore il 28%, ossia euro (28.000 – 15.000) x 28% = 3.640 e anche la detrazione del lavoro da dipendente, per la parte superiore il 39%, ossia euro (55.000 – 28.000) x 39% = 10.530, per la parte superiore il 42%, ossia euro (75.000 – 55.000) x 42% = 8.400, per la parte superiore il 44%, ossia euro (94.810.60 – 75.000) x 44% = 8.716,66.

Detrazione lavoro dipendente (bonus fiscale): ZERO

Ora possiamo trovare la quota di utile della S.r.l. da attribuire al compenso del socio: (103.055 + 16.488,80) / (100% – 4%) = 124.524,79

Quindi l’Irap sarà di: 124.524,790 x 4% = 4.981,00

Imposte e contributi totali: 34.886,66 + 8.244,40 + 16.488,80 + 4.981,00 + 3.580,52 = 68.451,38

Quindi il carico fiscale e contributivo complessivo è pari ad euro: 68.451,38 / 124.524,79 x 100 = 54,97%

Imposto netto ricevuto dall’amministratore: 124.524,79-68.451,38 = 56.073,42

In sintesi, per i primi utili della S.r.l. di euro 124.524,79, il carico fiscale complessivo è pari al 54,97% e l’amministratore riceve un importo netto di euro 56.073,42

 

Dati in sintesi:

compenso amministratore e socio lavoratore
soglia utile S.r.l.
24.758,38 € 41.832,65 € 77.294,61 € 103.562,73 € 124.524,79 €
Aliquota carico fiscale complessivo 47,64% 48,04% 51,83% 52,85% 54,97%

 

Check list di sintesi della circolare

Qui, di seguito, ti porto una breve check list della circolare, per consentirti di memorizzare i concetti chiave in modo semplice e veloce:

  1. In una S.r.l. ci sono più modalità per prelevare i soldi dalla società;
  2. Principalmente ci sono 4 metodi per prelevare gli utili dalla S.r.l.: a) socio di capitali, b) socio lavoratore, c) compenso amministratore, d) socio lavoratore con compenso da amministratore;
  3. Per comprendere la percentuale di carico fiscale e contributivo complessivo non si può, semplicemente,  sommare le diverse aliquote fiscali, perché possono avere diverse basi imponibili e perché le aliquote fiscali possono variare all’aumentare di determinate soglie;
  4. Qui, di seguito, confronto la tabella riepilogativa del carico fiscale complessivo del compenso dell’amministratore con quello del socio di capitale ed il socio lavoratore:
    Tabella di confronto carico fiscale sugli utili della S.r.l.
    soglia utile S.r.l.
    21.662,29 € 40.436,28 € 79.428,40 € 108.311,46 € 131.845,98 €
    solo compenso da amministratore 40,14% 46,24% 53,13% 54,91% 56,04%
    solo socio di capitale 46,72% 46,72% 46,72% 46,72% 46,72%
    socio lavoratore iscritto alla gestione commercianti 70,72% 70,72% 70,72% 70,72% 70,72%
  5. Qui di seguito confronto la tabella riepilogativa del carico fiscale complessivo del compenso dell’amministratore che è anche un socio lavoratore con quello del socio di capitale ed il socio lavoratore:
    Tabella di confronto carico fiscale sugli utili della S.r.l.
    soglia utile S.r.l.
    24.758,38 € 41.832,65 € 77.294,61 € 103.562,73 € 124.524,79 €
    compenso amministratore e socio lavoratore 47,64% 48,04% 51,83% 52,85% 54,97%
    solo socio di capitale 46,72% 46,72% 46,72% 46,72% 46,72%
    socio lavoratore iscritto alla gestione commercianti 70,72% 70,72% 70,72% 70,72% 70,72%
  1. Sicuramente il migliore in assoluto è di prelevare i soldi come socio finanziatore. Posizione che potrebbe essere ricoperta dalla compagna o la moglie. La soluzione ideale è intestare il 95% della S.r.l. alla propria moglie/compagna in modo che lei paga meno carico fiscale possibile portando sempre i soldi in famiglia;
  2. La seconda soluzione migliore è quella del socio lavoratore con compenso da amministratore. Questa posizione è ideale per l’imprenditore che deve lavorare all’interno della S.r.l., in quanto ha regolarizzato la sua posizione di lavoro con l’iscrizione alla gestione commercianti in modo da evitare qualsiasi contestazione con l’ispettorato del lavoro. Se il socio lavoratore con compenso da amministratore si intestasse il 5% delle quote, di fatto pagherebbe solo i contributi fissi Inps di euro 3.850 senza dover pagare il 24% sul reddito eccedente il minimale attribuibile al socio di circa euro 15.900, beneficiando comunque dell’aliquota Inps ridotta sul compenso dell’amministratore;
  3. Si segnala che anche il carico fiscale presente sul compenso dell’amministratore è molto più basso delle credenze comuni, soluzione da utilizzare assolutamente quando fai solo attività di amministratore della tua S.r.l. . Inoltre si segnala che per i redditi “bassi”, fino ad euro 82.000 dell’utile della S.r.l., il compenso da amministratore ti fa pagare un carico fiscale più basso rispetto al caso del socio lavoratore con un compenso da amministratore;
  4. Ultima soluzione, da evitare, è quella del socio lavoratore senza compenso. Questa è la soluzione peggiore in assoluto che ti farà pagare più imposte e contributi del dovuto;
  5. In sintesi, la soluzione migliore in assoluto che ti permetterebbe di tagliare il carico fiscale al meglio grazie alla S.r.l. è la situazione in cui tu che sei imprenditore che lavora, hai il 5% di quota di S.r.l. e prendi un compenso amministratore pagando i contributi Inps commercianti utilizzando tutta la quota di utile della S.r.l. di cui hai bisogno. In questo modo di fatto è difficile che raggiungi il minimale Inps di euro 15.900 perché hai solo il 5% di quote, eviti di pagare il 24% di contributi Inps eccedenti il minimale della gestione commercianti e paghi il 24% di contributi sui compensi da amministratore (invece che il 34,23%) perché sei iscritto in due diverse gestioni Inps. Mentre si consiglia di intestare 95% delle quote intestate al coniuge/compagna come socia finanziatrice in quanto paga il carico fiscale più basso in assoluto. Se hai paura di evitare possibili divorzi e separazioni, ti consiglio di inserire opportune clausole di prelazione o privilegio per contrastare eventuali problemi futuri con il coniuge;
  6. ricordati che puoi utilizzare i rimborsi chilometrici, forfettari e analitici per diminuire il carico fiscale ulteriormente.

Ho voluto mettere questa semplice check list per mostrarti che:

“Il risparmio fiscale NON è fatto di segreti e gabole strane, il risparmio fiscale lo si ottiene applicando semplici strumenti di pianificazione fiscale, previsti dalla legge, da applicare nella tua S.r.l. nella quantità giusta, in base all’utile e la liquidità disponibile, grazie ad un controllo mensile della contabilità con la collaborazione del tuo commercialista e secondo gli obiettivi dell’imprenditore, individuando quali sono gli strumenti fiscali più sicuri e quali meno sicuri per portare al minimo il rischio di sanzioni”.

 

Conclusioni

Grazie a questa circolare, ora, conosci qual è l’opzione per te migliore per prendere gli utili dalla S.r.l. tagliando più possibile il carico fiscale.

Vorrei farti notare che grazie a questa circolare, hai scoperto come tagliare le imposte ed i contributi, senza dover utilizzare gabole strane ma, semplicemente, utilizzando la legge e calcolando dov’è il maggior taglio del carico fiscale con precisione sui casi specifici. Il tutto, appunto, nel totale rispetto della legge.

In Italia puoi benissimo tagliare le imposte ed i contributi nel rispetto della legge, basta solo conoscere come fare e trovare qualcuno che ti applica un po’ di matematica fiscale.

Cosa che difficilmente trovi in altri blog 😉 .

In tutti i casi in cui hai un’azienda sappi che, se tu volessi veramente dormire sonni tranquilli, proteggere il tuo patrimonio personale, proteggere il tuo investimento aziendale, tutelare la tua famiglia e il tuo futuro, la soluzione migliore risiede nell’utilizzare una S.r.l. .

Ma non basta.

Devi infatti anche verificare di: produrre utili in abbondanza, avere sempre la liquidità necessaria per far funzionare l’azienda regolarmente e utilizzare il più possibile strumenti di pianificazione fiscale nella tua società per ridurre le imposte della S.r.l. .

Stai però attento, perché gestendo in modo inappropriato una S.r.l., rischi di pagare più del 70% di imposte e contributi (tanto quanto una ditta individuale, ma solo con la S.r.l. puoi ridurre il carico fiscale complessivo).

Mentre, dal lato opposto, con una gestione fiscale efficace della S.r.l., le imposte possono essere ridotte fino al 28%.

Tra il 70% di carico tributario ed il 28%, ci sono vari strumenti di pianificazione fiscale che puoi utilizzare nella tua S.r.l. per tagliare il più possibile le imposte ed i contributi.

Più strumenti di risparmio fiscale specifici per la S.r.l. applichi e più riuscirai a ridurre le imposte ed i contributi avvicinandoti al 28%.

Strumenti di risparmio fiscale specifici per la S.r.l. che troverai scaricando il manuale che riceverai compilando il form qui in basso.

Tutte le volte che decidi di utilizzare una S.r.l. per la tua attività imprenditoriale, ricordati che puoi accedere al servizio della Contabilità Controllata.

Seguendo la procedura della Contabilità Controllata, puoi rendere la tua S.r.l. una macchina che ti genera costantemente più soldi di quelli che spendi.

Ogni 12 mesi avrai una S.r.l. con più utili rispetto a prima, con più soldi in banca rispetto a prima e la possibilità di tagliare il carico fiscale della società dal 70% al 28%.

Tutto questo grazie all’applicazione dei principi di Efficacia Fiscale e al controllo mensile del bilancio della Contabilità Controllata nella tua S.r.l. .

In questo modo crei sempre più ricchezza per te e ottieni tutto il successo che ti meriti insieme alle persone a te care.

Se non puoi applicare la procedura della Contabilità Controllata con il tuo commercialista, non preoccuparti.

In alternativa puoi inviare una email direttamente a me all’indirizzo info@efficaciafiscale.com, con oggetto “Contabilità Controllata” e richiedere maggiori informazioni.

Invece, per ottenere gratuitamente altri strumenti di Efficacia Fiscale che ti consentono di diminuire le imposte della tua S.r.l., è sufficiente che compili il form qui sotto, inserendo la tua migliore email.

Riceverai un manuale che comprende una check list dettagliata dei principali strumenti che puoi utilizzare con la tua S.r.l. per ridurre il carico fiscale dal 70% al 28%.

Vuoi aprire una S.r.l. e vuoi maggiori informazioni?

Puoi scegliere uno dei 2 canali disponibili:

1) inserire la tua migliore email nel form qui sotto. Ciò ti consentirà di ricevere una email con un link che ti consentirà di scaricare il manuale gratuito con i 94 strumenti di risparmio fiscale che puoi utilizzare con la tua S.r.l. .

Al termine della lettura del manuale che scaricherai, potrai richiedere gratuitamente un mese di Contabilità Controllata in omaggio per la tua S.r.l. (o la futura S.r.l.).

2) oppure puoi comprare il libro “Come ridurre le imposte della S.r.l.“ che trovi cliccando su questo link http://bit.ly/2mpvMva. Prendere il libro da questo link ti permetterà di acquistare una consulenza con me ad un prezzo scontato (euro 197 + Iva, invece che euro 497 + Iva).

Oltretutto, acquistando il libro da questo mio link, potrai ricevere gratuitamente a casa tua (o presso il tuo ufficio) anche la mia personale newsletter trimestrale cartacea, per sempre.

Se non ti è chiaro qualcosa, ricorda che il team di Efficacia Fiscale è a tua disposizione!

Che cosa aspetti a contattarci?

 

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6 thoughts on “Conviene prelevare i soldi dalla S.r.l. come distribuzione utili o come compenso amministratore? La soluzione ti scioccherà più di quello che tu possa credere…”

  1. Salve., come da voi scritto la miglior soluzione sarebbe prendere i compensi amministratore avendo il 5% delle quote il socio lavoratore e il 95% delle quote il socio finanziatore.
    Non sarebbe ancora meglio che il socio lavoratore con il 5% rinunciasse al compenso amministratore così da pagare solo l’INPS commercianti al minimo di 3850€ ???

    1. Ciao Salvatore, la risposta è che dipende.
      Devi fare i calcoli con precisione individuando prima i dati di utile e di compenso.
      Per esempio, se avessi il compenso da amministratore, prenderesti anche i rimborsi forfettari.
      Cosa che non puoi fare se il socio amministratore non avesse il compenso da amministratore (senza considerare che nella busta paga da amministratore ci sono vari bonus fiscali come ad esempio il bonus Renzi e la detrazione d’imposta).
      Puoi scoprire con precisione solo esaminando nello specifico la tua posizione, cosa che puoi fare acquistando una consulenza.
      A presto

  2. Salve , grazie mille, molto esaustivo e dettagliato.
    Domanda ?
    Ci sono delle controindicazioni nel deliberare di anno in anno il compenso fisso amministratore sulla base anche dei budget previsionali ??
    La nostra attività ha dei lavori con progetti lunghi e spesso ci troviamo con anni sfasati in termini di redditività , quindi anche il compenso a mio avviso andrebbe adeguato alle previsioni. Ma il mio consulente dice che non è corretto usare questa cosa come leva flessbile.
    cosa ne pensa ?

    1. Ciao Isabella, hai pensato di collegare il compenso dell’amministratore in percentuale del fatturato (ossia le fatture emesse), hai ricavi (che sono incassi di competenza, quindi diverso rispetto al fatturato) o all’utile della S.r.l.?

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