Indice dei contenuti
Ciao, ti do il benvenuto in questa nuova circolare del blog di Efficacia Fiscale, dove oggi parleremo della Contabilità Controllata e di come può aiutarti a ridurre il carico fiscale S.r.l..
Appena avrai finito di leggere questa circolare sarai in grado di capire come poter diminuire il carico fiscale della tua S.r.l., fino a portarlo al livello più basso consentito dalla legge.
Qual è la differenza tra una S.r.l che fa pagare all’imprenditore il 70% di tributi e una che fa pagare un ipotetico 28%?
La risposta è semplice: la seconda S.r.l ha adottato e applicato nel concreto degli strumenti di pianificazione fiscale.
Quasi tutte le S.r.l possono ottenere fino a circa il 28% di carico tributario, ma a condizione di mettere in atto determinati comportamenti e procedure che troverai scritti in questa circolare.
Ma ti devo avvisare di una cosa molto importante, non puoi pensare di applicare le strategie di efficacia fiscale, per diminuire i tributi della S.r.l. fino a circa il 28%, poco prima di presentare la tua dichiarazione dei redditi.
Puoi diminuire il carico fiscale quanto ti pare, a condizione di applicare i principi contenuti in questo articolo già adesso, appena avrai finito di leggere l’articolo.
Questo perché potrai pagare meno tributi nella prossima dichiarazione dei redditi, solo se applicherai durante l’anno precedente i principi che leggerai di seguito.
Prima applichi questi principi, prima risparmi. Quindi ti conviene iniziare a risparmiare subito.
Per poter capire quali cose devi mettere in atto, per pagare i tributi minimi del 28% previste dalla legge, bisogna capire il perché con una S.r.l. arrivi a pagare il 70%.
Quando senti dire in giro che in Italia si paga più del 50% di tributi, effettivamente è un concetto vero.
Quello che magari non è diffuso, invece, è il fatto che in questo calcolo è inserito anche l’aspetto contributivo dell’Inps.
C’è anche da dire che, il carico contributivo, se gestito bene, può essere un bonus fiscale in quanto è una spesa deducibile dal reddito.
Nota che, se il beneficio della deduzione dell’Inps non lo riesci ad utilizzare nella tua prossima dichiarazione dei redditi, allora hai pagato l’Inps come se fosse un tributo, al pari delle imposte sul reddito.
Per questo motivo, nei prossimi due esempi, considereremo i contributi Inps come il pagamento di un tributo a fondo perduto.
Nella S.r.l., se non gestisci nessun tipo ti risparmio fiscale, succede che puoi arrivare anche a pagare il 70% di tributi sull’utile che produci.
E te lo mostro con questo esempio, ipotizzando un utile lordo (prima del pagamento delle imposte) di euro 10.000 e ipotizzando di non utilizzare il regime della trasparenza fiscale.
Prima di tutto pagheresti l’Ires del 24% e l’Irap del 4% = 10.000 x 28% = euro 2.800.
L’utile netto, dopo il pagamento delle imposte della S.r.l., è di euro 7.200 euro.
L’utile netto è potenzialmente distribuibile interamente ai soci.
Solo se distribuisci gli utili netti ai soci, questi pagano il 26% di ritenuta a titolo d’imposta.
Sugli utili lordi (ossia il reddito fiscale) della S.r.l. devi pagare ugualmente i contributi commercianti Inps del 24%, anche se non hai distribuito gli utili.
Quindi pagheresti 10.000 x 24% = euro 2.400
(Attenzione, lo so molto bene che i contributi sul minimale dell’Inps di euro 15.878, prevedono un contributi annuo minimo da versare di euro 3.832,45. Ma per semplificare i calcoli ho considerato il 24% in percentuale sugli utili di questo esempio in considerazione del fatto che mi auguro che tu produca un utile ben più alto che euro 10.000. In questo modo tu sei certo che l’importo che ne scaturisce è un importo minimo, quando in realtà, per i redditi inferiori al minimale Inps, pagheresti comunque più contributi).
Se tu non avessi altri modi per prendere dei compensi come amministratore o socio con busta paga, dovresti prelevare gli utili dalla tua S.r.l..
Se decidessi di lasciare gli utili netti dentro alla S.r.l., senza distribuirli ai soci, non pagheresti l’imposta del 26% della ritenuta degli utili distribuiti.
Quindi, in un certo senso, se capitalizzi la tua S.r.l,. non paghi altre imposte sulla distribuzione degli utili, a parte l’Ires, l’Irap e l’Inps.
Ma siccome, con molta probabilità, la tua S.r.l. è la principale fonte di reddito, sicuramente devi prelevare gli utili per mantenere le tue spese e quelle della tua famiglia.
Quindi, ipotizzando una distribuzione totale degli utili netti.
Sugli utili distribuiti l’imposta sarebbe: 7.200 X 26% = 1.872 euro a titolo di imposta sostitutiva sugli utili distribuiti dalla S.r.l..
Adesso ti riepilogo i tributi che pagherebbe la tua S.r.l. con un utile lordo di euro 10.000, senza nessun strumento di riduzione dei tributi:
Totale pagamento imposte: 7.072 euro.
Se paragonassi 7.072 euro di triubuti con l’utile lordo di euro 10.000, ecco che già così ti ho mostrato che, senza l’utilizzo di strumenti di riduzione fiscale, pagheresti più del 70% di imposte e contributi sull’utile prodotto dalla tua S.r.l..
Ora che sei consapevole del perché, nel caso peggiore, pagheresti il 70% di tributi con la tua S.r.l., adesso passiamo al caso della migliore efficacia fiscale.
Ossia del caso in cui tu possa pagare il 28%di imposte con la tua S.r.l..
Adesso invece ti mostro come poter pagare il 28% di imposte con la tua S.r.l., nel completo rispetto della legge.
Per ottenere questo, procediamo con il percorso inverso, ossia partiamo dal peggior carico tributario della S.r.l. ed eliminiamo i tributi da pagare, fino ad arrivare al nostro obiettivo del 28% di imposte sugli utili.
Quindi iniziamo riepilogando le 3 tipologie di imposte che ti fanno pagare il 70% di tributi e analizziamo come poter contenere l’impatto di ciascuno di esse fino ad arrivare a pagare il 28%:
Il primo tributo che prendiamo in considerazione sono i contributi Inps.
Ci sono diversi aspetti da valutare prima di procedere all’eliminazione di questo tributo, per questo motivo ho già affrontato l’argomento in una precedente circolare in cui vengono elencati 5 passi da compiere per raggiungere l’obiettivo.
Per adesso posso dirti che, in generale, nella S.r.l. tu devi pagare l’Inps commercianti nel caso in cui tu sia un socio lavoratore. Questo significa che, se elimini questa caratteristica, puoi eliminare l’Inps.
Ma attenzione, perché devi dimostrare questa cosa, altrimenti l’Inps potrebbe comunque iscriverti d’ufficio alla gestione commercianti e rendere molto problematico per te, e per il tuo commercialista, la cancellazione.
Così, se non sei socio, allora puoi evitare l’Inps.
Così, se sei un socio, ma fai solo attività da amministratore e lo dimostri, allora puoi evitare l’Inps commercianti.
Questa cosa la puoi dimostrare all’Inps, per esempio, se tu hai dipendenti che lavorano per te, oppure se hai altri soci lavoratori iscritti all’Inps.
Tecnicamente potresti essere solo amministratore e delegare il lavoro anche a persone che hanno una partita iva o con il lavoro occasionale, ma l’Inps difficilmente ti riconoscerebbe questa cosa.
Un altro caso in cui puoi eliminare l’Inps, è quando il socio ha già un altro lavoro con busta paga. Se il contratto è a tempo pieno, sicuramente tutte le Inps provinciali riconoscono valida la cancellazione. Se il contratto invece arriva fino a un part time da 26 ore a settimana, con la maggior parte del reddito che proviene dal lavoro da dipendente, non tutte le Inps provinciali riconosceranno valida la cancellazione.
Questo ultimo esempio è più utile nel momento in cui intesti le quote ad un socio unico che lavora con te poche ore, e contemporaneamente ha già un lavoro a tempo pieno per conto suo.
Ci sarebbe anche la possibilità di intestare le quote al 100% a un socio unico e affidare l’amministrazione della società a due soggetti completamente diversi, con il socio unico che è veramente estraneo all’attività della tua S.r.l..
In questo caso il socio unico non dovrebbe pagare i contributi Inps ma, l’Inps potrebbe iscrivere in automatico il socio unico estraneo all’azienda, nonostante prima debba effettuare un accesso nei locali della S.r.l..
In caso di iscrizione, saresti costretto a fare ricorso all’Inps e poi nel caso presso un giudice tributario.
Cosa non impossibile, ma sicuramente è macchinosa per te e il tuo commercialista. Considerando anche il fatto che l’Inps potrebbe impiegare mesi, prima di rispondere al ricorso, e tu sei ugualmente obbligato a versare il tributo.
Il secondo tributo che si può eliminare è il 26% di imposta sostitutiva sulla distribuzione degli utili.
Un metodo per eliminare l’imposta sostitutiva sulla distribuzione, è quella di utilizzare i rimborsi spese forfettari e chilometrici. Non sono gli unici, ma questi li puoi applicare già subito da domani, appena torni in azienda.
Questi sono tra i migliori strumenti di riduzione del carico fiscale che tu possa utilizzare con la tua S.r.l. (cosa che non puoi utilizzare con la ditta individuale).
Ho già ampiamente discusso la validità di questi strumenti più volte in altre circolari, quindi se vuoi maggiori informazioni, puoi andare a cercare nel sito di Efficacia Fiscale gli articoli, e ottenere tutte le altre informazioni che ti servono per essere certo di applicare il tutto correttamente.
In questa circolare ti mostrerò sinteticamente come prendere del denaro dalla tua S.r.l., evitando di pagare imposte e contributi. E anche tu ti renderai conto, da solo, che si tratta di un ottimo strumento di pianificazione fiscale.
Iniziamo dai rimborsi chilometrici.
I rimborsi chilometrici sono tutti quei rimborsi che ricevono i soci lavoratori, i dipendenti o gli amministratori della S.r.l., per il fatto che fanno delle trasferte fuori dalla città ove è posta la sede della società, per un motivo aziendale, con la macchina propria.
In questo modo, la persona che fa la trasferta, ha diritto a ricevere una somma di denaro in proporzione ai chilometri percorsi.
Il rimborso chilometrico è esente imposte e contributi Inps, ed è molto vantaggioso perché non ti rimborsa solo la spesa per il carburante, ma anche la quota parte di manutenzione, ordinaria, straordinaria e una ipotetica “quota di ammortamento”, oltre che a rimborsarti la quota dell’assicurazione e del bollo.
Per te questo significa che il rimborso chilometrico è sempre più alto, rispetto a quello che spendi realmente per la trasferta.
L’altro strumento principe che hai a disposizione per ridurre il carico fiscale è il rimborso forfettario.
Nel caso in cui tu avessi un cedolino paga da amministratore, o fossi un dipendente, oppure ove tu sia un socio con busta paga, hai diritto a ricevere un rimborso dentro la busta paga di euro 46,48 esente imposte e contributi.
Questo ogniqualvolta tu fa una trasferta fuori dal comune delle sede della S.r.l. per un motivo inerente l’azienda.
Questi 2 strumenti sono applicabili in maggiore quantità in base alle trasferte che tu fai per la tua azienda.
Quindi è vero che dipende, in parte, dalla tipologia di business che tu hai. Ma è anche vero che è impossibile che, come amministratore, tu stia al 100% sempre costantemente all’interno dell’azienda.
Se tu fossi un amministratore della tua azienda e fossi nella fase di star up, potrebbe anche capitare che tu faccia poche trasferte. Ma più la tua azienda cresce e più è una evoluzione naturale per te spostarti per coordinare dipendenti, clienti e fornitori della tua S.r.l..
Già grazie a questi 2 strumenti hai modo di avere soldi nel tuo conto corrente personale senza pagare imposte e contributi, eliminando di fatto, il 26% di ritenuta sui prelievi utili dei soci.
Per applicare questo secondo strumento, devi avere una busta paga o un compenso da amministratore. Questo per te comporta pagare delle imposte e contributi sul compenso dell’amministratore, ma è vero che ti consente di applicare il rimborso forfettario per ridurre il carico fiscale.
La proporzione giusta tra compenso e rimborsi spesa, la devi verificare insieme al tuo commercialista per trovare la giusta combinazione.
Il rimborso chilometri e quello forfettario sono solo 2 di tanti altri strumenti che puoi utilizzare nella tua S.r.l. per ridurre il carico fiscale.
Se vuoi trovare una lista di soluzioni fiscali per la tua S.r.l., puoi compilare il form in fondo a questa circolare e inserire la tua migliore email.
Riceverai una circolare in cui c’è una check list di strumenti di pianificazione fiscale, che ti consentiranno di diminuire il carico fiscale nel rispetto della legge.
Questi due strumenti devono essere applicati correttamente, per evitare possibili sanzioni. Quindi bisogna applicarli con cura e soprattutto li devi applicare ogni mese, il più possibile, ove tu abbia i requisiti.
Queste due imposte, invece, non si possono eliminare e le pagheresti sempre e comunque.
Se riuscissi a togliere le imposte dei contributi Inps e l’imposta relativa alla distribuzione degli utili, allora ti rimarrebbe da pagare solo l’Ires e l’Irap.
Questo significherebbe pagare soltanto il 28% di imposte sugli utili generato dalla tua S.r.l..
Questa è la massima efficacia fiscale che può avere la tua S.r.l.
Con le indicazioni viste in precedenza, puoi diminuire il carico tributario fino a circa il 28% dell’utile generato dalla tua S.r.l..
Sono procedure che devono essere messe in atto e per le quali ci può voler del tempo.
Inoltre determinati strumenti di riduzione del carico fiscale sono da utilizzare correttamente ogni mese, per questo motivo è fondamentale controllare il bilancio ogni mese.
Così, per rendere più facile questo tuo obiettivo di riduzione del carico fiscale. ho creato un servizio specifico dedicato ai clienti che hanno una S.r.l..
Questo servizio ti permette di controllare, mensilmente, il bilancio insieme a un tutor esperto, con l’obiettivo di verificare di aver applicato tutti gli strumenti di pianificazione fiscale possibile.
In questo modo avrai la certezza di diminuire il carico fiscale entro un anno dall’applicazione della mia procedura (se vuoi maggiori informazioni puoi scrivermi una email a info@efficaciafiscale.com o scoprire la Contabilità Controllata in questo articolo).
Sicuramente sono tutte procedure che devi applicare correttamente nella tua S.r.l.. Se non le applichi correttamente, rischi di compiere infrazioni e quindi pagare sanzioni.
Per questo motivo devi rivolgerti ad un commercialista che fa solo questo, che lavora esclusivamente con le S.r.l.
La normativa fiscale italiana è molto complessa. Per questo motivo è fondamentale rivolgersi ad un commercialista specializzato nelle S.r.l. e che abbia una procedura specifica, come la Contabilità Controllata, che ti consente di verificare la possibilità di applicare tutti gli strumenti di risparmio fiscale, messi a disposizione dalla legge, per diminuire i tributi della S.r.l. da circa il 70% a circa il 28%.
Grazie alle informazioni contenute in questa circolare, ora sai che puoi diminuire il carico fiscale della tua S.r.l. da circa il 70% a circa il 28%.
Per poter fare questo, hai bisogno di applicare correttamente e con costanza, gli strumenti di riduzione dei tributi consentiti dalla legge.
Ciao e ben ritrovato sul blog di Efficacia Fiscale! Anche oggi siamo pronti ad affronate…
Ciao, ti do il benvenuto in questo nuovo articolo del blog di Efficacia Fiscale. Se…
Ciao, ti do il benvenuto in questo nuovo articolo del blog di Efficacia Fiscale. Quando…
Ciao, ti do il benvenuto in questo nuovo articolo del blog di Efficacia Fiscale. Oggi…
Ciao, ti do il benvenuto in questo nuovo articolo del blog di Efficacia Fiscale. In…
Ciao e ben ritrovato sul blog di Efficacia Fiscale! Quando una S.r.l. inizia a generare…
Visualizza commenti
Come è possibile applicare la Diaria Forfettaria (art 51 c.5 TUIR) da domani mattina, se però non è prevista questa opzione nei CCNL di riferimento per quanto riguarda i dipendenti?
Non sono un consulente del lavoro, ma faccio fatica a pensare che un contratto collettivo dei dipendenti non lo preveda. Ma in tutti i casi, è l'articolo 51 del tuir che lo prevede. Al più, per essere veramente eliminato, dovrebbe essere prevista la eliminazione dall contratto collettivo del lavoro specifico. Ma a mio parere il fatto che nel contratto collettivo non sia previsto non lo preclude.